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Roberto Giachetti visita il carcere di Mantova


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Roma, 02-01-2017

«Il Partito democratico? Non si può più fare finta di non vedere cosa sta accadendo. All’interno del Pd c’è un altro partito che tutti i giorni spara a zero su Renzi. Il quale è la persona che ha fatto raggiungere al Pd livelli di consenso che prima erano visibili solo col cannocchiale.

Ma come si fa?». Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera e candidato sindaco del Pd a Roma (la vittoria andò alla grillina Virginia Raggi) è passato da Mantova sabato per trascorrere la notte dell’ultimo dell’anno visitando il carcere di via Poma. Prima una serata in compagnia del sindaco Mattia Palazzi e degli assessori, poi la visita alla casa circondariale.

«Quella di visitare le carceri è un’esigenza che avverto da sempre - spiega Giachetti - Tutti possono fare una sciocchezza e, soprattutto, e c’è una quota rilevante di detenuti che usciranno puliti dal processo: per questo andare a vedere le condizioni delle carceri è importante. A Regina Coeli in questi giorni ho incontrato anche Raffaele Marra, braccio destro della Raggi incarcerato da poco. Lui mi ha ribadito di essere innocente, e per questo non ha chiesto gli arresti domiciliari. Avrebbe potuto, invece è rimasto nell’inferno di Regina Coeli, un carcere vetusto in continua manutenzione, un pozzo senza fondo di denaro pubblico. Io dico che bisognerebbe far vedere alla gente comune, una volta al mese, come si vive in carcere: mi riferisco ai detenuti e agli agenti di custodia. Se non ci fosse un tacito accordo di buona convivenza tra detenuti e agenti, per le condizioni di Regina Coeli dovrebbe scoppiare una rivolta al giorno».

Un’altra partita in cui è impegnato Giachetti è quella delle droghe leggere. «Sono il primo firmatario di una proposta di legge: il proibizionismo ha fallito, lo dice anche la Dia. La nostra idea è quella di depenalizzare, di consentire la coltivazione domestica (denunciata all’autorità) di cinque piante di marijuana, di introdurre l’utilizzo terapeutico. Poi c’è tutto il capitolo legato alla vendita da parte dei Monopoli e all’apertura dei social club per fumatori: una parte dei soldi incassati devono servire per una campagna contro i danni del fumo, perché anche le droghe leggere fanno male». Tornando al tema del Partito democratico, dopo la sconfitta di Renzi al referendum si è aperta una sanguinosa faida interna. La minoranza ha concesso a Gentiloni un appoggio sui singoli provvedimenti e di volta in volta valuterà. «Il Pd - attacca Giachetti - parte dalla stragrande maggioranza di quel 40% di italiani che hanno votato sì al referendum. Ora Renzi si può dedicare al partito, e questo farà bene al Pd, anche perché non possiamo rischiare che le faide si ripetano anche ai livelli locali. Si scatenerebbe il caos». Capitolo importantissimo, le riforme: «Il governo Renzi ha fatto riforme attese da 20 anni. Non erano le migliori possibili? Può essere, ma i passi avanti ci sono. Si può sbagliare, ma l’Italia non può permettersi l’immobilismo»

Da Gazzetta di Mantova - 02 gennaio 2017


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