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Roberto Giachetti > TuttaRoma > articolo

#TuttaRoma Diario di strada - I Municipio


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Roma, 29-02-2016

#REPORT I MUNICIPIO

#1. Il primo appuntamento di questa giornata segna le 8:00, siamo alla Scuola Statale Federico di Donato, un punto di riferimento storico ma soprattutto attivo per tutto il quartiere Esquilino. La scuola Di Donato conta più di 600 iscritti di cui più del 55% sono bambini provenienti da famiglie straniere di diversa origine. La caratteristica principale del quartiere è la multiculturalità. Questo aspetto, accompagnato dall’alta percentuale di bambini presenti in questo territorio fa sì che la scuola non solo abbia una domanda costante di iscritti ma ricopra il delicato e quanto mai indispensabile ruolo di mediatore culturale e promotore d’integrazione nel territorio. Infatti un atteggiamento di mediazione interculturale da parte dell’istituto scolastico non solo influisce oltremodo sulla formazione delle nuove generazioni e dunque sul futuro, ma permette di saldare relazioni tra genitori e famiglie, dunque relazioni di quartiere, contrassegnate dal reciproco rispetto. Abbiamo parlato con alcuni rappresentanti dell’Associazione genitori Di Donato che dal 2003 si occupa della riqualificazione degli spazi della scuola, come il seminterrato ridato al decoro dopo anni di inagibilità sporcizia e immondizia, oggi adibito allo svolgimento delle attività sportive, culturali ed extrascolastiche dedicate ai ragazzi. Inoltre alcuni dei genitori che abbiamo avuto il piacere di conoscere ci hanno sottolineato l’importanza, per la buona realizzazione dei progetti dell’associazione, della collaborazione costante con la scuola che la supporta e promuove. In particolare grazie anche al Polo Intermundia, centro interculturale, la scuola promuove l’attività del “Cortile aperto” - di cui è stata capofila in Italia - che si occupa dell’apertura degli spazi della scuola e del cortile fino alle 22 di sera permettendo alle famiglie, soprattutto quelle socialmente ed economicamente più fragili, di svolgere la loro attività lavorativa senza preoccupazione. Il Polo Intermundia si occupa in particolare di scongiurare l’abbandono scolastico grazie alle attività doposcuola, di stimolare i ragazzi al dialogo e al proseguimento verso un’educazione di alto livello soprattutto per quei bambini a rischio abbandono, ma si occupa anche del recupero linguistico-identitario di molti bambini di origini straniere che rischiano di perdere il contatto con la propria cultura e la conoscenza della propria lingua. Nonostante la scuola Di Donato, grazie alla buona volontà dei genitori e alla cooperazione con il Municipio, sia un esempio d’eccellenza assoluto, i genitori ci hanno esposto alcune difficoltà che rendono i loro buoni propositi spesso difficili da realizzarsi. Tra queste problematiche vi figurano le difficoltà legate al traffico di fronte alla scuola, le macchine parcheggiate in doppia fila e la mancanza di un limite adeguato di velocità che rende poco sicure le strade di fronte all’edificio scolastico, in particolar modo durante gli orari di entrata e uscita. Anche la scarsa attenzione circa la funzionalità degli spazi pubblici e del verde per i bambini, che potrebbe comprendere giardini, parchi archeologici, percorsi sicuri e così via, risulta essere una difficoltà al buon vivere quotidiano.

