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#TuttaRoma Diario di strada - XI Municipio


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Roma, 27-02-2016

REPORT - MUNICIPIO XI

#1. Le pagine del nostro “diario di strada” di oggi si aprono con l’XI Municipio, con i colori e le poesie che ricoprono parte degli edifici del quartiere del Trullo, in particolare la via che ne porta il nome. Qui sorge l’omonimo Mercato da dove è partita la nostra visita. Gli umori sono piuttosto eterogenei, c’è chi chiede più attenzione al lavoro; c’è chi – invece - è riuscito a mantenere una clientela stabile, nonostante la crisi. A ogni modo, tutti chiedono a gran voce maggiore regolarizzazione e controlli dei piccoli supermarket che sorgono all’esterno della struttura mercato, per garantire a tutti di lavorare nel rispetto degli obblighi di norma. Passando da un banco ad un altro inoltre, abbiamo avuto modo di scambiare qualche battuta con alcuni cittadini che ci hanno segnalato, tra le altre criticità, la presenza di numerose buche in Via Cava del Trullo e la necessità di rifare i marciapiedi in Via Cicetti. Abbiamo proseguito la nostra passeggiata lungo Via del Trullo dove abbiamo potuto ammirare i dipinti e leggere le frasi che l’attraversano in maniera singolare. Siamo andati a trovare alcuni negozianti che animano l'identità commerciale della zona. Tra i vari, siamo entrati in quella che dall’esterno sembra una semplice gioielleria ma al suo interno conserva un’anima più artigiana, con un laboratorio in grado di effettuare riparazioni di orologi. Si tratta di una delle botteghe storiche della zona ed esiste dal 1949; il proprietario ci racconta che, a suo avviso, è caduta l’autorità del lavoro professionale, che competenze come le sue soffrono la concorrenza a basso costo (non sempre legale), ma che poi non è in grado di dare soluzioni definitive al cliente.

#2. Salutato il signor Luca ci siamo diretti nel cuore della Magliana, all’angolo tra la stessa via e via Pescaglia, qui siamo siamo stati circondati dall’affetto di tanti militanti, associazioni e amici che ci stanno aiutando con i banchetti anche nelle giornate più uggiose. Attraversando Piazza Fabrizio De Andrè, la prima in Italia a portare questo nome: vero punto di ritrovo per famiglie con bambini, perché dotato di giochi; per ragazzi e anche per le persone anziane che qui trovano ristoro nelle serate estive; siamo giunti alla pista ciclabile che attraversa il Parco Tevere. Questa è un vero e proprio motivo di orgoglio per gli abitanti della zona, infatti si tratta del primo parco attrezzato con scale e rampe per superare l’argine, con la suddetta pista ciclabile più larga, un anfiteatro e un percorso salute. Senza contare la vista del metafisico Palazzo della Civiltà Italiana che svetta in lontananza.
Rivolti in direzione opposta ci siamo trovati di fronte alla cosiddetta palazzina dell’ex scuola "8 Marzo", oggi occupata e in condizioni di degrado dal punto di vista architettonico, considerata – tra l’altro – inagibile. Un edificio che necessita di essere recuperato, anche perché la prossimità della struttura con il Parco Tevere Sud, lo snodo di viabilità ciclopedonale che la connetterà tramite la funivia alla metro B1, il futuro ponte Magliana / Università Roma 3, la prossimità con la FMR1, e altre opere previste nel Print, lo rendono una preziosa “centralità” del quadrante.

