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Roberto Giachetti > Rassegna stampa > articolo

Roma, una sfida a chi sta peggio


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Roma, 23-02-2016
Fonte: Il Tempo

Ai blocchi di partenza della campagna elettorale romana c' è nebbia, e molta. Per vederci più chiaro, il Tempo ha contattato sondaggisti, spin doctor, esperti di comunicazione, che si sono misurati, negli anni, in sfide elettorali a tutti i livelli. Che fosse difficile cavar dei numeri era nelle cose, considerando che non si conoscono ancora i nomi dei candidati a sindaco del Pd e del M5S. Tuttavia all' unisono, i nostri esperti hanno rilevato il primato storico negativo di uno scenario così frammentato, di cui è difficile prevedere le evoluzioni. Comunque, cercando di sintetizzare e fondere le varie opinioni, il quadro è il seguente. Il centrodestra è come lo vediamo, diviso tra Bertola so, Storace e Marchini, litigioso e frastagliato. Così rischia di fare mera testimonianza in una campagna elettorale in cui a dominare sarebbero Pd e M5S. Se Sparta piange, Atene però non ride. Si potrebbe, timidamente, prevedere una vittoria di Giachetti alle primarie; tuttavia il vice Presidente della Camera non viene percepito esattamente come un gran trascinatore. E l' assurda tripartizione di centrodestra rischia di oscurare, quanto meno mediaticamente, il pericolo corso dal Pd. Perché l' operazione identitaria di Stefano Fassina potrebbe trovare orecchie sensibili in quell' elettorato della sinistra tradizionale che non ne può più della svolta pop ren ziana impressa ai dem. In attesa, poi, di capire cosa farà Ignazio Marino, la cui discesa in campo potrebbe aprire scenari davvero interessanti. Da ultimo, il M5S. Nei giorni più caldi della crisi dell' Amministrazione Marino pareva il grande predestinato alla vittoria. Poi, lo sfilamento dei big dalla corsa e qualche inciampo nei Comuni dove già governa hanno tolto carburante. Molti filmati sul web delle comunarie romane, poi, hanno riportato a galla il vecchio mantra usato dai detrattori del movimento, sul rischio che il culto dell' esordiente degeneri nel sacrificio del dilettante allo sbaraglio. Tuttavia, con i principali competitor in affanno, il Movimento 5 Stelle pare possa raccogliere una buona (se non ottima) messe di consenso. Ma si tratterebbe, applicando la logica ai pareri degli esperti che abbiamo ascoltato, di un consenso di ripiego. Se gli schieramenti tradizionali fossero sani, insomma, a quanto pare sarebbero ancora capaci di giocarsela da protagonisti.

Luigi Crespi «È un caos totale vincerà l' astensionismo»
La parola più adatta è caos, in cui si farà largo l' astensionismo. La campagna elettorale alle primarie di Giachetti è mimetizzata, si vede poco. Quelli del M5S si stanno impegnando a lungo per non essere competitivi. Avrebbero potuto avere Roma ai loro piedi, magari candidando Di Battista. Invece pare non vogliano rinunciare al loro ruolo di opposizione morale che non si sporca mai le mani. Il centrodestra è un «ufficio complicazioni affari semplici». Quello che accade è in-com-pren-si-bi-le! Sarebbe bastato fare le primarie. Perché non le hanno volute fare? Forse perché quel che i cittadini chiedono non piace ai dirigenti? Ora abbiamo la situazione di tre candidati, Marchini, Bertolaso, Storace, ampiamente legittimati allo stesso modo per la corsa a Sindaco. Però vorrei che quanti compongono la classe dirigente del centrodestra riflettessero su una cosa. Qualora non riuscissero ad arrivare al ballottaggio, il giudizio politico su di loro sarà devastante. Devono pensarci bene. Avere davanti la possibilità di governare il cambiamento di Roma e rispondere con questo spettacolo comico è inaudito.

Nicola Piepoli «Situazione mai vista Siamo 30-30-30»
Mai assistito, nella mia vita, ad un caos come quello di Roma. I numeri, in questo momento, sono ambigui. Dico 30-30-30. Cinquestelle, Pd e Centrodestra. Quest' ultimo, chiaramente è il più debole perché non riesce a trovare unità. Anche il centrosinistra non è che sia messo bene e ciò ha come risultato non tanto il favorire M5S, ma proprio il rimetterlo in gioco. Una situazione, questa, che disorienta i ricercatori.
Quanto ai candidati, vedo bene Giachetti nelle primarie Pd. Ha cambiato morfologia, è più sofisticato rispetto a 25 anni fa, ora è un uomo di centrosinistra doc, è radicato nella popolazione e si è conquistato da solo il peso politico. Nel centrodestra, credo che Guido Bertolaso abbia molto potenziale e potrebbe conquistare voti anche nel mondo della sinistra o dei 5 stelle. Lui e Marchini hanno una "awareness" molto simile. Con una differenza, però. Guido Bertolaso vuole vincere e questo è importante. Marchini sembra esitare, fa troppo "generone" romano. Per questo, se ci fossero le primarie del centro destra a Roma, sarebbe l' ex numero uno della Protezione Civile a prevalere.


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