Questo sito utilizza cookies tecnici e di terze parti per funzionalità quali la condivisione sui social network e/o la visualizzazione di media. Chiudendo questo banner, scorrendo o ricaricando questa pagina, ovvero cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Per maggiori informazioni consulta la privacy policy


 
HOME CHI SONO ARCHIVIO RASSEGNA STAMPA VIDEO #ROMATORNAROMA
Roberto Giachetti > Politica > articolo

Italia ingovernabile? Colpa di chi ha spinto il no al referendum


Foto articolo
Roma, 21-03-2017
Fonte: QN - Quotidiano Nazionale

 «NON è certo colpa di Renzi se l' Italia sarà ingovernabile», precisa prima di tutto Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera in quota Pd.

Bene. Ma allora con chi se la deve prendere quel 65% degli italiani che - secondo i sondaggi - è convinto che dopo il voto ci sarà confusione totale? «Con chi ha fatto campagna elettorale contro il referendum costituzionale. Sapevano perfettamente che ci saremmo trovati in queste condizioni. Dirò di più. Una quota non indifferente di chi si è battuto contro la riforma l' ha fatto perché sperava di trovarsi in una situazione da prima Repubblica: proporzionale puro, partitini che entrano in Parlamento con percentuali irrisorie e che avranno la possibilità di condizionare il governo dopo le elezioni».

Forse dovevate mettere mano all' Italicum prima dell' intervento della Corte. In fin dei conti, più di un esperto ha denunciato in questi anni il rischio che fosse dichiarato incostituzionale. «È stata dichiarata incostituzionale in un solo punto: il ballottaggio».

Non lo ritiene qualificante? «Non voglio dire che non fosse qualificante, ricordo però che è stato aggiunto in una fase successiva. Qualcuno, poi, mi deve ancora spiegare perché il ballottaggio è incostituzionale per la Camera mentre è perfettamente legittimo per le amministrazioni locali».

È stato lungimirante scommettere sull' abolizione del Senato senza preoccuparsi di prevedere una legge elettorale casomai il referendum non passasse? «Noi non abbiamo una legge per colpa della minoranza che ora è uscita dal Pd. Ci imposero loro di stralciare l' articolo 2 dell' Italicum: se non avessimo accolto il loro ricatto - come avevo suggerito io - adesso ci sarebbe una legge anche per Palazzo Madama».

Il Pd è il partito di gran lunga più forte in Parlamento: tocca a voi avanzare una proposta elettorale per uscire dall' impasse. «Noi proponiamo il Mattarellum: non intendiamo passare a un' ipotesi subordinata senza verificare se ci sono i numeri per approvarlo».

Persino Orlando boccia questo sistema. «Le dichiarazioni di Orlando mi stupiscono: c' era anche lui quando l' assemblea nazionale votò praticamente all' unanimità per il Mattarellum. Il punto è capire dalle altre forze politiche qual è la loro posizione».

In realtà hanno risposto tutti: il Mattarellum non gode di grande simpatia in Parlamento. «Noi aspettiamo una risposta formale, del resto in tempi non sospetti Lega, M5s, Fd' I e SI erano favorevoli».

E così si perde altro tempo. Non è che pure a Renzi e al Pd fa gola l' idea di un governo di larghe intese con Berlusconi? «Assolutamente no. Se non c' è una maggioranza per fare la legge elettorale non è colpa di Renzi: il guaio è che il Pd non ha vinto le elezioni».

Dunque ve ne lavate le mani? «No. Dico solo che Renzi ha meno colpa degli altri, visto che lui ha provato a fare una legge. Abbiamo un problema enorme da risolvere, purtroppo mi pare difficile trovare un accordo se ognuno pensa a ricavare il massimo lucro elettorale».

Si può estendere l' Italicum al Senato? «È un' ipotesi ma deve passare in Parlamento. Il limite è quello del premio di maggioranza al 40%: nessuno oggi lo prenderebbe. Bisognerebbe abbassarlo al 30%, però tutti griderebbero alla deriva autoritaria, perché una minoranza di fatto potrebbe ritrovarsi maggioranza.

Quindi? «Non resta che il Mattarellum».

Secondo alcuni non garantisce la governabilità. «Non è vero. Nel Mattarellum hai il 75 per cento di collegi uninominali e il 25 di proporzionale distribuito tra le liste. Puoi giocare su quel 25% e a chi ha preso più collegi dai un premio di maggioranza che ti consente la governabilità».


Non ci sono commenti - Commenta l'articolo commenta