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Primarie, 190 seggi per evitare il flop


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Roma, 23-02-2016
Fonte: La Repubblica

Sarà la grande paura del flop, sarà che su Roma la partita è dura, sarà che il commissario Orfini punta ad almeno 70 mila voti. Ora i dem moltiplicano le urne delle primarie. «Saranno più di 190, di cui almeno 110 gazebo», spiega il presidente del tavolo organizzativo, Giancarlo D’Alessandro. Insomma, un record rispetto al passato. Non solo. Ci saranno anche 15 seggi speciali, uno per ogni municipio, dedicati agli immigrati e ai giovani dai 16 ai 18 anni.
E anche la macchina del confronto pubblico tra i candidati si sta mettendo in moto. Dopo aver scartato l’ipotesi di tenerlo nella mezz’ora del programma dell’Annunziata su Rai Tre, un’eventualità che forse si potrebbe aggiungere, già si parla di una grande tv nazionale che dovrebbe schierare per un tempo più lungo i rivali. E si pensa a Sky. Mentre il commissario Orfini promette che i Democratici organizzeranno il primo confronto già nel weekend. Dove? In una sala convegni o un teatro.

Intanto oggi alle 12 scadono i termini per la presentazione delle firme per i municipi. E qui continua la rissa nel Pd romano. Il più infuocato di tutti è il VI del contestato (anche dal partito) Marco Scipioni, dove dovrebbe correre Dario Nanni, mentre Morassut ha proposto Franco La Torre. Tuona Scipioni: «E’ in atto un golpe. L’unico merito di Nanni è l’aver firmato dal notaio le dimissioni di Ignazio Marino. Forse per questo motivo sarà risultato molto simpatico a Matteo Orfini». E adesso Scipioni contatta l’ex sindaco. Ma burrasca c’è pure nell’VIII, quello della Garbatella, dove il candidato è l’ex consigliere regionale, Enzo Foschi, preso di mira da alcune frange del Pd locale perché indagato nell’inchiesta sulle spese del gruppo dem. Se la dovrà vedere con il minisindaco uscente, Andrea Catarci, di Sel, deciso a vendere cara la pelle. Infine, il V Municipio, dove Orfini avrebbe riconfermato l’ex Palmieri, nonostante un terzo dell’assemblea territoriale abbia votato per il no e il regolamento vieterebbe più di due mandati.

Nel frattempo, continua il duello tra Morassut e Giachetti. Un duello soft. Per esempio, sul confronto. «Ci vogliono almeno due incontri, uno in Centro e uno in periferia — afferma Morassut ma con molto tempo a disposizione per far capire le proprie posizioni, con i giornalisti, ma anche con i cittadini. Niente interventi spot, tipo mezz’ora con 6 candidati».
E Giachetti? «Il confronto ci sarà come già stabilito. Ma tutti gli italiani, non solo i romani, sono stufi delle risse». Altra sfida al caramello, quella sul programma. «Io lo voglio costruire sulla base di quanto ascolto», spiega il vicepresidente della Camera per cui «la giunta Rutelli è stata la migliore. Con me bisogna abituarsi a una politica diversa, non al candidato che va a fare la sua lezioncina con programmi preconfezionati». «Ma no, non è che lui non ha un programma — lo giustifica il rivale — anche io dico sempre che il mio è in progress»


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