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#TuttaRoma Diario di strada - II Municipio


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Roma, 18-02-2016

REPORT MUNICIPIO II

Il via al nostro tour di questa settimana l’ha dato il Municipio II. È uno dei polmoni verdi di Roma (con un’estensione territoriale di 13,6 km²), in virtù della presenza di numerosi parchi, ville storiche, ed edifici di pregio; alcuni dei quali purtroppo in disuso. Al suo interno convivono almeno due anime, quella più borghese della città; e quella post industriale, con il fascino e le criticità che ne conseguono.
È custode di sapere, qui hanno dimora “La Sapienza”, una delle Università statali più riconosciute a livello nazionale e internazionale; e la prestigiosa “LUISS”. C’è poi San Lorenzo con le sue peculiarità architettoniche, la sua dimensione rionale e luogo della movida studentesca.
Così il pomeriggio che abbiamo trascorso con i giovani, i cittadini e tutti coloro che hanno voluto accompagnarci, è stata una ulteriore occasione per entrare in contatto con la concretezza dei molti problemi, le numerose incompiute che segnano il Municipio; ma anche la positività di certe esperienze e strutture che lavorano con le fasce più sensibili della popolazione.
Le ore che trascorriamo in generale con la cittadinanza ci confermano la linea che abbiamo deciso di seguire: quella dell’ascolto, per ripensare Roma insieme. L’osservazione non basta, la voce delle persone, la loro intraprendenza, il coraggio in alcuni casi, sono i primi incentivi per smuovere la politica dall’immobilità e farsi carico dei bisogni dei più.
C’è una frase di Gianluca, uno studente, pronunciata durante l’assemblea di oggi, che recita più o meno così: “il pubblico un tempo era vissuto come qualcosa di tutti e adesso è di nessuno”. Il “di tutti” è ciò che vogliamo riportare alla luce, nel senso di ridare dinamismo, celerità e prontezza alla macchina amministrativa e burocratica, in concertazione con il tessuto urbano che lo anima e lo sviluppo del senso civico di ciascuno di noi.

Ma veniamo ai nostri appuntamenti.
Abbiamo deciso di iniziare a scrivere questa nuova pagina del nostro “diario di strada” partendo da largo Aldo Moro, ingresso principale della città universitaria La Sapienza.
Qui abbiamo incontrato numerosi studenti ed associazioni universitarie, le quali ci hanno segnalato come le criticità maggiormente sentite da parte degli utenti dell’ateneo, specialmente dai numerosissimi fuori sede, riguardano l’inefficienza dei trasporti pubblici e l’assenza di aiuti concreti agli studenti sulla questione abitativa.
In particolare, per quanto riguarda il primo punto l’assenza di agevolazioni economiche sul costo dei biglietti Atac e Cotral e la scarsità delle linee autobus (una sola linea tra l’Università e Villa Mirafiori) e di convenzioni con i vari servizi di Car sharing rappresentano le maggiori difficoltà.
La questione abitativa è invece un problema che riguarda la città più in generale, la seconda più cara d’Italia per gli affitti, e il rapporto comune-Università non ha mai prodotto soluzioni concrete a livello di strutture. Lo studentato di via De Lollis, come i pochi altri presenti a Roma, è in stato di sofferenza, con una parte addirittura dichiarata inagibile, ora oggetto di occupazione.
Un altro problema dell’ateneo sembra poi essere quello legato alle strutture dell’Università, in seguito all’accorpamento delle facoltà di Sociologia e Comunicazione a quella di Scienze Politiche, che ha dato via ad una serie di difficoltà burocratiche legate alla sovrapposizione delle aule, ma soprattutto per quel che riguarda la sede del Dipartimento di Lingue, diviso tra Villa Mirafiori, Vetrerie e Caserma Sani e che dovrebbe essere raggruppato in un edificio acquistato dall’ateneo a San Lorenzo, dove però non sono ancora stati avviati i lavori di ristrutturazione.
La proposta più interessante degli studenti è senza dubbio l’idea dei tirocini all’interno degli uffici tecnici e partecipate comunali, quali ATAC, AMA, ACEA, per sensibilizzare gli studenti e rendere città e università due mondi in sinergia. Inoltre, sviluppando i tirocini sotto forma di seminari (già utilizzati dagli Atenei) nei poli museali della città si potrebbero avvicinare gli studenti alle immense ricchezze che Roma offre, non solo nel centro storico, ma anche in quei musei sconosciuti ai più.

