Questo sito utilizza cookies tecnici e di terze parti per funzionalità quali la condivisione sui social network e/o la visualizzazione di media. Chiudendo questo banner, scorrendo o ricaricando questa pagina, ovvero cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Per maggiori informazioni consulta la privacy policy


 
HOME CHI SONO ARCHIVIO RASSEGNA STAMPA VIDEO #ROMATORNAROMA
Roberto Giachetti > Rassegna stampa > articolo

Primarie Pd a Roma: una lotta tra gli sbadigli


Foto articolo
Roma, 29-02-2016
Fonte: Il Fatto Quotidiano

A seguire in questi ultimi tre giorni le primarie dei candidati del Pd romano, per la corsa a sindaco, viene a mente una scena del film Johnny Stecchino, quando l' avvocato-mafioso accompagna Johnny-Benigni per Palermo, e spiega: "Qui da noi c' è un grande problema, come dite voi? una piaga, lei sa a cosa mi riferisco… la siccità!". Come una sorta di legge del contrappasso, la piega dei democratici sembra svelarla un militante ortodosso impegnato nella campagna elettorale del candidato Roberto Giachetti: "Eh, la pioggia ha rallentato un po' tutto, ora vede poca gente per colpa del tempaccio". Maledetto meteo. A dire il vero nei giorni precedenti non abbiamo sentito, vissuto, o solamente percepito maggiore entusiasmo; a seguire i due principali competitor democratici, lo stesso Giachetti e Roberto Morassut, si ha la sensazione di vivere la conquista della nomination ad amministratore di condominio, non della città di Roma. Un appuntamento qua, un altro di là, forse arriviamo, non lo so, mi scusi è saltato, mi scusi siamo in ritardo. Martedì ore 16, Morassut è atteso in piazzale Flaminio, due passi da piazza del Popolo. Non c' è. Aspettiamo un po'. Niente. Pronto, è il comitato? "Sì, buon pomeriggio". Scusate, non troviamo Morassut. "Cercate, starà passeggiando per incontrare i cittadini". Bene, grazie… Prima Via, poi la parallela, l' incrocio, ma niente. Scusate, ma siete certi della sua presenza qui?. "Aspetti, controllo (Silenzio prolungato, voci in sottofondo). Ha ragione, è andato via, stiamo annullando tutto, lo hanno appena invitato a Dimartedì, deve studiare". Ci mancherebbe, lo studio prima di tutto. Anche con Giachetti non va molto meglio. Orientarsi sul suo sito internet è impossibile, l' unico aspetto interessante è il contatore dei soldi fin qui raccolti: 8.952 euro (alle ore 17 di ieri) grazie a 185 donatori. Per il resto, nulla. Non si sa dove va, chi incontra, quando "perché ha anche impegni istituzionali - spiegano dal suo comitato - ci aggiorniamo di volta in volta. Ma se vuole proporci qualcosa, raggruppare un po' di cittadini, ci chiami!". Sorge un dubbio: o sono veramente molto disponibili, o sono disperati. A seguirli vince la seconda ipotesi: raggiungere la dozzina di presenti durante gli incontri pubblici, è un buon risultato, i quindici o le sedici teste, quasi un trionfo. Però tra i due c' è una costante: passeggiano ma nessuno si avvicina per stringere la mano; passeggiano ma i selfie non esistono (nella pagina accanto è evidente lo stupore di Morassut con il nostro Mario Natangelo); passeggiano e giusto qualche arnese-trafficone rivolge loro la parola, mutuato da logiche del "senti scusa, ti ho sempre seguito, sei il migliore, mi puoi dare una mano". Per capire la condizione attuale di queste primarie, bisognerebbe ascoltare le conversazioni private dei dirigenti democratici, afflitti da due preoccupazioni, incrociate: non interessano nessuno, il traguardo dei centomila voti del 2013 è lontano, al massimo arriviamo a 70.000; e rischiamo di non arrivare neanche al ballottaggio. Secondo Matteo Orfini e i suoi una soluzione ci sarebbe: dovete litigare! dovete alzare la voce e concentrare l' attenzione su di voi! Macché, ieri sono andati da Lucia Annunziata per il primo confronto televisivo, gli autori del programma ora temono il risultato Auditel. La speranza la offre il centrodestra, devastato da scissioni, guerre palesi e altre carsiche, accuse, ripicche, pseudo-primarie, rischi d' inchiesta. Solo loro possono aiutare il Pd a evitare la totale debacle. "Se stamo a fa' male da soli, qui a Roma c' è amarezza - racconta Sergio, militante Pd presente in un appuntamento elettorale - ma Roberto (Giachetti) è una brava persona, l' hanno costretto a candidasse, lui non aveva voglia. Però conosce bene Roma. E poi è onesto". Anche il Pd cittadino è onesto? "Ah, ma lei è un provocatore!". Comitato Giachetti: grande appartamento in Prati, vuoto, nessun manifesto, nessun volantino, un foglio scritto a penna e appeso nell' androne del palazzo per indicare l' esistenza del luogo; tre militanti gentili ad accogliere, nessuno conosce l' agenda del candidato. Poco lontano Morassut visita piazza Mancini, il centro di un quartiere borghese, denso di uffici, dove il verde è una chimera. Lo accolgono i soliti dodici militanti, più il presidente del Municipio, Sabrina Alfonsi, lei stessa mostra lo stato di abbandono della fontana, la sporcizia diffusa, il tanfo dell' acqua, sembra una piccola Terra dei fuochi al centro della Capitale: "La città deve ripartire dal suo minimale, ci vuole la manutenzione", spiega l' Alfonsi. Morassut annuisce, ascolta, pone qualche domanda, appare sorpreso e amareggiato. "Non sapevo, interessante". Per la cronaca: Morassut è stato per sette anni assessore all' Urbanistica del Comune di Roma, uno dei protagonisti del Nuovo Piano Regolatore. Uomo chiave per Veltroni. Ma non sapeva. Attenzione, anche Giachetti offre il suo contributo. All' ex Radicale qualche giorno fa è sfuggita una frase: "Non ho il programma", salvo poi presentarlo giovedì con la giusta trovata populistica, "aspettavo i suggerimenti dei cittadini". Sarebbe interessante scoprire "quali cittadini", vista la partecipazione. Comunque, per tutti, l' appuntamento è domenica prossima, quando il Pd proverà a rendere attuale la liturgia delle primarie. Nel frattempo Matteo Renzi ha dettato chiaramente la linea politica del partito: dobbiamo evitare figure di merda.


Non ci sono commenti - Commenta l'articolo commenta