#3. Lasciata la Magliana ci siamo diretti in Via degli irlandesi, 47 per visitare uno degli otto centri anziani presenti sul territorio dell’XI Municipio, il Centro anziani Ciricillo. Nato nel 1981, conta ad oggi 835 iscritti e circa 150 persone che usufruiscono quotidianamente dei servizi offerti; rappresentando un esempio di eccellenza, punto di interesse e di aggregazione fondamentale per il quartiere. Il Presidente del centro, il Signor Giovanni Addari, dopo averci fatto gentilmente conoscere alcuni iscritti che svolgevano le normali attività quotidiane (come il corso di danza e i piccoli tornei di carte) ci ha mostrato la struttura spiegandoci che l’obiettivo principale è quello di promuovere l’invecchiamento attivo grazie ad un proficuo impiego del tempo libero con iniziative di natura culturale - ricreativa e socio-assistenziale. Per stimolare una pacifica espressione del singolo ma anche un dialogo generazionale e intergenerazionale, il centro si occupa di svolgere attività non solo ludiche ma anche di stimolo alla socialità come incontri e corsi, a esempio quello di informatica, dove la partecipazione non è limitata agli iscritti ma è aperta anche ai giovani, che partecipano numerosi permettendo in tal modo il consolidamento delle relazioni e della socialità di quartiere. Il Centro si è sviluppato ed integrato nel territorio a tal punto da proporsi come promotore di attività ad ampio raggio fornendo disponibilità di spazi a enti come l’Upter, l’Università popolare di Roma, che ha una sede proprio nel centro. La fortuna ha voluto che proprio durante la nostra visita si stesse svolgendo una delle molte attività: il laboratorio di musica che ha voluto gentilmente deliziarci di una performance canora formidabile intonando: “Come porti i capelli bella bionda”. Nonostante il centro possa considerarsi un esempio e abbia assunto una funzione di raccordo con le attività del territorio ciò che ci è stato fatto notare è la mancanza di iniziativa delle istituzioni territoriali e di un dialogo costante per l’attuazione di progetti in grado promuovere la socialità di quartiere per i quali il centro è disposto ad offrire a costo zero i suoi spazi.

#4. Usciti dal Centro Anziani ci siamo diretti verso il quartiere Portuense. Eugenio - presidente AGS del Mercato, uno dei cosiddetti mercati con sede impropria - ci ha raccontato che i lavori per la nuova sede a norma di legge sono iniziati e la fine è prevista per novembre. La criticità che lamentano i 401 lavoratori è che la struttura è fatta solo da architetti senza coinvolgere i diretti interessati, le loro esigenze e funzioni.

#5. Proseguendo su via Portuense dal mercato ci siamo diretti verso il cantiere sottostante il ponte ferroviario Portuense per vedere lo stato dei lavori e ascoltare le problematiche che rendono difficile l’epilogo definitivo dei lavori. Divenuto un simbolo dell’inefficienza amministrativa, il cantiere nasce con l’idea di allargare il trattato del sottopasso di Via Portuense, aumentando così la viabilità del quadrante ad oggi molto trafficato a causa della insufficienza di corsie in entrambe le direzioni. L’allargamento inoltre permetterebbe anche un collegamento adeguato, tramite mezzi pubblici, tra Marconi e Portuense, ad oggi non esistente considerando che numerosi mezzi pubblici sono costretti a deviare per la Gianicolense. Il cantiere ha avuto una storia tormentata a causa dei ritardi e dei blocchi repentini dovuti a due ragioni principali: mal gestione dei fondi e la questione dei ritrovamenti archeologici. Bisogna sottolineare che la zona del cantiere è una zona molto ricca dal punto di vista archeologico in quanto sovrastante la c. d. Necropoli Portuense. Gli inevitabili ritrovamenti archeologici e gli scavi hanno reso dunque l’iter dei lavori più dispendioso ma soprattutto più lungo di quanto non si fosse previsto. Progettato e aperto nel 2008 da Alemanno fin da subito si è imbattuto in rocamboleschi disguidi sui finanziamenti così da rimanere chiuso per tre anni dal 2010 al 2013. Sbloccati i fondi gli scavi sono continuati fino ad arrivare al quasi completamento nel luglio del 2014, quando il cantiere è stato addirittura aperto alle visite sui ritrovamenti archeologici. Come ci è stato spiegato però nell’autunno dello stesso anno il cantiere viene bloccato per altri 4 mesi a causa di disguidi giudiziari dell’azienda che gestiva i lavori, dopo la sostituzione dell’azienda tuttavia è sorto un altro problema: sono venuti a mancare i fondi necessari per l’ultimazione provocando l’ennesimo blocco. La sovrintendenza tuttavia propose di farsi carico dell’ultimazione dell’opera di allargamento e riqualificazione della strada investendo circa cento mila euro. Ad oggi il cantiere per l’allargamento del sottopasso di via Portuense è attivo, la sovrintendenza ha terminato gli scavi e a breve dovrebbe consegnare il cantiere per gli interventi di competenza del Municipio, per i quali sono previsti 90 giorni di lavoro. Ciò che ci viene sottolineato dall’Assessore municipale alla cultura Fabrizio Mossino è l’ennesimo rallentamento alla conclusione del cantiere, nonostante i lavori siano realmente in fase di ultimazione, a causa della scarsa collaborazione e comunicazione con la Sovraintendenza che frena il passaggio di consegna del cantiere al Municipio e la sua definitiva conclusione, precludendo ancora la possibilità agli abitanti di vedere migliorata la viabilità quotidiana del quartiere.