Uscendo poi dalla città abbiamo proseguito la nostra camminata su Via de Lollis, sede dello studentato e di un cantiere archeologico in uno spazio che era stato adibito alla costruzione di una piscina di quartiere (dopo la rinuncia da parte dell’Ateneo alla costruzione di un parcheggio interrato). La soluzione a riguardo sarebbe quella di riuscire a trovare dei finanziamenti adeguati tra comune di Roma, regione e Soprintendenza per portare avanti il progetto della piscina ma, allo stesso tempo, tutelare l’area archeologica con la creazione di un parco e un eco museo.

Lasciandoci alle spalle Via de Lollis siamo poi entrati nel cuore di San Lorenzo, uno dei quartieri simbolo di tutto il Municipio, luogo di ritrovo per una parte della movida romana, ma anche luogo multiculturale e polo residenziale per numerosi giovani e studenti. Le maggiori criticità del quartiere sono legate, dal punto di vista commerciale, alle limitazioni nel rilascio delle licenze per la somministrazione da parte del comune il quale può, per particolari esigenze territoriali, bloccare il rilascio dei permessi. In questo modo però, al contrario di quanto previsto dalla legge Bersani sulla liberalizzazione della somministrazione, il mercato è stato asciugato e ha visto la nascita di numerosi minimarket che penalizzano i commercianti.
Dal punto di vista dell’integrazione dei numerosi stranieri residenti nel quartiere, il problema sembra essere quello dell’assenza di veri e propri centri di aggregazione culturale sul territorio, e le varie associazioni e iniziative sono lasciate a sé stesse. La mancanza di strutture adeguate ad ospitare questi centri di aggregazione potrebbe essere sopperita dalla conversione di alcuni ex cinema storici del quartiere che invece, così come in tutta Roma (caso esemplare quello dell’ex cinema Holiday, ora riconvertito in un supermercato), sono sempre più spesso privatizzati e levati dalla disponibilità della cittadinanza.
Una soluzione potrebbe essere quella di rivalorizzare il mercato, sbloccando la situazione di stallo amministrativo nella quale versa e interrompere così la “fuga” dei banchi (passati dai 24 iniziali agli appena 10 di oggi). Attraverso il rilascio dei permessi, il mercato potrebbe diventare un punto di ritrovo per gli abitanti del quartiere anche nelle ore pomeridiane e notturne, restituendo così un’area “sicura” all’intera zona.
Dal mercato, girato l’angolo ci siamo trovati in Piazza dell’Immacolata che, rimessa a nuovo nel 2006, oggi versa in uno stato di incuria e preda di varie forme di illegalità, tra sedute in pietra divelte, assenza di illuminazione, spaccio di droga, e bivacco. In un’area dove è presente anche un asilo, segnalatoci per la grande qualità del servizio.
Nella situazione contingente la piazza si qualifica come un luogo negato di fatto alla cittadinanza; al contrario, proprio in virtù della dimensione rionale che caratterizza San Lorenzo, rappresenterebbe uno spazio naturale per la socialità, tanto agognata sia dalla popolazione giovanile che frequenta e abita il quartiere; sia dagli anziani per trascorre qualche ora al fresco e in compagnia di altri.
Sulla Piazza si affaccia la chiesa di Santa Maria Immacolata e San Giovanni Berchmans, qui siamo stati accolti da Padre Antonio, con il quale abbiamo avuto una piacevole chiacchierata. Il racconto di Padre Antonio è quello di colui che conosce l’anima del quartiere, dove ancora le relazioni umane hanno la dimensione del borgo, dove la rete di solidarietà si mantiene fitta, e la spinta all’integrazione è vivace e forte.
La parrocchia svolge numerose funzioni, oltre a quelle strettamente religiose: per gli studenti fuori sede, avendo un collegio universitario; per giovani disabili, svolgendo sia attività ricreative sia di studio; per gli anziani, spesso soli; per le famiglie di immigrati, sviluppando dinamiche di integrazione; per i bisognosi, offrendo pasti e cure. Padre Antonio ci ha lasciato con una riflessione importante, sulla necessità di coordinamento di tutte quelle realtà che a vari strati lavorano sul sociale, per offrire sussistenza in maniera più capillare ed efficiente.

