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Roberto Giachetti > Politica > articolo

Legge elettorale, se tutto rema verso il mantenimento del "PORCELLUM"


Roma, 01-05-2013

Dal 24 febbraio è ripreso il teatrino sulla legge elettorale. Esattamente come per l'ultimo anno della precedente legislatura siamo bombardati da prese di posizione di tutti i partiti (in queste ore addirittura i grillini) che dicono che "no questa legge elettorale è uno scandalo, che è la causa della gran parte dei problemi che ci troviamo davanti, che è responsabile dell'attuale ingovernabilità, che la sua non riforma è addirittura (!) la causa principale della perdita di credibilità della politica".

E' anche cominciata la sarabanda su come cambiarla, chi la vuole proporzionale, chi la vuole maggioritaria, chi la vuole con doppio turno ma proporzionale, chi la vuole per legge ordinaria, chi con referendum , chi con decreto. Chi più ne ha, più ne metta. Sono passati più di due mesi dalle elezioni ed il teatrino è esattamente identico ed identicamente inconcludente. Sembra proprio che il pensiero unico sia quello per cui pronunciare la frase "bisogna cambiare la legge elettorale" risolva da solo il problema. In realtà, nonostante tutto, visto anche il bombardamento che è partito sul governo dopo 24 ore dalla sua nascita dalle fila del centrodestra, non abbiamo alcuna garanzia che non si riandrà a votare molto presto (per la felicità di tutti i critici avvelenati per questa soluzione. C'è da capirli, così finalmente tornando alle elezioni, magari "svoltando un altro po' a sinistra", come molti auspicano, potremmo stare per un'altra decina d'anni all'opposizione contenti di non aver fatto "l'inciucio"). 

Il rischio (per me la certezza), al d là dei tanti proclami, che si torni a votare con questa legge elettorale è enorme. Lo è perché, superate le parole, ancora di recente nei fatti, non si sono voluti usare gli strumenti che erano a disposizione per agire subito (la proposta che ho fatto di convocazione straordinaria della Camera andava in questo senso). Peggio penso, con tutto il rispetto per il Presidente del Consiglio e per il Ministro per le Riforme che la decisione di legare l'esame della riforma della legge elettorale a quello delle riforme costituzionali se da un punto di vista funzionale abbia un senso, dal punto di vista della cruda realtà del nostro Paese in campo di riforme, ed in specie elettorali, rischi di diventare la condanna alla perpetuazione di questa ignobile legge.

A questo punto anche io mi do un tempo che non può essere certo quello dei 18 mesi (che ha un senso per le riforme costituzionali bisognose di doppio passaggio parlamentare in entrambe le camere). Sarà un tempo molto più breve al termine del quale riprenderò le mie iniziative per spingere il Parlamento e la politica a cambiare la legge elettorale.


Ci sono 3 commenti - Commenta l'articolo commenta



NO Porcellum (ma perdavvero)

Hei ma siamo impazziti definitivamente? No perdavvero, no a voce alta e chiara. E se la politica DEVE essere partecipata (non solo a parole) allora vogliamo essere coinvolti (almeno chi lo desidera) e vogliamo avere una voce in questo capitolo. Questo schifo di legge elettorale deve sparire e siamo con te, qualunque iniziativa tu voglia intraprendere! (Grazie per questa tua volontà e capacità di comunicare, è il primo passo)

Inviato da patrizia cini il 01-05-2013alle 21:18
l'incomprensibilità degli eventi.

Non ho parole. Vivendo in una realta' lavorativa che richidede decisioni rapide e capacita' di problem solving, quello che mi appare in merito alla problematica sulla legge elettorale per la mia esperienza mi e' incomprensibile.

Inviato da marcello de sanctis il 01-05-2013alle 11:35
La realtà supera sempre la fantasia...

E no, proprio no!. Questo sarebbe veramente troppo e al di là della più fervida fantasia...!

Inviato da Rosanna Giovinazzo il 01-05-2013alle 11:28