#2. Dopo aver salutato genitori e bambini della scuola abbiamo proseguito incamminandoci verso Via Principe Amedeo, precisamente al mercato Esquilino, meglio conosciuto ai romani come il Mercato di Piazza Vittorio. Il mercato ebbe inizio verso fine Ottocento proprio su Piazza Vittorio, aggiudicandosi così la fama di mercato storico di Roma. Dopo l’approvazione del progetto e la sua realizzazione il mercato nel 2001 viene sgomberato dalla piazza per spostarsi al chiuso in strutture prima occupate dalla Centrale del latte di Roma - trasferita in area industriale extraurbana - e dalla Caserma Sani (ex Caserma Pepe). Giancarlo Pompei, il presidente della Cooperativa CORIME che si occupa della gestione e della manutenzione del mercato, dopo averci fatto vedere le sale ci ha spiegato le difficoltà che incombono quotidianamente e che provocano dispendi economici superflui oltre a disfunzioni di vario genere. Tra questi ci sono state fatte notare le problematiche legate alla struttura e in particolare: l’impianto idrico che ha numerose infiltrazioni e perdite, la mancanza di uno spazio adeguato e di una regolamentazione per lo scarico e carico merci che avviene a tutte le ore creando anche difficoltà nel coordinamento con la pulizia ordinaria. Nonostante sia stato fatto un progetto per la regolamentazione del carico-scarico basato su orari precisi in grado di calibrare le necessità reciproche, la scarsa comunicazione con l’amministrazione e i repentini cambiamenti degli interlocutori hanno fatto sì che l’attività continuasse non a norma. Il mercato, con i suoi 184 operatori, è l’unico che ha tutte le sue attività aperte ma una delle difficoltà risiede proprio nell’arginare l’uso improprio dello spazio da parte di alcuni operatori e nella gestione degli standard minimi igienico-sanitari. Per poter ottenere ciò, ci spiega il Presidente, è necessaria una vigilanza quotidiana come accadeva prima che Alemanno decidesse di limitarla a una visita ogni 15 giorni, stimolando la riproduzione di infrazioni e svuotando gli uffici della struttura adibiti agli ispettori e alla vigilanza.

#3. Dal mercato ci siamo spostati poi verso l’adiacente Piazza Vittorio Emanuele, il cuore del quartiere, punto di aggregazione importante oltre che spazio semi-verde. Gli abitanti del quartiere ci hanno comunicato l’esigenza di riqualificare lo spazio attraverso la riorganizzazione dell’area giochi, la costruzione di uno spazio di arrampicata per i bambini e di operare una manutenzione ordinaria più attenta. A tal fine la giunta Alemanno aveva proposto un progetto per la riqualificazione della piazza piuttosto faraonico, osteggiato dagli abitanti del quartiere attraverso manifestazioni e opposizioni. Scongiurata la possibilità della realizzazione del progetto è stato proposta un’alternativa con il fine di valorizzare quanto già esistente e procedere ad una manutenzione più ordinata, oltre che ordinaria. Il progetto approvato ha vinto la qualifica di Luogo del cuore del FAI, Fondo Ambiente Italiano, con un piano di gestione botanico e sociale per un ammontare di 2 milioni di euro. Una parte dei fondi, circa 400 mila euro, è stata utilizzata per le opere alla strada adiacente mentre il restante dei fondi è stato bloccato lasciando anche questa opera incompiuta.

#4. La nostra passeggiata per il quartiere Esquilino è continuata poi verso un altro sito di aggregazione, ovvero lo storico forno Roscioli, che ha sede a Via Michelangelo Buonarroti. Proprio lì abbiamo trovato numerosi rappresentati di Associazioni di quartiere nonché abitanti dello stesso che ci hanno esposto la difficoltà primaria di instaurare un dialogo o una forma di collaborazione con le istituzioni che spesso non incoraggiano progetti e azioni virtuose. In un quartiere così particolare e così frammentato per la sua composizione etnica è stata sottolineata la mancanza del monitoraggio istituzionale e della vigilanza in grado di far rispettare le regole e le norme a tutti, senza nessuna distinzione. Le maggiori lamentele vanno dall’abusivismo delle bancarelle non a norma, alla mancata ottemperanza delle norme igienico sanitarie, ambientali (quali raccolta differenziata, smaltimento di rifiuti come cartoni), e infrastrutturali (nessun controllo sui lavori di ristrutturazione in palazzi che hanno subito crolli.

