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Roberto Giachetti > Politica > articolo

È la strada giusta, ma su Olimpiadi e stadio hanno deciso da soli


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Roma, 05-04-2017
Fonte: Corriere della sera

ROMA «Portare i cittadini romani ad accrescere la loro partecipazione alla vita pubblica, attraverso le petizioni online e i referendum senza quorum, è una cosa positiva. Non mi faccio certo scudo delle posizioni dei miei colleghi di partito, che rispetto, e lo dico apertamente. Quella indicata da Virginia Raggi, che io stesso avevo inserito nel mio programma per il Campidoglio e che stava alla base dell' accordo politico coi Radicali, è senz' altro una strada da percorrere».

In mezzo a esponenti del Partito democratico di ogni ordine e grado che ieri hanno attaccato Virginia Raggi e ironizzato sull' imminente introduzione di petizioni online e referendum senza quorum per molte delle faccende capitoline, si alza il ditino di Roberto Giachetti. Che, ancora una volta, conferma la sua fama di eterodosso e mostra apprezzamento per la rivoluzione annunciata dalla giunta pentastellata. «Nonostante tutto».

Nonostante cosa, Giachetti? «Chiariamoci. La Raggi aveva detto che avrebbe fatto i referendum anche sulle Olimpiadi e sullo stadio della Roma. Voi li avete visti? Per non parlare dello streaming permanente, che s' è arrestato dopo i casi spinosi della Muraro, di Marra e via dicendo».

Però i referendum senza quorum e le petizioni online le piacciono. «Non mi faccio scudo di quello che pensano nel mio partito. Ho la mia storia e la mia testa. Sì, mi piacciono. Infatti li avevo messi nel mio programma in campagna elettorale. Certo, ci sono delle cose che vanno ancora chiarite».

Per esempio? «Primo, l' annuncio di oggi (ieri, ndr ) è arrivato in una conferenza stampa, quindi bisogna vedere quello che verrà fuori dopo. Secondo, trattandosi di una modifica dello statuto del Comune, parliamo di una materia in cui va coinvolto il consiglio comunale, non la si può risolvere dentro la giunta. Terzo, e mi sembra quasi ovvio sottolinearlo, la piattaforma Rousseau, che è dei Cinque Stelle, non deve entrarci nulla con le consultazioni a cui saranno chiamati i romani».

Lo sa che dissentendo dal suo partito proprio su un provvedimento della Raggi la sua fama di «eterodosso» tornerà a riaffermarsi, no? «Tanto lo sanno tutti che dico quello che penso. E non saranno certo ragioni di mera utilità politica a farmi rinunciare alle mie idee». 


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