Congedati da Padre Antonio, ci siamo diretti in Via Como, dove abbiamo trovato una situazione di stallo in un’area dove da anni si attende la realizzazione di un impianto sportivo comunale (piscina, palestra, campi polivalenti). L’intervento si inseriva all’interno di un PUP i cui oneri concessionari servivano per finanziare la realizzazione dell’impianto sportivo di superficie.
Come spesso accade nella nostra città, durante i lavori di realizzazione del parcheggio interrato è stata rinvenuta un’ampia zona archeologica tufacea per la quale la sovrintendenza ha apposto un vincolo di tutela. A seguito di ciò, il progetto dei parcheggi è stato modificato riducendo il numero dei posti auto e gli oneri concessori utilizzati in parte per realizzare un museo. Il resto degli oneri è stato speso per predisporre la vasca per la piscina.
Nel frattempo la giunta Alemanno ha modificato il vincolo esistente nella deliberazione comunale (giunta Veltroni) di concessione dell'area, svincolando l'impresa (CAM) dall'obbligo di vendere i parcheggi prima di aver realizzato l'impianto sportivo di superficie. Così CAM ha venduto i parcheggi, utilizzato gli oneri concessori disponibili come descritto sopra e atteso che il Comune decidesse come procedere: se continuare e concludere la realizzazione dell'impianto sportivo con finanziamenti privati (quelli dell'impresa che aveva portato avanti il progetto fino a quel momento) oppure ritornare subito in possesso dell'area e finanziare con investimenti pubblici quanto rimanesse da fare (cioè tutto).
Il Comune non ha assunto a tutt'oggi una decisione, mentre CAM ha dovuto provvedere al controllo dell'area, alla sua sicurezza e manutenzione, spendendo ulteriori soldi. Attualmente esiste un contenzioso tra CAM e Comune di Roma per il riconoscimento da parte del Comune di quanto economicamente sostenuto dalla CAM negli ultimi anni.
A giudicare dai commenti di alcuni cittadini che ci hanno accompagnato nella visita, si tratta di una vicenda molto sentita, anche perché lo stop subito alimenta il senso di degrado anche nelle zone circostanti.

Lasciata via Como, ci siamo diretti verso la Stazione Tiburtina. Qui convivono due realtà: da un lato, il nuovo assetto urbanistico che è stato realizzato per rendere lo scalo ferroviario all’altezza delle esigenze europee; dall’altro, il suo carattere incompleto, poiché tutto ciò che lo delimita non è stato oggetto della medesima opera di riqualificazione. Al contrario, si è assistito ad una asimmetria tra quanto investito sulle strutture ferroviarie e la realtà esistente al di sotto della tangenziale, sia dal punto di vista sociale che ambientale.
La situazione di disagio e di assenza di sicurezza nel quadrante della Stazione Tiburtina è ogni giorno più evidente; nel tempo si sono succeduti interventi, sia dal punto di vista della manutenzione che della sicurezza, che si sono rivelati solo soluzioni tampone, senza la giusta carica di efficacia. Date le circostanze, in primo luogo servirebbe una maggiore disposizione di risorse, finanziarie e umane; quindi interventi più efficienti da parte del corpo della Polizia Municipale per scongiurare l’abusivismo commerciale; nonché il potenziamento del servizio di AMA.
Le criticità dell’area interessata toccano anche l’ex centro ittiogenico che necessita l’immediata messa in sicurezza e il recupero della struttura e delle pertinenze che risultano fatiscenti, evitando occupazioni e scongiurando ogni possibile incidente. Un’azione che può essere compiuta solo aprendo un tavolo di confronto con la Regione Lazio e il Comune affinché l’intera struttura sia affidata al Municipio Roma II.
Un altro aspetto che ci è stato segnalato a più voci riguarda il problema relativo all’abbattimento delle rampe. A conclusione di un lunghissimo percorso procedurale avviato dal 1994 con l’approvazione dell’accordo di programma fra RFI (Ferrovie dello Stato) e Comune di Roma (Delibera di Consiglio Comunale n°128 del 26/11/2001), negli ultimi mesi l’amministrazione capitolina aveva annunciato in più occasioni il bando per l’affidamento dei lavori di riqualificazione dell’area in corrispondenza del Piazzale Ovest, i quali includevano l’abbattimento della corrispondente parte sopraelevata della Tangenziale.
A seguito dei numerosi incontri organizzati sul territorio, è emersa in modo evidente la volontà di una larga maggioranza dei cittadini di pervenire alla demolizione delle rampe sopraelevate come premessa indispensabile della riqualificazione del Piazzale Ovest.
La Tangenziale è, per il quartiere sul quale grava, causa di degrado e di insicurezza, in particolare per la situazione di incuria, abbandono e bivacco che l’area sottostante presenta.
Il 30 settembre 2014 il Consiglio del Municipio II ha approvato la risoluzione n. 45 per sollecitare l’avvio della gara per i lavori di abbattimento delle rampe della Tangenziale Est e per la riqualificazione del Piazzale Ovest della Stazione Tiburtina.
Il percorso per la realizzazione dell’intervento è partito oltre vent'anni fa e che i cittadini ne attendono l’esito come condizione essenziale per il risanamento e la riqualificazione di tutto il quartiere.