#5. La tappa seguente del tour è stata a Via degli Ammiragli, in particolare abbiamo avuto il piacere di parlare con alcune mamme che si sono attivate per il ripristino del parco per anni abbandonato all’immondizia e al degrado. Per instaurare un circolo virtuoso e dare ai bambini della zona un luogo verde dove poter giocare. Gli abitanti del quartiere di tutte le età e di tutti i sessi, armati di buona volontà si sono rimboccati le maniche e hanno rimesso in funzione il parco. Grazie anche alla visibilità data dall’evento Retake Roma che nel febbraio del 2015 ha scelto Via degli Ammiragli come luogo dove era necessario intervenire, l’AMA ha iniziato ad attivarsi procedendo all’opera di nettezza urbana con maggiore costanza creando una sinergia importante. Nonostante ciò ancora rimane insoluta la questione della manutenzione del parco considerando che l’AMA interviene saltuariamente e che le istituzioni, attraverso un palleggiamento di competenze, non hanno ufficialmente affidato la manutenzione a nessuno e non hanno stimolato attraverso un incentivo la buona volontà degli abitanti e la messa in sicurezza della zona.

#6. Il nostro appuntamento seguente è stato alla Casa della Salute, erogatore di servizi socio-sanitari fondamentale per la zona, primo esempio in tutta Roma. La sua particolarità risiede proprio nell’attenzione dei servizi non solo sanitari ma anche sociali, soprattutto per soggetti più fragili. Grazie al Piano di integrazione tra ASL, Municipio e Comune infatti i pazienti possono intraprendere un percorso che viene costruito loro ad hoc, sulla base delle loro esigenze sociali, le loro condizioni economiche oltre che sanitarie. La caratteristica propositiva del Centro è testimoniata senza dubbio dalle numerose divisioni e attività promosse. Tra queste l’apertura dell’Ambulatorio dei medici di medicina generale durante il fine settimana, offrendo assistenza e in grado di alleggerire il carico che grava sui Pronto Soccorso. Tra le altre anche il Gruppo di medici di Medicina generale che assicura continuità socio-assistenziale; il percorso diagnostico-terapeutico che prevede l’attenzione del medico in caso di malattie particolari con il fine di prevedere l’andamento della malattia e scongiurare un peggioramento; ma soprattutto il CAD, il Centro di Assistenza Domiciliare essenziale per tante persone che non sono in grado di spostarsi. Le difficoltà che ci sono state descritte derivano dal fatto che il Piano socio-sanitario di zona, pur essendo un’avanguardia, resta comunque ancora molto indietro per l’insufficienza di personale del Municipio. Questo non consente una costante presenza all’interno della struttura, indispensabile per creare quella sinergia che potrebbe da una parte smaltire i problemi burocratici attraverso lo scambio di informazioni e la divisione delle competenze; dall’altra di fornire percorsi adeguati in modo più efficiente e veloce.

#7. Dalla Casa della Salute ci siamo diretti al Mercato Trionfale. La nuova struttura, inaugurata nel marzo del 2009, venne realizzata attraverso la formula del project financing, con il coinvolgimento di una delle imprese di costruzione più collaudate in campo nazionale. Ci vollero quasi 10 anni per vedere completato il complesso iter procedurale che ha visto contestati, dalla cooperativa dei rivenditori e dalle associazioni di categoria, molti degli accordi sottoscritti tra il Dipartimento interessato dall’operazione (Lavori Pubblici) e la stessa impresa costruttrice. Inoltre, alcune rigidità del concessionario hanno ritardato i processi di trasformazione delle attività, troppo sbilanciate nella componente ortofrutticola.
Le criticità che abbiamo riscontrato anche qui riguardano gli alti costi di gestione dei banchi e una tassazione sui rifiuti troppo elevata, a fronte di una riduzione dei consumi e della clientela. In più, nonostante la struttura sia di costruzione recente, ci sono perdite d’acqua tanto gravi da costringere alcuni commercianti a tenere chiuse le proprie attività nei giorni di pioggia, come ieri.
C’è anche da sottolineare che il mercato è di fatto un’opera incompiuta, nel senso che era prevista la progettazione di alcune opere, come una piazza sovrastante che di certo avrebbe funzionato da attrattiva.
Tra i banchi tradizionali spicca il progetto “NonSonoRifiuti” che Silvia ci ha raccontato con grande entusiasmo. La start up si propone la creazione della prima rete urbana per la micro compravendita di materie prime recuperabili (pet, vetro, carta, legno, alluminio, ferro, rame, ecc.) attraverso punti di conferimento, posti in ambienti ad alta frequentazione (i mercati rionali) presso i quali i clienti possono conferire le materie riutilizzabili in loro possesso a fronte di un corrispettivo in denaro deciso in base ad un borsino pubblicato giornalmente sul sito di riferimento. Noi ci siamo iscritti!

