Questo sito utilizza cookies tecnici e di terze parti per funzionalità quali la condivisione sui social network e/o la visualizzazione di media. Chiudendo questo banner, scorrendo o ricaricando questa pagina, ovvero cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Per maggiori informazioni consulta la privacy policy


 
HOME CHI SONO ARCHIVIO RASSEGNA STAMPA VIDEO #ROMATORNAROMA
Roberto Giachetti > Rassegna stampa > articolo

Patto col governo poteri ai municipi e quote donna Giachetti si muove


Scarica la pagina del quotidiano

Foto articolo
Roma, 26-02-2016
Fonte: La Repubblica

Se le primarie del centrosinistra fossero un film, sarebbe: Tutto può succedere. Ovviamente ambientato non a New York, bensì nei nove municipi di Roma finora visitati da Roberto Giachetti nel suo tour da aspirante sindaco. È infatti del renziano il primo piccolo miracolo di questa campagna ormai agli sgoccioli: il candidato che, appena sabato scorso, dichiarò orgoglioso di non avere (ancora) un programma elettorale perché troppo impegnato ad ascoltare la città, ieri ha convocato la stampa a Primavalle per illustrare, appunto, le linee fondamentali del suo programma. Declinate in cinque punti: più poteri, risorse e personale ai municipi, che dovranno diventare 15 comuni autonomi; controlli stretti sui lavori pubblici e affidamento della gestione di spazi comuni e aree verdi a comitati e associazioni; servizi digitali e semafori intelligenti per fluidificare il traffico, puntando su nuove linee tranviarie; completamento delle 100 "incompiute" che i cittadini aspettano da anni; giunta comunale una volta al mese sui territori.

«Ci sono state polemiche, tutti erano interessati al mio programma, qualcuno ha anche parlato di gaffe», ha premesso Giachetti, affiancato da Ileana Argentin. «Ma l' approccio che ho voluto dare è guardare Roma dalla parte del cittadino, dalla sua altezza. Io ho iniziato il 29 gennaio e ho fatto 1.522 chilometri, segnati sulla mia moto. Abbiamo girato 9 municipi e contiamo di farli tutti e 15 entro il 5 marzo. Se diventerò sindaco continuerò così: a stare per strada». Un tour che ha rafforzato i suoi propositi: «Ho deciso di candidarmi perché penso che la città soffre molto, è ferma, abbandonata». E lui intende farla ripartire. Stringendo innanzitutto un patto col governo «sulle metropolitane che vanno ultimate, sulla sicurezza, sul bilancio e sul debito del Comune. Queste questioni si possono affrontare e risolvere solo così».

Nel frattempo Giachetti chiede al prefetto che «le forze di polizia impegnate per il Giubileo rimangano anche dopo». Promette che la sua squadra in Campidoglio sarà a trazione femminile: «In giunta avremo più della metà delle donne imposta dallo Statuto». Rassicura i consiglieri uscenti sulla ricandidatura: «Non sono disposto ad immolare, sull' altare del voler mostrare un cambiamento, il lavoro fatto da persone non coinvolte in scandali come Mafia Capitale». Chiudendo a ogni accordo postumo con Si: «Da loro ho preso solo schiaffi». Ma chissà che Zingaretti, con cui ieri il renziano ha fatto una iniziativa, non gli faccia cambiare idea.


Non ci sono commenti - Commenta l'articolo commenta