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Io, aspirante sindaco, vi dico i motivi per restare a Roma


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Roma, 21-02-2016
Fonte: La Repubblica

CARO Genserico, ho letto ieri la tua lettera su Repubblica e ho avuto l' istinto di scriverti, perché un romano che non trova più ragioni per restare nella nostra città rappresenta un campanello d' allarme al quale bisogna dare le giuste attenzioni. Anche perché, ne sono certo, le tue parole testimoniano il sentimento di moltissimi romani. A lettere così pacate nei toni e circostanziate, occorre rispondere con altrettanta serenità e puntualità.

LA mia campagna elettorale è iniziata dalle periferie, ma con una ambizione rispetto al passato: costruire il programma con chi vive il tuo, il nostro malessere, e poi tornare per un secondo giro, e un terzo, e ancora. E non fa niente se ogni tanto becco qualche critica più violenta, o anche qualche insulto: per come la politica si è spesso rappresentata, ci sta. L' obiettivo è restituire un programma alla città che sia figlio di lettere come la tua, e di testimonianze che non possono essere più ignorate. Corro il rischio di essere l' ultimo a presentare il programma, ci faranno la polemica sterile su, ma avrò alla fine tra le mani non il mio personale progetto di città, ma il vostro, il nostro. Su alcuni punti, però, posso (anzi, devo) darti garanzie sin da subito.

Primo: il prossimo sindaco di Roma deve riportare l' ordinario in una città che deve restare straordinaria. Serve l' ambizione di guidare la nostra città verso l' Olimpiade e, con la stessa intensità, la volontà ferrea di far sì che gli autobus arrivino puntuali, o che la sporcizia sia un' eccezione momentanea e non la regola quotidiana. Sbaglia chi trascura i bisogni fondamentali dei cittadini, sbaglia anche chi pensa che Roma debba rinunciare al suo ruolo di capitale mondiale. Per me questi due grandi bisogni della città hanno la stessa, identica, dignità.

Secondo: il prossimo sindaco di Roma deve preoccuparsi solo di migliorare la qualità di ciò che già esiste. Preferisco mille volte far rinascere un parco abbandonato, piuttosto che immaginare qualcosa che non esiste ancora e che ci potrebbe portare a sprechi, polemiche, perdite di tempo. Roma ha bisogno di tutto fuorché di perdere tempo.

Terzo: controllare, controllare, controllare. Roma è la somma di tanti municipi grandi come un capoluogo di Regione e nessun sindaco, neanche il più bravo, può farcela da solo. Serve un patto tra il sindaco e i romani: io governerò Roma con lo stesso stile con cui sto facendo la campagna elettorale, i cittadini avranno tutto il diritto di lamentarsi con me ma solo dopo aver rispettato tutte le regole di senso civico.

Mi chiedi un motivo per restare a Roma, provo a dartene uno: resta per verificare di persona se questi tre punti diventeranno realtà nei prossimi anni o se rimarranno nello sterminato archivio delle lettere dei politici che promettono e non mantengono. Sarai tu stesso, magari, in una tua nuova lettera a Repubblica fra qualche anno, a stabilire se sono stato coerente con le mie parole oppure no"

Roberto Giachetti Candidato alle primarie del centrosinistra a Sindaco di Roma


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