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Roberto Giachetti > Politica > articolo

Al voto dopo la sentenza della Consulta Se il Pd si sfila, Mattarella ne prenda atto


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Roma, 08-01-2017
Fonte: La Stampa

"Al voto dopo la sentenza della Consulta Se il Pd si sfila, Mattarella ne prenda atto"

Giachetti: Gentiloni è mio amico, ma senza di noi non c' è maggioranza

Roberto Giachetti, vicepresidente dalla Camera e renziano di ferro, e cosa si può fare per metter fine in fretta al tormentone della riforma elettorale? Tornare al proporzionale? Io lo considero un' assoluta sventura che ci riporta indietro di trent' anni. Invece il Mattarellum, scritto dal capo dello stato, ha dimostrato di essere la legge che ha funzionato meglio.

Ma sapete che solo con i voti di Salvini non si riesce ad approvare. Quindi? Intanto suggerirei prudenza sulle decisioni della corte costituzionale, perché vedo troppi funerali dell' Italicum e del doppio turno. Detto questo, l' unico punto fermo di una Repubblica è che il popolo deve poter essere chiamato alle urne in qualunque momento. Quindi, anche subito dopo la pronuncia della Consulta si deve poter votare.

Però il capo dello stato vuole che sia fatta prima una legge per armonizzare i due sistemi di Camera e Senato. È normale che lui si adoperi affinché si possa votare nelle condizioni migliori, cioè con una legge omogenea alle due Camere. Ma è anche evidente che nel momento in cui venga meno la responsabilità di governo del partito di maggioranza, unico a farsi carico di questa situazione, anche il Presidente della Repubblica non potrà che prenderne atto.

Sta dicendo che se il Pd stacca la spina il Presidente deve sciogliere le camere. Non mi pare che vi siano altre maggioranze possibili.

Sicuro che il paese voglia veder affondare il governo Gentiloni? Siamo tutti consapevoli che questo esecutivo, peraltro guidato dal mio migliore amico, ha una durata limitata all' emergenza che ne ha decretato la nascita. Gli italiani vogliono un governo con una maggioranza omogenea che da anni non abbiamo.

Centinaia di suoi colleghi remano contro le urne a giugno... Noi siamo gli unici che dicono di voler votare e intendono farlo. Troppi lo dicono ma poi lavorano per non farlo.

Qualche nome please. Dalla nostra parte, non voglio usare termini offensivi, Speranza e compagni - che appena nominato Gentiloni premier dicevano che loro avrebbero votato le leggi scegliendo à la carte , indebolendo il governo fin dell' origine - ora fanno intendere che non c' è fretta di votare.

Sta insinuando che sono attaccati alle poltrone? Non lo so, certo solo così hanno modo di perpetuare il bombardamento sul Pd e su Renzi, pensando di guadagnare posizioni. Così come ora minacciano di non votare contro la sfiducia a Poletti, un ministro del loro governo.

E perché Renzi ha deciso di non fare subito il congresso? Sono stati loro della minoranza a chiedere di rinviarlo! E con la solita schizofrenia, ora chiedono di convocarlo. Una cosa è chiara e questo riguarda tutti: continuare a far finta di nulla e fischiettare di fronte alla demolizione costante delle regole di convivenza di un partito, perpetuata da Bersani e compagni, schiude le porte al disfacimento della nostra comunità.

Insomma dove ha sbagliato Renzi e dove non deve sbagliare ora? Come noto io ritenevo rischioso che diventasse premier senza passare dal voto, per l' evidente rischio di logoramento. Ora la cosa più importante è non sottovalutare il necessario rafforzamento del partito democratico


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