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Roberto Giachetti > Politica > articolo

A Obama un Nobel di grande speranza


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Roma, 09-10-2009

E così il Nobel per la pace del 2009 va a Barack Obama. Dopo nemmeno un anno dalla sua elezione il comitato preposto (e non l’accademia di Svezia come avevo erroneamente scritto in precedenza, grazie a Vincenzo per la segnalazione) conferisce al Presidente degli Stati Uniti un riconoscimento tanto prestigioso e lo fa con motivazioni legate al suo impegno per la riduzione degli armamenti, al ruolo attivo nella cooperazione internazionale, alla volontà di continuare i negoziati in Medioriente. Tra le diverse note che accompagnano l’assegnazione del premio quella che più di tutte mi ha colpito è questa: «Molto di rado una persona è stata capace di dare speranza in un mondo migliore e di catturare l’attenzione del mondo quanto è riuscito a Obama».

Ecco io credo che questa sottolineatura sia di fatto la vera motivazione che ha portato la commissione a conferire ad Obama un Nobel peraltro unanime. Il Presidente degli Stati Uniti è solo l’ultimo di una serie di personaggi politici premiati dall’Accademia: da Jimmy Carter ad Arafat da Peres a Rabin da Roosevelt a Walesa arrivando fino ad Al Gore, insignito per l’opera di diffusione e di sensibilizzazione sui cambiamenti climatici. Le parole dei membri del comitato attestano tutta la potenza “positiva” che la figura di Obama è riuscita ad incarnare ed esprimere in poco tempo, richiamano un’idea di grande speranza per un futuro globale che ha bisogno di leader appassionati in grado di far breccia nelle coscienze collettive; ed in questo momento penso che la stessa nota sarebbe calzata a pennello - visto che all’epoca non esisteva la consuetudine di motivarne l’assegnazione - ad un altro Nobel per la pace che con Obama ha molto in comune, quel Martin Luther King leader dell’attivismo per i diritti civili che lo vinse nel 1964 e che, con i suoi 35 anni, resta ad oggi il piu giovane vincitore del premio.

Comunque la si pensi questo riconoscimento - che alcuni considerano prematuro - rappresenta al contrario l’ideale consegna di una grande responsabilità per il Presidente degli Usa, a dimostrazione di un investimento pieno ed autorevole perchè il mondo possa cambiare davvero.


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