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Roberto Giachetti > scheda

Perché Formazione in corso


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di Formazione in corso


L’idea di “Formazione in Corso” è nata da un viaggio, un percorso tracciato dalle ruote di un pulmino e materialmente costruito insieme a un gruppo di ragazzi tutti sotto i trent’anni, militanti o simpatizzanti del Pd desiderosi di sondare le opinioni degli italiani sul neonato partito e di farsi un’idea più diretta del rapporto fragile, quello tra cittadini e politica, oscillante tra la perdita di credibilità di uomini e istituzioni e la conseguente sfiducia degli italiani.

Salite a Bordo” è stata un’esperienza umanamente fantastica, che mi ha permesso di scoprire quella che io considero un’ovvietà, e cioè che quando si lascia il giusto spazio ai giovani, dando loro la possibilità di misurare se stessi e le proprie capacità in un progetto da gestire e realizzare responsabilmente, i ragazzi sanno camminare con le proprie gambe e affrontano il compito arricchendolo con estro, impegno, energia e un tocco originale nell’osservazione delle cose. Un lavoro di campo e sul campo, dunque, in cui l’approccio empirico è stato necessariamente dominante.

Partendo dalle centinaia di interviste realizzate, ho pensato che fosse un delitto disperdere il frutto dell’entusiasmo con cui quei ragazzi, nel nome di un’idea di politica più giusta e migliore, al servizio dei cittadini e immersa nella realtà, avevano spiegato e disegnato l’identikit ideale di un partito che implicasse innanzitutto la necessità di un nuovo metodo nell’esercizio politico. Al di là di quanto poi il Pd abbia recepito di questa esigenza, su cui si può e si deve discutere, era importante che i ragazzi reinterpretassero e utilizzassero il bagaglio di opinioni acquisite nel corso del viaggio attraverso un confronto altrettanto diretto e senza formalismi paludati con chi, a vario titolo, potesse aiutarli ad ampliare ed eventualmente canalizzare quelle conoscenze in un disegno più coerente e completo. Un procedimento al contrario: prima la pratica e poi la teoria, un’esperienza formativa rovesciata a testimonianza che l’apprendimento non si esaurisce mai, non ha regole prestabilite, è un flusso continuo di stimoli e di input che nessun corso limitato nel tempo può arrestare. È, appunto, una formazione in divenire, una formazione in corso.

Abbiamo quindi realizzato una serie di “faccia a faccia” che da gennaio a giugno hanno visto protagonisti quaranta ragazzi e ventitré personalità del mondo della politica, di destra e di sinistra, esponenti della cultura, dello spettacolo, delle professioni, che fuori dai consueti cliché e spogliati della classica cattedra “convegnistica”, si sono volontariamente posti al medesimo livello dei ragazzi, rispondendo alla loro curiosità e alle loro domande con disponibilità e interesse autentici. Tutti, davvero tutti, hanno aderito all’iniziativa con entusiasmo, nella convinzione che parlare di nuove generazioni con le nuove generazioni non equivale a una mezza giornata dedicata a ragionare per categorie, quasi fosse una sorta di specie protetta, ma significa avere ben chiaro che è proprio sui talenti e sulle energie fresche che un Paese moderno investe per costruire il proprio futuro.

Ne è emersa la fotografia di un’Italia bloccata e refrattaria a criteri di merito, in cui i tratti dominanti che la società esprime riflettono una mentalità improntata alla conservazione, alla difesa corporativa, all’individualismo e all’opportunismo, alla sostanziale carenza di senso civico e di etica pubblica, all’illegalità e immoralità diffuse. Un Paese in cui ogni tentativo di riforma strutturale, nella politica come nel mondo dell’impresa, nella scuola, nell’università, nel settore delle professioni, si scontra appunto con una tendenza alla preservazione dello status quo: è un’Italia che soffre di un problema sostanzialmente culturale, da cui poi tutto il resto discende. Un quadro in apparenza sconfortante in cui però – è evidente – il ruolo dei giovani diventa cruciale perché unica possibilità di scardinare alle radici un sistema consolidato e accettato, per abitudine o per rassegnazione, quasi tacitamente e senza più imbarazzi di sorta. In questa sezione del sito inseriremo quindi alcuni estratti delle varie lezioni svolte da:

Lucia Annunziata,
Luca Barbareschi,
Pierluigi Bersani,
Diego Bianchi,
Pietrangelo Buttafuoco,
Giuliano da Empoli,
Benedetto Della Vedova,
Francesco Delzìo,
Giuliano Ferrara,
Giancarlo Lucariello,
Emanuele Macaluso,
Ignazio Marino,
Mauro Mattei,
Giorgia Melonil,
Mariapaola Merlonil,
Paolo Nerozzi,
Marco Pannella,
Antonio Polito,
Renata Polverini,
Nicola Rossi,
Matteo Rovere,
Luca Telese,
Andrea Vianello.