#8. Dopo aver salutato Silvia, ci siamo diretti in Via Teulada. Qui abbiamo incontrato alcune organizzazioni di cittadini e scout per discutere dell’area verde che si affaccia sulla via. Tutti si sono resi disponibili a prendersi cura della zona per scongiurare atti di vandalismo e vagabondaggio che la toccano, fino a diventare un vero e proprio presidio territoriale per restituire questo luogo alla città. Al momento una parte è recintata ma la mancata completezza rende comunque il parco accessibile e preda di abusivismi vari. Si richiede, dunque, una specificità delle competenza (l’area verde è della Regione) e la revisione dell’accordo con Roma Natura.

#9. A fare da splendida cornice al nostro appuntamento successivo è il Rione Monti, il più antico di Roma, il quale negli ultimi anni ha però subito una profonda trasformazione. Molti negozi storici del quartiere, insieme a biblioteche e librerie, sono gradualmente spariti per lasciare posto ad attività di vario genere legate però sostanzialmente alla somministrazione di alcol come, per esempio, minimarket, pub e locali mascherati da centri culturali che fanno concorrenza sleale alle altre attività. La soluzione a questo problema dovrebbe essere quella di far regolamentare questo fenomeno direttamente dal Comune, possibilità peraltro prevista dalla legge nazionale, il quale sicuramente può arrivare a conoscere più nel dettaglio i vari casi specifici. Proseguendo nel nostro giro siamo venuti poi a conoscenza di un'altra questione che sta generando numerosi disagi tra gli abitanti del Rione, ovvero quella legata all’aumento esponenziale dei bed and breakfast - molti irregolari - che stanno penalizzando i residenti e creando problemi di sporcizia e inquinamento acustico per le strade. La soluzione a questo fenomeno è sicuramente l’aumento di controlli amministrativi e il potenziamento di quelli “tra pari”, istituendo un servizio di segnalazioni efficiente e accessibile a tutti i cittadini che si ispiri a quello dello 06.06.06.
La nostra passeggiata per il Rione ci ha poi portato di fronte al complesso storico “Angelo Mai”, un enorme edificio abbandonato che fino al 2006 ospitava un centro sociale ora trasferito alle terme di Caracalla. Lo sgombero del centro sociale era finalizzato a restituire al quartiere la scuola media “Ennio Quirino Visconti” (denominata Viscontino), ma i lavori di riqualificazione e ristrutturazione dello stabile sono stati bloccati dalla legge di stabilità e uno dei tre lotti interessati è quindi rimasto incompiuto. Questa situazione ha creato un’inevitabile senso di frustrazione tra i cittadini, perché molti dei servizi già ripristinati, come per esempio il costoso impianto di riscaldamento, stanno andando in rovina. L’intero edificio è nuovamente precipitato in uno stato di degrado: occupanti abusivi dormono all’interno del complesso e la micro-criminalità continua a proliferare. Come ci fanno notare alcuni cittadini presenti sul luogo questo stallo nei lavori, dovuto quindi a questioni prettamente economiche, può però essere risolto con un intervento diretto del futuro sindaco di Roma.
Prima di lasciare il quartiere ci sono stati poi segnalati alcuni problemi legati al servizio di trasporti urbani del Rione, che soprattutto nel week end rischia spesso di rimanere isolato dal resto della città e che dovrà presto affrontare la soppressione della funzionale linea 117.

