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Roberto Giachetti > Politica > articolo

«Discuterne farà comunque maturare i governanti»


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Roma, 30-05-2017
Fonte: L'Unità

«Sono favorevole per sottrarre fondi alle mafie e per evitare "tagli" pericolosi». Roberto Giachetti, vicepresidente Pd della Camera, è il primo firmatario della proposta di legge 3235 per la legalizzazione della cannabis. Della Vedova si rivolge a Renzi perché il Pd riporti al più presto in aula la proposta. Con la legge elettorale all' ordine del giorno, crede sia possibile? «È chiaro che bisogna vedere quali sono gli sviluppi di questa fine della legislatura, se si vota a settembre è impensabile approvare una legge del genere prima, abbiamo visto il tempo che c' è voluto per le Unioni civili o il testamento biologico. Detto questo, non posso che condividere il tentativo di Della Vedova: anch' io credo sia giusto che su questa proposta, trasversale ma sostenuta da un numero consistente di parlamentari dem, si esprima il Parlamento, in aula o in commissione. Anche perché, come abbiamo già visto altre volte, il Paese è più avanti della sua classe dirigente. Lo dicono i sondaggi, e figure che di solito vengono ascoltate nella lotta alla mafia, vedi il procuratore della Dna Franco Roberti secondo cui è fallimentare la sproporzione tra forze impiegate per perseguire il consumo di cannabis e i risultati ottenuti. Sarebbe utile che la politica si interrogasse su questo. Anche perché questa non è una proposta di governo, né di partito. Quello che auspico è un dibattito che lasci liberi di parlamentari, ci sono tutte le condizioni per fare un passo avanti. Se non sarà così ne prenderemo atto. È comunque la prima volta che una proposta di legge del genere arriva alla discussione in aula, questo ha già un significato politico rilevante». Per M5s il Pd non agirà per non turbare Forza Italia in vista delle elezioni. Cosa risponde? «Lo dicevano anche quando si trattava di non far cadere il governo sulle Unioni civili o sul testamento biologico: nel primo caso si è trovato un compromesso in maggioranza, nel secondo si è andati avanti con una maggioranza diversa, come succede per tutti i temi che non sono oggetto della politica del governo, ma di iniziativa parlamentare». Poniamo che ci fossero i tempi: davvero crede che si troverebbero i numeri in Parlamento? «Non faccio previsioni, non mi nascondo che anche dentro il Pd come dentro Forza Italia ci sono posizioni molto diverse. Dico solo che un dibattito farebbe comunque maturare la politica, dopo anni in cui è scappata davanti ad alcuni temi, con giochetti e rimpalli tra le due camere. Discutiamo, poi ognuno agirà secondo convinzione, come sempre su temi sensibili e trasversali». Perché legalizzare? «Due le ragioni per me fondamentali. La prima: come dicono tutti gli esperti è un modo concreto per sottrarre alla criminalità organizzata una fetta consistente di introiti. Partendo dal presupposto che oggi le droghe leggere sono di fatto libere, si trovano facilmente: il fenomeno è concreto e diffuso, noi vogliamo gestirlo. La seconda ragione è che oggi, a differenza di un tempo, anche le droghe leggere vengono tagliate con sostanze chimiche pericolo sissime. Dunque, visto che si continua a comprare e fumare canne, preferisco che lo si faccia con sostanze controllate. Fermo restando che gli studi riconoscono che la cannabis produce meno danni, anche in termini di incidenti, di alcol e tabacco. Poi c' è tutto il tema dell' uso medico della cannabis, non solo per la terapia del dolore. Così vorrei sottrarre il dibattito a una discussione sterilmente ideologica: nessuno di noi è "a favore" delle droghe». Il procuratore Roberti limiterebbe la vendita ai soli Monopoli di Stato. Ci sono aspetti che possono cambiare nella proposta di legge? Sui Cannabis social club ad esempio? «Se i club o l' autocoltivazione sono un problema sono disponibilissimo a discuterne. Contano i principi di cui sopra, non le soluzioni tecniche».


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