Prima della nostra assemblea conclusiva, poco distante dalla Stazione, abbiamo fatto visita a due centri di eccellenza: il Centro Sportivo Artiglio e il Centro Anziani San Lorenzo.
Il Centro Sportivo è tra le prime dieci società giovanili del Lazio, con la sua vasta e ben attrezzata struttura. C’è, però, una ferita aperta da anni, rappresentata dall’assenza di agibilità della grande grande palestra che da anni attende di essere messa in attività. Importante per ampliare l’offerta dei servizi e l’impegno di larghe fasce di giovani in una delle pratiche più formative per il carattere e la socialità: lo sport.
Alle spalle degli edifici sportivi si trova il Centro Anziani San Lorenzo, un posto caldo e accogliente, dove abbiamo incontrato e stretto le mani di piccoli gruppi di persone impegnate in varie attività ricreative, che hanno fatto di questo luogo un po’ la loro seconda casa.

Salutati le signore e i signori del centro ci siamo diretto al nostro ultimo appuntamento, l’assemblea pubblica, questa volta allo Scout Center, che – come sempre – ci offre spunti importanti per ragionare al meglio sulla problematicità e le ipotesi di soluzioni delle piccole e grandi istanze di Roma
Di seguito gli interventi.

Giuseppe Gerace – Presidente del Municipio
Penso sia un giusto approccio quello di ascoltare i cittadini, i problemi ci sono ma molte volte si tratta fondamentalmente di risolvere la questione delle competenze; spesso sono competenze regionali,  altre volte provinciali ma solo con una chiarezza sulle responsabilità si possono dare risposte concrete.

Maurizio Centili - Comitato Villa Massimo
Conosciamo bene la situazione di Villa Massimo, sappiamo che ci sono i fondi per demolire gli abusi edilizi ma ci hanno riferito che andavano spesi entro il 2015, ad oggi però non si è ancora fatto un bando per la scelta della ditta. Mi domando se questo è un modo serio di affrontare la questione.

Nella Vecchia – Presidente Rinascita Tiburtina
Rinascita Tiburtina nasce circa 11 anni fa,  devo dire che in questi anni ho visto crescere i gravi problemi di degrado urbano e sicurezza nella zona. Oggi noi chiediamo solamente l’abbattimento della sopraelevata, non vogliamo una riconversione in orto urbano o parco sospeso.  Faceva parte del progetto iniziale demolirla, abbiamo raccolto 1200 firme per far ripartire la gara, ma i documenti passano da un ufficio all’altro senza trovare soluzione.

Francesco Volpe – Studente Luiss
Sono uno studente meridionale fuorisede innamorato di Roma. Molti ragazzi la scelgono come città in cui studiare per cui chiedo di agevolare gli studenti ponendo un tetto massimo agli affitti.
A piazza Bologna una stanza arriva a costare anche seicento euro. Inoltre vorrei parlare della questione dei trasporti, ad oggi non ci sono agevolazioni serie per gli studenti ed i giovani. Propongo di utilizzare la tessera universitaria per ottenere sconti, di aumentare il numero di mezzi pubblici, di creare spazi per il tempo libero. Vorrei una città in grado di competere con le altre capitali europee.

Alessandro Faenza – Romana Psiche
Vorrei fare un intervento propositivo. Nella nostra associazione ci occupiamo di gioco d’azzardo. Questo è un tema molto importante perché più aumenta la crisi e più cresce la dipendenza al gioco. Facciamo seminari nelle scuole per sensibilizzare anche i minorenni. Purtroppo devo dire che i dirigenti scolastici spesso non si dimostrano sensibili al tema. Inoltre vorrei parlare del tema dell’Economia Circolare, credo che attivarla potrebbe portare un aiuto per lo smaltimento dei rifiuti.

