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Roberto Giachetti > Politica > articolo

Università: la meritocrazia sotto i piedi


Roma, 13-10-2009

La storia che racconta Sergio Rizzo sul Corriere della Sera di ieri, a proposito della convenzione che lega la Uil (nella forma di una concessione di crediti formativi per i suoi iscritti) all’università Parthenope di Napoli, mi pare talmente grave da meritare ulteriori approfondimenti.

Se tutto fosse confermato saremmo di fronte ad un ulteriore colpo di grazia ad una meritocrazia già precaria - per non dire di peggio - all’interno degli atenei italiani. Per questo motivo, insieme alle colleghe Marianna Madia e Maria Grazia Gatti, ho presentato un’interrogazione in commissione cultura che spero possa fare luce su questa incredibile ed odiosa vicenda. La posto di seguito:

Interrogazione a risposta in commissione Al ministro dell’Istruzione, Università e ricerca

premesso che: - In data 12 ottobre 2009 è apparso sul quotidiano “Corriere della Sera” un articolo a firma di Sergio Rizzo dal titolo “L’università che regala un anno agli iscritti Uil”. - Secondo l’autore dell’articolo l’università Parthenope di Napoli avrebbe stipulato una convenzione con la segreteria regionale della UIL della Campania a favore degli iscritti di questo sindacato, per il riconoscimento - ai fini della carriera universitaria - di 60 crediti formativi universitari (CFU) nel corso di laurea triennale in giurisprudenza. 60 CFU sono pari all’incirca, secondo la normativa, a 1500 ore di studio ovvero a un anno del corso di laurea. I 60 cfu sarebbero assegnati agli studenti iscritti provenienti da qualifiche dirigenziali, mentre 50 crediti alle altre qualifiche purché iscritti al sindacato. La Uil concorrerebbe al riconoscimento anche delle altre attività didattiche (come esami fatti in altra facoltà) per i propri iscritti avvalentisi della convenzione.

- Per sapere: -

se la notizia corrisponda al vero.
Se, in caso positivo, tale convenzione non tradisca negli effetti quanto dettato dal Decreto Ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270 che dispone all’art. 5 comma 7 che: “Le università possono riconoscere come crediti formativi universitari, secondo criteri predeterminati, le conoscenze e abilità professionali certificate ai sensi della normativa vigente in materia, nonché altre conoscenze e abilità maturate in attività formative di livello postsecondario alla cui progettazione e realizzazione l’università abbia concorso”.

Pur nel rispetto dell’autonomia universitaria appare infatti, agli interroganti, incongruo se non illecito equiparare la semplice tessera sindacale, come la tessera di qualsiasi altra associazione, ad una “abilità professionale certificata” o una “attività formativa di livello post secondario” tale da poter essere certificata ai fini della progressione di una carriera didattica.

Se il Ministro non intenda attivare un’indagine conoscitiva mirata a rilevare l’esistenza di convenzioni simili a quella del caso sollevato nell’atto di sindacato ispettivo in oggetto, con particolare riguardo ai criteri utilizzati dagli atenei per il riconoscimento dei crediti.

 


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