#10. Proseguendo nel nostro tour, ci siamo recati alla sezione di Roma dell’Unione Italiana Ciechi e ipovedenti, situata in via Mentana, che nella provincia vanta più di un migliaio di iscritti. Il presidente ci ha quindi spiegato come le attività dell’associazione si articolino in diversi punti: è infatti presente un servizio di formazione per i volontari, una stamperia braille, un audio-giornale distribuito a più di 1300 utenti, un servizio di istruzione di istruzione e di inserimento nel mondo del lavoro, oltre a un fondamentale servizio di trasporto e assistenza per i disabili. Quest’ultima attività, accessibile anche a chi non è iscritto alla sezione, è in vigore da oltre vent’anni parallelamente al servizio offerto dal Comune, che da solo non è sufficiente a garantire un’assistenza completa alle persone non vedenti. Infatti, oltre ad accompagnarle semplicemente fuori dalla sede del medico, i volontari dell’UIC le seguono anche durante tutto il tempo necessario ad espletare al meglio tutti i relativi bisogni e risolvere gli eventuali problemi. Le principali criticità che ci sono state segnalate sono legate entrambe ad alcune scelte delle precedenti amministrazioni, che in nome di un taglio a costi ritenuti eccessivi hanno tolto 6.000 ore al servizio di accompagnamento ed eliminato a quei disabili che lavorano – e che quindi usufruiscono del trasporto relativo alla loro attività – il servizio di trasporto fornito dal Comune. Ma i due servizi sono attinenti ad aree completamente diverse e ben il 40% degli utenti è fortemente penalizzato da questa situazione che, come ci hanno ricordato alcune persone non vedenti presenti al nostro incontro, dovrà necessariamente cambiare per contribuire a non far sentire i disabili persone di serie b.

#11. Prima della nostra consueta assemblea, ci siamo recati all’ex Mattatoio, ormai considerato uno dei pezzi fondamentali dell'archeologia industriale romana. Nel corso degli anni ha subito diverse ristrutturazioni nelle sue diverse parti, ha ospitato manifestazioni temporanee e nuove funzioni stabilitesi permanentemente all'interno dei vecchi padiglioni. Ad attenderci ci sono le associazioni cittadine. Anche qui non resta che constatare l’ennesima incompiuta: Piazza Giustiniani, se così si può chiamare visto che nei fatti non può essere ritenuta come tale, non essendo mai stata completata e oggi preda di parcheggiatori abusivi notturni, data la presenza di locali e ristoranti. Le persone lamentano di non essere stati interpellati in fase di progettazione, insieme all’abbandono da parte delle istituzioni e alla deriva degradante che la zona ha intrapreso. Ci è stato segnalato, inoltre, la presenza di un campo Rom a ridosso di un polo scolastico; vagabondi che dormono nei container dove erano raccolti reperti archeologici e gli ex spogliatoi della scuola usati come bagno. Adesso sono stati murati ma il problema si riproporrà, sostengono le mamme con le quali abbiamo chiacchierato. L’area è uno spazio talmente grande e bello che se non utilizzato è un vero peccato! Bisogna rifare l’area in modo che possa diventare un centro sportivo serio. Le altre problematiche rilevate riguardano la manutenzione stradale, l’AMA, i disagi del mercato. Testaccio possiede tutte le peculiarità di un quartiere storico non è ancora stato valorizzato come merita.

#12. Per concludere questa bella giornata densa di appuntamenti, senza farci scoraggiare dalla pioggia battente, ci siamo diretti a Trastevere, a Palazzo Velli, per la nostra assemblea con i cittadini. Nonostante il brutto tempo si è aperta una discussione collettiva che potete leggere di seguito.

