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Primarie, il confronto tv non decolla


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Roma, 29-02-2016
Fonte: La Repubblica

SI parla di trasporti («All' Atac serve un patto tra amministrazione e lavoratori per migliorare il servizio», dice Roberto Giachetti), dell' eredità di Ignazio MarinoQuell' esperienza si doveva concludere in Consiglio. Così ha lasciato una ferita», sostiene Roberto Morassut), di rifiuti («Se vinco dimezzo la Tari e potenzio il porta a porta», annuncia Gianfranco Mascia). Si elencano gli avversari che fanno più paura (M5S per Mascia e Domenico Rossi, «il Pd, il mio partito, perché c' è scontentezza », sostiene Stefano Pedica) e a quel punto Giachetti confessa: «Temo soprattutto il fatto che la città è molto arrabbiata e noi dobbiamo convincerla che c' è possibilità di ricrescere».
Parlano per 50 minuti, nonostante il nome della trasmissione sia "In mezz' ora", ma alla fine il primo confronto tv, su Rai 3, tra i candidati alle primarie del centrosinistra in programma domenica non decolla. E il timore è che l' appuntamento del 6 marzo non faccia presa nemmeno sugli elettori che, a questo punto, potrebbero disertare i gazebo. In tv non ci sono sgambetti o colpi bassi, si procede all' insegna del fair play, senza guizzi particolari, in attesa, forse, di un secondo confronto in un teatro romano nei prossimi giorni. In tv si fanno i conti con il passato, da Marino a Gianni Alemanno, evocato sia da Morassut sia da Giachetti. Il primo richiama Parentopoli: «Dopo il 2008 è stata fatta un' immissione di veleno nell' amministrazione. Sono state assunte persone che non avevano titolo». Il secondo, «l' eccesso di consociativismo » in quel periodo. Una frase che provoca la reazione di Umberto Marroni all' epoca capogruppo Pd in Aula Giulio Cesare: «Giachetti, che pure sostengo, porta avanti una tesi falsa elaborata in modo strumentale dai rappresentanti dell' ancien regime del nostro partito che nel 2008 ci fecero perdere».
Al tavolo davanti a Lucia Annunziata ci sono anche un orso di peluche (il simbolo della «campagna dadaista» di Mascia) e, soprattutto, Chiara Ferraro, 25 anni, gravemente autistica. Per lei parla il padre: «Serve una città autistic friendly», dice. Durante il dibattito viene letto il tweet di Virginia Raggi, M5S: «Sta andando in scena la fiera dell' usato. Hanno raso al suolo la città più bella del mondo, ma i romani non dimenticano». Dal centrodestra, invece, interviene Francesco Giro che definisce i 5 «pietosi, tristi, vacui e banali». Riccardo Magi, segretario dei Radicali, vicino a Giachetti: «Il solo compito che le primarie stanno svolgendo è quello di narcotizzare la campagna elettorale, rimuovendo dal dibattito i mali di Roma e le possibili soluzioni». Pungente Francesco Storace: «Datemeli. Me li magno».


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