Emanuela Buonfini – Rinascita Tiburtina
Nel 2011 inaugura la Stazione Tiburtina, purtroppo ad oggi manca ancora la demolizione di piazzale Ovest e di un tratto di Circonvallazione prevista nel progetto dell’alta velocità. I soldi per farlo ci sono ma risultano bloccati. Inoltre vorrei ricordare che la BNL ha realizzato nuovi uffici nella zona limitrofa e presto arriveranno tremila persone a lavorare lì, creando ulteriore disagio.

Benedetto Maggiore – Presidente Associazione Falcone Borsellino
Noi ci attiviamo da sempre per pulire i marciapiedi antistanti la scuola. Nessuno sembra accorgersi del nostro intervento, abbiamo cercato di coinvolgere l’AMA senza risultato. Tra le tante nostre iniziative abbiamo proposto di utilizzare la biblioteca Terzi per lo scambio di libri in maniera gratuita. Acea con un bando ha dato undicimila euro per acquistare libri ed arredi, purtroppo incontriamo sempre difficoltà burocratiche, intromissione di altri gruppi di persone, insomma non siamo facilitati nel nostro lavoro. Abbiamo proposto l’iniziativa “BiketoSchool” per portare a scuola i bambini in bicicletta. Volevamo far entrare nelle scuole l’idea di mobilità sostenibile. Far credere che un altro mondo è possibile. Associazioni come la nostra vengono lodate, si premiano ma di fatto non si aiutano.

Piermichele Strappini – Responsabile Comitato Decoro Urbano
Occorre partecipazione, ci sono delibere fatte ad insaputa e spesso a dispetto dei cittadini. Non ci vogliamo sostituire all’amministrazione ma solo partecipare. Credo che un lavoro fatto con la collaborazione dei cittadini darebbe all’amministratore anche una maggiore soddisfazione, in quanto sarebbe consapevole di aiutare veramente a risolvere i problemi. Inoltre mi interessa il tema del decentramento amministrativo municipale e del dialogo fra AMA e cittadini. Ad oggi non comunichiamo.

Emanuele Iannuzzi – Comitato Villa Massimo
Vorrei parlare della chiusura del parco di Villa Massimo ad oggi è chiuso da ben trentotto mesi. Le famiglie sono state derubate dell’unico spazio verde. I presunti abusi edilizi del locale adiacente al parco hanno portato alla chiusura. Manca la legalità, ad oggi il bar oggetto di abusi edilizi è aperto, il parco chiuso. Centomila abitanti senza parco, potrebbe essere aperto in una settimana se ci fosse la volontà da parte del comune. Inoltre il contenzioso riguarda un ventesimo dell’area del parco. La sovrintendenza ai beni culturali che dovrebbe ricevere la richiesta di riapertura non ha mai ricevuto nulla. Non è stata valutata neanche una riapertura parziale. Chiedo di esplicitare i tempi per la riapertura.

Gregory Marinucci – Studente
Mancano diritti studenti, ad oggi Roma e Milano città più  care per noi. San Lorenzo non è valorizzata a livello culturale. Mancano centri di aggregazione. Credo che Roma sia una fenice chiusa nelle sue ceneri.”

Mimmo Fischietto – Comitato Villa Blanc
Villa Blanc è stata ceduta alla Luiss dalla giunta Rutelli per 6 miliardi di lire. Rimasta per sedici anni in stato di abbandono ad oggi è stata ristrutturata ma di fatto ha perso la sua funzione di spazio pubblico. Solo una minima parte è aperta ai cittadini. Ci sentiamo presi in giro. Abbiamo portato con l’aiuto di sette cittadini ed Italia Nostra la questione al Consiglio di Stato. Ancora non abbiamo ottenuto nulla. Pretendiamo un parco aperto al pubblico, davanti c’è una scuola con 1300 bambini senza palestra, che potrebbero sfruttare il parco raggiungendolo a piedi.”

Federico Stolfi – Segretario PD giovanile
Credo si dovrebbe affrontare con serietà il tema delle politiche giovanili. I giovani non vengono consultati prima di prendere le decisioni. Credo sia opportuno aprire tanti piccoli centri di aggregazione diffusi; una proposta che a mio parere farebbe riscoprire i valori di democrazia e partecipazione.”

Raffaele Pilisi
Sono titolare di una libreria su Viale Ippocrate, intorno a me non ci sono più gli artigiani e le attività di quartiere che davano vita alla zona. Il calzolaio ha fatto spazio al centro scommesse. Spuntano nel quartiere attività improbabili, bisogna riflettere sull’impostazione del commercio. Razionalizzare e controllare il territorio.”