Luigi Piccolo, Amici di Villa Sciarra
Siamo nati circa un anno fa e abbiamo da subito sentito il bisogno di lanciare un grido d’aiuto per la situazione di totale abbandono di Villa Sciarra, per le piante malate e l’assenza di manutenzione, per i bivacchi che si creano la notte creando degrado. Gli interventi più urgenti sono legati alle gravi perdite d'acqua che hanno allagato l’istituto degli Studi Germanici e la biblioteca, oltre che su via Dandolo con relativo danneggiamento di un muro che sta per crollare. Con l’arrivo della primavera si avrà nuovamente la diffusione della processionaria. Per contrastare il degrado abbiamo fatto un accordo con l’AMA che ci fornisce almeno i sacchi per raccogliere l’immondizia, cosa che facciamo ogni prima domenica del mese. 

Alberto Manni, Amici di Villa Sciarra
Siamo in un momento storico caratterizzato da affittopoli, e anche Villa Sciarra ne è colpita: c'è una signora che vive abusivamente nella splendida casina che potrebbe essere un fantastico luogo di aggregazione sociale. Noi ce la mettiamo tutta ma abbiamo bisogno di un sostegno più attivo sempre nell’ambito di quello che si può fare, magari riutilizzando o recuperando risorse. Siamo anche pronti a fare crowfunding per comprare le strutture che mancano. Siamo consci del problema ma vanno trovati dei meccanismi più semplici per risolverlo.

Luca Berretta, architetto
Il problema dei cinema, soprattutto ma non solo a Trastevere, è legato al fatto che i cinema chiudono ed è necessario il recupero delle sale cinematografiche. Perché il cinema è completamente cambiato rispetto al passato, e io credo che dei punti aggreganti per il quartiere possano diventare queste strutture che devono però diventare laboratori culturali: di notte cinema ma di giorno anche centri di formazione per giovani che insegnino non solo di cinema ma tutte le arti legate al cinema. Il problema sono le risorse, ma bisogna trovare dei meccanismi semplici e accessibili per portare a termine i progetti. Occorre ridare ossigeno a queste situazioni, come per esempio la sala Troisi o il cinema America, e il tax credit probabilmente non è sufficiente. In un quartiere la riqualificazione parte da queste strutture anche e soprattutto per i giovani.

Rosi Calleri, Presidentessa associazione R.O.S.A.
Un ottimo modo per rilanciare il cinema è quella di farlo diventare un luogo che possa offrire un momento di condivisione e confronto. La visione del film in sala diventerebbe così un espediente per rilanciare il ruolo del cinema in contrapposizione a quello che ormai è diventato il suo più grande competitor, ovvero la visione dei film da casa. Vorrei poi parlare di formazione innovativa: insieme al primo municipio abbiamo realizzato un progetto, giunto al suo terzo anno di realizzazione, per ragazzi dai 4 ai 14 per creare cittadini del futuro in grado di competere sul mercato internazionale con gli altri per quello che riguarda la conoscenza del lavoro. Tutto il progetto si svolge in inglese con istruttori provenienti da varie parti del mondo e attività sia artistiche, come teatro e ballo, che scientifiche come ad esempio riciclo creativo. Il progetto ha portato un impatto misurabile, tanto che gli istituti comprensivi all’interno dei quali abbiamo proposto questo tipo di attività hanno chiesto di continuare anche dopo l’esperienza estiva.

Paolo Pietrangeli, cittadino
Sollecito il candidato sul fatto di decentrare alcune attività, come per esempio la commissione sicurezza creata nel I Municipio. O si supervisionano le strade con un’intensificazione della presenza di poliziotti e vigili o con la tecnologia. È stato fatto un progetto pilota con degli sponsor per proteggere i giochi dei bambini a piazza San Cosimato, con un impianto video e audio bidimensionale con il quale il vigile, una volta visto il trasgressore, potesse farlo allontanare con il microfono. Progetto però bloccato per incapacità e rimpalli burocratici, quindi il decentramento è fondamentale anche in questo, insieme alla responsabilizzazione delle organizzazioni sul territorio.

