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Milano, pressing di Sala: «Il centrosinistra sia unito»


Roma, 16-02-2016
Fonte: L'Unità

Comincia a entrare nel vivo la campagna elettorale per le amministrative di maggio, soprattutto nelle città dove la competizione avrà anche un riflesso politico nazionale. A Milano, il primo incontro tra il candidato Pd Beppe Sala e la sua sfidante alle primarie Francesca Balzani, viene letto positivamente da entrambi. «Per vincere dobbiamo lavorare sulla geografia del centrosinistra - ha detto Sala - che deve ricomprendere anche chi si è sentito rappresentato dai miei competitori ai gazebo». Vale a dire Majorino e la Balzani, arrivata seconda. Nessun commento specifico, ma dal Pd c' è interesse a una collaborazione: non si esclude né un ticket tra i due né che l' attuale vicesindaco di Giuliano Pisapia corra come capolista di una lista "arancione" collegata all' ex ad di Expo. E con un po' di ritardo, anche i Cinquestelle entrano in partita. Da ieri è attivo il nuovo simbolo del Movimento: uguale al precedente, ma senza il nome di Beppe Grillo. Come annunciato, il leader tira i remi in barca e lascia diventare "adulta" la sua creatura. In parallelo, partono le "comunarie", le consultazioni online per scegliere gli ultimi candidati a Roma (e poi in altre città). Sul blog sono apparsi 209 cv (scremati da quasi 10mila) e nei prossimi giorni si voterà per ridurli a 10: oltre ai quattro consiglieri comunali, ci sono il giornalista di La 7 Ivo Mej, un agente di polizia, un esponente delle fiamme gialle, avvocati, docenti e militanti storici grillini. Favoriti sono Virginia Raggi e Marcello De Vito: due consiglieri comunali agguerriti che potrebbero attirare voti di destra decisivi, in una situazione dove M5S e Pd secondo i sondaggi hanno staccato gli avversari e conducono testa a testa. Carla Ruocco, una dei componenti del direttorio grillino, ha fatto sapere che il popolare Alessandro Di Battista non corre. Sarà però dietro le quinte. Livori nel centrodestra Ormai sciolto il nodo di Roma, il centrodestra conta di ufficializzare tutti i candidati insieme entro la fine della settimana. A Bologna bisognerà vedere se Giorgia Meloni deciderà o meno di impuntarsi contro la leghista Lucia Borgonzoni (l' alternativa è l' azzurro Galeazzo Bignami, ma Berlusconi ha fatto un patto con Salvini). A Cagliari il forzista Piergiorgio Massidda non è ancora certo dell' investitura. E a Roma continuano le polemiche nel centro destra sul nome di Guido Bertolaso. Stavolta, dopo Francesco Storace, è l' ex primo cittadino Gianni Alemanno ad attaccarlo: «Salvini e Giorgia Meloni avevano sempre detto di voler fare le primarie, invece hanno scelto a tavolino un candidato che rischia di non arrivare al ballottaggio». I veleni da quelle parti si sprecano. Mezza Forza Italia, da Maurizio Gasparri ad Antonio Tajani, aveva puntato le fiches su Alfio Marchini e non ha digerito il veto di FdI. D' altra parte, anche i rapporti tra la "sorella d' Italia" e il leader del Carroccio si sono incrinati in modo pesante dopo il siluramento di Rita Dalla Chiesa, lanciata appunto dalla Meloni. Il retro pensiero di molti è che Salvini abbia giocato sporco su Roma, città che non gli interessa, dopo aver incassato l' unità della coalizione nella sua Milano. In queste crepe, alla fine, si è infilato Silvio Berlusconi riuscendo ad avere l' ultima parola e piazzando in campo due moderati, Stefano Parisi e Bertolaso. Con buona pace dei due procedimenti giudiziari in cui l' ex capo della protezione Civile è coinvolto e che potrebbero arrivare al processo proprio in primavera. Intanto Bertolaso duella con Marchini e respinge gli attacchi: «Sono un vecchio Dc, non ho mai votato Silvio e mi sono costruito gli attributi sul campo». Ribatte Roberto Giachetti: «Per governare servono onestà e competenza». E poi: «Quanto agli attributi ringraziamo la natura per quello che abbiamo». Un campo dei manager prestati alla politica, peraltro, è affollato e confuso. Al punto che Ncd anticipa il sostegno a Parisi a Mliano e Marchini a Roma. A sinistra, invece, i contatti tra Stefano Fassina, candidato di Sel, e Ignazio Marino, in bilico con una propria lista civica, non sono ancora approdati a nulla: «Se Marino deciderà di candidarsi - ha spiegato l' ex viceministro Dem - Faremo le primarie». «Questo tipo di alleanze servono per tentare di ammazzare il centrosinistra - ha commentato Giachetti - spero che non riescano». Giachetti è uno dei sei candidati alle primarie del Pd del 6 marzo, alle quali Sel non intende partecipare. Gli altri in campo sono l' ex assessore veltroniano Roberto Morassut, l' ex IdV passato con il Pd Stefano Pedica, il generale Domenico Rossi vicino a Bruno Tabacci, il verde Giampaolo Mascia e la giovane outsider Chiara Ferraro.


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