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Debiti per 13,6 miliardi Roma con l' acqua alla gola


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Roma, 19-02-2016

Il debito della Capitale somiglia sempre più ad un mare di cui appare a tutt' oggi complicato intravedere le coste. Lo dicono le cifre contenute nella relazione sulla gestione commissariale del debito inviata nei giorni scorsi ai tecnici del ministero dell' Economia dal commissario del governo, ed ex assessore al Bilancio della giunta Marino, Silvia Scozzese ed anticipata ieri da Il Messaggero. Tredici pagine in cui il monte debitorio di Roma Capitale, quello precedente al 2008 quando il governo Berlusconi ha creato la gestione commissariale trasferendoci i conti in rosso in modo da sgravare il bilancio del nuovo sindaco Gianni Alemanno, è quantificato nella cifra monstre di 13,6 miliardi contro i 22 certificati a luglio 2010. Una montagna colossale, nonostante i sacrifici dei cittadini romani che pagano l' aliquota Irpef più alta del paese e non possono godere certo di servizi all' altezza, su cui non sembrano aver influito molto le azioni intraprese negli ultimi anni visto che nel dicembre l' allora commissario straordinario Massimo Varazzani stimava in 14,8 miliardi i debiti restanti della gestione. Nella sua relazione Scozzese spiega che oltre il 75% del debito è rappresentato da mutui che il Comune ha contratto prima del 2008 mentre la metà circa dei debiti restanti sono riferiti a espropriazioni seguite a vertenze giudiziarie. Come quella relativa al Sistema Direzionale Orientale di Pietralata, progetto ancora in altissimo mare che però è già costato salatissimo alle casse del Comune. Nel documento inviato ai ministeri, Scozzese propone anche soluzioni, come quella di separare definitivamente le casse delle gestione commissariale e di Roma Capitale e quella di approntare , nella struttura commissariale, una struttura amministrativa e contabile autonoma per le attività di gestione del debito che oggi vengono espletate dagli uffici del Comune. A leggere la relazione, insomma, la situazione del debito di Roma appare di fatto ingestibile e non migliore è quella dei conti di Roma Capitale, tenuti in sostanzialmente in piedi dai 500 milioni di contributo annuale straordinario del Governo alla gestione commissariale, a cui si aggiungono i 110 milioni stanziati per sostenere gli extra -costi legati al ruolo di Capitale. Senza dimenticare dei costi che pesano sulle tasche dei cittadini che pagano l' addizionale Irpef record dello 0,9 per mille (lo 0,5 finisce nelle casse del Comune, il resto serve invece a pagare la rata annuale di 200 milioni per affrontare il debito) e che a que sto punto, nonostante i tagli al bilancio paventati dal commissario Tronca (180 milioni è la stima), possono nutrire ben poche speranze di vederla ridotta. Ovviamente, la notizia dei13,6 miliardi ha riacceso un polemica che si trascina da anni fra accuse incrociate e versioni contrapposte. Materiale infiammabile su una campagna elettorale non ancora entrata nel vivo. «Bisogna chiamare il Pd alle sue responsabilità - ha accusato Francesco Storace, candidato sindaco de La Destra - Se sarò sindaco chiamerei l' opposizione, chiamerei Giachetti e direi: "Spiegaci cosa è successo". Perché Giachetti sicuramente sa cosa è accaduto in quegli anni e perché si sia dilapidata una marea di soldi». «La relazione sulla gestione commissariale del debito di Roma firmata da Silvia Scozzese evidenzia due elementi di pura emergenza - ha commentato invece Guido Bertolaso, candidato (forse, visti gli ultimi sviluppi) del centrodestra - una città dimenticata e i suoi cittadini ridotti a parco buoi da tartassare, ovvero l' esigenza non più rinviabile di mettere mano ai conti del Campidoglio». Alle accuse di Storace ha risposto il comitato elettorale di Roberto Giachetti. «Storace, chiamato "Mister 10 miliardi di debiti", chiede a Giachetti di rendere conto del debito del Comune? - le parole di Ileana Argentin, presidente del comitato - Sull' onda della smania dichiarativa, Storace dimentica di chiarire le sue responsabilità dirette per i 10 miliardi di debito che la Regione ha dovuto pagare con mutui trentennali da centinaia di milioni e che continueremo a pagare fino al 2034, bloccando di fatto gli investimenti in Regione nei prossimi anni». Dal canto suo Giachetti ha preferito evitare ulteriori polemiche. «Ci sono evidentemente responsabilità sia del centrosinistra sia del centrodestra nella situazione in cui troviamo, è evidente e negarlo è stupido - ha spiegato -. Anche in questo caso bisogna guardare avanti, trovare una soluzione e fare in modo che maggioranza e opposizione creino le condizioni affinché la morsa di questo debito possa essere pagata fino in fondo, ma allentata».


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