Eva Barrera, Ass. Female Cut
Noi come associazione abbiamo appena aperto, presso la Casa Internazionale delle Donne, “I love mum”, un coworking con area babysitting. Qui le mamme possono lasciare accuditi i propri figli dall’età di 3 mesi fino a 3 anni e avere a disposizione una postazione dove poter riprendere il proprio lavoro dopo il primo periodo di maternità. È uno spazio pensato soprattutto per le libere professioniste, per le quali il reinserimento nel mondo del lavoro dopo la maternità è particolarmente difficile. Molti studi dimostrano che moltissime persone hanno difficoltà nell’inserimento dei bambini all’asilo da zero a tre anni. Il progetto vuole dunque coprire quella fascia e creare uno sazio di condivisione e di sostegno alla maternità. Speriamo di crescere e avere il sostegno del I municipio per dare un'opportunità alla città di stare al passo con i tempi.

Dina Nascetti, comitato Vivere Trastevere
Esistono tanti Trastevere e purtroppo si assiste ad un’anarchia e illegalità totale. Ci sono aree dove si sviluppa la cosiddetta movida e per chi ci abita la vita è praticamente impossibile. Il prefetto Gabrielli ha detto che la situazione di Trastevere è perfetta ma qui ci sono risse in continuazione, furti nelle abitazioni dove ci sono Bed and Breakfast abusivi ed è una situazione alla quale si deve provvedere. Altri problemi sono legati alle aree con divieto di sosta piene di macchine e ai rumori di notte di gente ubriaca che mina il decoro di questo rione. Sul commercio poi c'è una proposta di delibera per impedire di aprire minimarket in tutto il centro storico, e quindi anche a Trastevere. Sono poi stati fatti piani di massima occupabilità ma non tutti hanno proceduto: chi si è adeguato ha speso dei soldi mentre altri non rispettano i piani. 

Ferdinando D'angelo, presidente Ass. Orto
Da quando ci siamo messi insieme nel 2009, io e altri genitori abbiamo iniziato a perseguire alcune attività che garantissero entrate economiche ad una delle scuole più belle di Roma, la Regina Margherita, in modo da ristrutturare l’edificio e riuscire a tenere aperta la scuola anche nel pomeriggio. Ci sono però dei problemi: chiedere ogni volta il permesso alla scuola per stare all’interno della struttura allunga i tempi e rende più difficile lo svolgimento delle varie attività; la sicurezza prima era assicurata dai vigili davanti alla scuola, ora non c’è più nessuno; non riusciamo ad avere una sede sociale per la nostra associazione, anche se siamo disposti a dividercela con qualcun altro. Infine c’è un problema di collaborazione mancante che si è evidenziata per esempio quando abbiamo fatto la ristrutturazione di alcuni locali della scuola e l’AMA si è rifiutata di venire a smaltire i calcinacci. Ci vorrebbe dunque una maggiore collaborazione tra chi fa volontariato ed aziende come l’AMA.

Guido Hermanin, cittadino
Trastevere è un rione cinematografico. L'esperienza del Cinema America è stata illuminante su quello che può essere il cinema se gestito in una maniera non tradizionale. Migliaia di giovani che venivano ad assistere alle proiezioni, sono stati quasi una risposta alla movida alcolica. Questi cinema andrebbero valorizzati, nonostante le difficoltà che però non sono insuperabili. Tra le varie questioni in merito agli spazi culturali, vorrei ricordare anche la vicenda del Metropolitan che viene chiuso nel 2010 ma era un cinema che funzionava: con multisala, vicino alla metropolitana. Chiuso perché acquistato da un privato che ha offerto 22 milioni per l’immobile. Legittimo. Però se la logica nel centro storico è quella meramente speculativa e della rendita non resterà nulla. Bisogna regolare, così come ha fatto il governo con una circolare sui cinema, per verificare quelli che necessitano di essere tutelati, che non significa musealizzati. Il problema è che il Comune e la sovrintendenza non si parlano e quindi non si risolvono i problemi concreti. Vorrei  anche sottolineare la questione di Palazzo degli Esami, che seguo dal 2002, la situazione è alla ribalta delle cronache. Adesso i Palazzo non è più dello Stato ma è stato ceduto alla Cassa Depositi e Prestiti per ragioni formali e quindi il Comune non ha grandi poteri. Ma la destinazione d’uso a fare qualcosa di utile e serio esiste.

