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Morassut «Io, diverso da Giachetti ma non sono l' anti Renzi»


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Roma, 14-02-2016
Fonte: Il Tempo

«I romani pagano troppe tasse e ricevono poco»: parola di Roberto Morassut (Pd), candidato alle primarie del centrosinistra per sindaco di Roma. Onorevole Roberto Moras sut: Mafia Capitale, Affittopoli, il Giubileo, come sarä la corsa per il Campidoglio? «La città attraversa una crisi morale e istituzionale: c' è urgenza di ricostruire e ritrovare orgoglio e prospettive. Bisogna ridare ai cittadini la fiducia nelle istituzioni e nella classe dirigente, un lavoro faticosissimo, che può essere affrontato solo attraverso un patto ferreo con lo Stato e il governo, rimettendo in primo piano la questione romana». Cosa si deve chiedere al governo? «Non deve esserci un atteggiamento rivendicativo, ma una presa di coscienza, affrontando la riforma della figura amministrativa di Roma. Mi sono battuto in Parlamento per trasformarla in Regione, per dare alla Capitale il rango che merita attraverso un percorso nella Costituzione, ma ci sono in campo più proposte. Il tema dello status di Roma Capitale va affrontato in modo definitivo e questa deve essere una consiliatura costuituente. Nei prossimi cinque anni i romani dovranno anda rea votare per una nuova istituzione. Roma deve avere poteri, risorse e opportunità almeno pari alle altre grandi capitali europee». Poi? «L' altra grande questione sono le risorse. Due sono le linee: una riguarda chi amministrerà il Comune. Servono assoluta trasparenza e onestà nell' uso del patrimonio comunale; è necessario vendere ciò che è possibile e mettere il resto a reddito, favorendo le reti sociali. Poi c' è il rapporto con lo Stato: dal 2010 il Bilancio Comunale si è deformato: la spesa corrente è cresciuta in modo abnorme, mentre la parte in conto capitale, gli investimenti in servizi ed opere, è di minuita di oltre i due terzi e i livelli di manutenzione della città sono calati sotto ogni limite sopportabile, questa tendenza va invertita, vanno spostate risorse verso la crescita». Come? «Tutte le parti politiche devono riflettere su come cambiare la norma della Legge di Stabilità del 2010 che affida al Commissario straordinario per il ripiano del debito precedente al 2008, ben 500 milioni di euro l' anno fino al 2048. Sono in parte fondi MeF e, per 200 milioni, l' aliquota Irpef più alta d' Italia pagata dai romani. Non un euro di tutto questo va ai romaniche strapagano le tasse senza avere in cambio un' adeguato livello di servizi. Una parte di quelle risorse va impiegata per gli investimenti del Comune e va abbassata la pressione fiscale». In cosa differisce, al netto delle correnti, la sua candidatura da quella del suo compa gno di partito Giachetti? «Onestamente non sono ancora in grado di definirlo, ma i nostri sono profili diversi. Sarebbe utile organizzare dei confronti pubblici, anche con l' amico Giachetti. Comunque la parola "correnti" la combatto. Mi sono candidato al di fuori di ogni corrente di partito chiedendo sostegno alle persone. Mi hanno definito in modo curioso: anti-renziano, candidato della minoranza, sinistro, espressione dei costruttori... sono solo trite etichette». Bersaniano di ferro? «Non sono un "bersaniano" anche se ringrazio Bersani per le parole gentili e di stima che ha espresso. Parole che ricambio con altrettanta stima profonda. Però ci tengo anche a ricordare che ho sostenuto Renzi e che ho sempre votato in Parlamento i provvedimenti del governo le cui riforme sostengo con convinzione». Quella del Campidoglio sa rä una partita a tre? «Dal 2013 il sistema politico italiano ci consegna questa situazione. Il centrosinistra vincerà queste elezioni se avrà una proposta concreta, unendo dalla sinistra radicale di Sel ai settori moderati. Molto interessante è il lavoro di Francesco Rutelli con i convegni su "Prossima Roma"». Il centrodestra propone Bertolaso. «È una persona che ha ricoperto importanti incarichi di responsabilità pubblica e ha operato molto su Roma, però così la destra ha rinunciato a presentarsi con il proprio volto politico. È ricorsa a un surrogato, che va a riempire il vuoto lasciato dalla sua crisi, anche a seguito della fallimentare esperienza della giunta Alemanno».


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