#6. Per l’ultima tappa del nostro tour ci siamo recati al quartiere Marconi, una zona molto popolata e viva del Municipio XI. A piazza Enrico Fermi abbiamo incontrato alcuni rappresentanti dei commercianti della zona che ci hanno illustrato i maggiori problemi della loro attività, legati fondamentalmente al troppo abusivismo presente nell’area. Con loro è stata anche toccata la questione della razionalizzazione del commercio.
Dalla piazza abbiamo poi intrapreso una passeggiata che ci ha portato a visitare i luoghi sensibili del quartiere, accompagnati da alcuni rappresentanti del Municipio e delle varie associazioni e comitati attivi sul territorio. Da quello che è emerso durante la nostra chiacchierata itinerante, i punti fondamentali da affrontare per migliorare la vivibilità del quartiere sono diversi, a partire dalla realizzazione del collegamento tra la pista ciclabile sul lungotevere con quella della Magliana unificando così i due tratti. Tale progetto rientrerebbe in un più ampio programma di riqualificazione di quel tratto di Lungotevere, allargando l’esperimento felicemente riuscito del Parco del Tevere. Un’altra questione, legata sempre alla mobilità, è quella relativa al raddoppiamento della corsia preferenziale sul tratto Marconi-EUR,  mirata soprattutto a rafforzare la corsia centrale e migliorare la  viabilità del tram. Parlando invece di criticità riguardanti le strutture, ci sono stati segnalati alcuni progetti che interessano il quartiere come, per esempio, il parcheggio che era stato previsto a Piazza della Radio per la stazione del treno di Trastevere ed è rimasto però a oggi ancora bloccato: finanziato inizialmente da una partnership tra il comune di Roma e le Ferrovie dello Stato, i soldi necessari per l’inizio dei lavori sono stati però stanziati da un privato, in seguito al blocco burocratico che ha paralizzato per lungo tempo la realizzazione dell’opera. Un’altra situazione che interessa il quadrante è sicuramente quella del Cinema UCI, la cui chiusura (nonostante l’opposizione di una parte della cittadinanza) è già stata decisa per il 31 Maggio prossimo: al posto del Cinema sorgeranno una serie di alloggi previsti dal Piano Casa – contenuto all’interno della legge Polverini-Ciocchetti del 2009. Anche alcuni stabili siti in viale Marconi e in via Cristofori sono interessati dagli effetti della stessa legge, che sta dunque intervenendo in maniera decisa sulla questione abitativa trasformando vecchi parcheggi di zona in abitazioni.
Proseguendo il nostro giro siamo passati anche davanti agli edifici abbandonati della zona archeologica-industriale della Miralanza, un vero e proprio impianto abbandonato e in totale degrado. Dopo un periodo in cui alcuni degli stabili centrali sembravano essere destinati ad ospitare i dormitori per gli attori della vicina scuola d’arte Silvio D’Amico, l’intera area ha invece subito un lento ma inesorabile processo di deterioramento dovuto a lentezze e difficoltà amministrative.

Con Miralanza si è concluso il nostro giro ricognitivo dell'XI Municipio, almeno di alcuni dei suoi punti simbolo. Come molte aree della città, nonostante le tante azioni compiute in senso positivo, anche questo territorio ha numerose testimonianze di edifici e strutture incompiute. Ed è anche per tale ragione che noi continuiamo a girare e a girare, a prendere nota, a discutere con tutti voi cittadini, per mappare quante più realtà possibili. Ciò che è rimasto una bozza deve diventare opera, se non capolavoro. Grazie al confronto con voi, ci siamo resi conto che alcune questioni annose con una semplice opera di razionalizzazione amministrativa e procedurale potrebbero giungere a soluzione in poco tempo. Ci vuole la volontà, (la) politica!

#TUTTAROMA, noi siamo in ascolto.


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