Andrea Alemagni
Per me sarebbe opportuno realizzare  uno Statuto Parchi e Ville per incentivare e gestire al meglio una grande risorsa di Roma: il verde. Campo artiglio ad esempio, potrebbe diventare un luogo di alto valore cittadino; poi ci sono i cittadini che guardando all’amministrazione non trovano esempi positivi da seguire. Chiedo al candidato di dare esempio e fare da guida.

Leo Auletti – Studente Luiss
Ho notato che inserendo i secchi per la raccolta delle bottiglie di vetro i cittadini le utilizzano. A volte mancano solo i mezzi per riuscire ad ottenere un risultato; la buona volontà da parte nostra c’è. Occorre una politica di costruzione in collaborazione con i giovani. Servono spazi di culturali di confronto, spazi regolarizzati per attività ricreative, nel rispetto del riposo e della vita degli abitanti.

Elena Improta – cittadina
Sono una madre di un giovane disabile. Ho scritto una lettera aperta a tutti i candidati per parlare della candidatura di Chiara Ferraro perché credo che sia importante fare chiarezza su questioni legate alla disabilità. Vorrei capire lo spazio che i candidati hanno dato nel loro programma alle politiche sulla disabilità. E se la provocazione della candidatura di Chiara serve per sensibilizzare la politica sui diritti delle persone con disabilità. I nostri ragazzi, non in grado di autodeterminarsi rispetto a certe questioni, non possono votare. Io questa mattina ho chiesto alla Asl per portare mio figlio a votare. Non è stato possibile. Allora questa è una discriminazione che segnalo. Oggi mi sono arrivate molte lettere che condividono la mia posizione. Se ci sono pari diritti e dignità, non inaspriamo le differenze e discriminazioni, di non segnare la politica attraverso candidature, che scuotono ma restano una violenza. Se in questi 26 anni in cui faccio politica avessi messo davanti il volto di mio figlio, il giudice mi avrebbe interdetto. Ci sono 68 alloggi per persone con disabilità pronte ma non ci sono finanziamenti. Alla base delle politiche di Roma devono esserci le politiche sociali, senza pietismi e ipocrisie.

Gianluca Bogini – studente
Noi giovani sentiamo la carenza di rapporti diretti con le Istituzioni; se non la totale indifferenza, in alcuni casi. Se un tempo il pubblico era vissuto come ciò che era di tutti, oggi è diventato di nessuno. La politica deve lavorare per restituire il significato al termine pubblico. L’assenza di spazi di socialità rappresenta un nodo particolarmente sentito dalle generazioni più giovani. Numerosi cinema d’epoca sono stati sostituiti da supermercati, Bingo, ecc. Altri luoghi versano in condizioni di abbandono totale, spazi che sarebbe auspicabile tornassero alla comunità.

Aldo Giuliani, Centro Ricerca Enea
Roma dovrebbe diventare la capitale delle start up. L’innovazione e le imprese giovanili rendono i nostri figli protagonisti e potrebbe essere il motore occupazionale per le generazioni prossime. La città ha molte strutture di Ricerca di eccellenza che rappresentano dei tesori e che vanno sostenuti. Le start up e la trasmissione della cultura d’impresa devono essere un capitolo importante per la prossima amministrazione. 

Claudio Ardizzone, cittadino
I nostri condomini sono diventati dei veri e propri bagni pubblici dei bar della zona. È un problema che va risolto, per esempio ripristinando i vespasiani, anche a pagamento.

Anche questo nostro pomeriggio di ascolto al Municipio II è terminato. Ogni appuntamento con le associazioni, i comitati di quartiere, i liberi cittadini, ci consegna uno spaccato di realtà ma anche un tesoretto che - di volta in volta - facciamo nostro. Soprattutto, ci restituisce una visione più lucida delle priorità che Roma chiede. Le parole chiave per sintetizzare il nostro tour di quest’oggi sono:

  • decentramento;
  • legalità;
  • sicurezza;
  • spazi di relazione;
  • completamento;
  • decoro urbano;
  • innovazione;
  • politiche sociali;
  • politiche giovanili.

Non finiremo mai di ringraziarvi abbastanza per il supporto che ci state fornendo, giorno dopo giorno. Noi andiamo avanti insieme a voi.

#TUTTAROMA continua. 


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