Carmen Fasano, Associazione Via dei Banchi Vecchi e Strade adiacenti
Ripartiamo dopo un lungo periodo di pausa. Con la nostra associazione abbiamo cercato di apportare migliorie alla nostra zona. Come commercianti negli ultimi 7 anni abbiamo subito la chiusura del parcheggio di via Giulia e speriamo nella riapertura e di un po’ di movimento nel quartiere. Ci tengo a sollecitare l’amministrazione, i vigili e AMA a sorvegliare e ad aiutarci a migliorare il livello di decoro della zona. I vigili devono multare chi compie atti di abusivismo e degrado; controllare B&B che operano nella illegalità. Sollecito veramente l’apertura del parcheggio ma anche una collaborazione con l’amministrazione.

Paolo Brogi, cittadino
Vorrei sottolineare il problema della movida. Esistono vari regolamenti non utilizzati, inapplicati, penso per esempio a quello sugli artisti di strada. Tutto viene regolarmente disatteso. L’uso diffuso degli amplificatori è profondamento invasivo. Di fronte a tutto ciò l’amministrazione latita. AMA ha un’idea particolare della differenziata, poiché la impone ai cittadini in un modo e ai commercianti, ristoratori in un altro. La deposizione su strada che viene dettata da AMA, si tratta di mucchi di indifferenziata, nonostante le normative indette da Tronca contro i topi. Mentre noi residenti la facciamo in un altro modo. Inoltre ci sono una serie di strutture pubbliche da recuperare, come l’ex ferramenta di Piazza Sant’Apollonio, spazio della Regione. Io ho consigliato di fare aprire all’associazione Libera un presidio contro le mafie. L’assenza di contrasto di fenomeni negativi è assente. 

Enzo Palmieri, Ass. Nazionale Tutela Ambiente
Nel deposito della Garbatella ci sono 120 pulmini elettrici mai utilizzati. Sono stati acquistati dalla giunta Alemanno presumo per la gestione dell'appalto. Dove passano i pullman o mezzi pesanti hanno messo i sanpietrini, dove transitano le bici c’è l'asfalto. Un esempio è via Nazionale. La mobilità deve essere sostenibile, compriamo mezzi a metano così inquiniamo il 50% in meno. Inoltre, perché il rifiuto da noi è vissuto come un incubo e in altre città metropolitane come una risorsa? La diversificazione deve essere fatte da dispositivi elettromeccanici. Nei luoghi in cui si sperimentano nuove tecnologie non si paga il canone per la raccolta dell’immondizia, perché con l’umido si produce energia e con il diversificato si possono vendere gli elementi che si ricavano.

Adriana Argentini, cittadina
I pullman nel 2000 non arrivavano al centro storico. Sono stati inseriti nella giunta successiva. È un problema che impatta sia sulla mobilità sia sull’ambiente. Inoltre non creano un turismo diffuso, ma pochissime zone dove si concentra il caos e si genera abuso da parte dei ristoranti, occupazione suolo pubblico, immondizia, carico e scarico merci, ecc. Si crea una immagine negativa da tanti punti di vista. Nei punti in cui passano si creano interessi talmente forti che quando si è cercato di togliere si crea la reazione di chi gode di questi privilegi.

Teresa Iavarone, cittadina
Il primo problema è quello geologico, cioè il consolidamento di alcune zone del quartiere. La seconda questione riguarda la vecchia stazione Trastevere che potrebbe unirsi a piazza San Cosimato. Perché già pregna di verde ma in parte pubblica e in parte no. Speriamo di recuperare un polmoncino verde con la stazione di Trastevere recuperata e con una destinazione d’uso sociale.

Loredana Oliva, cittadina
Abbiamo il dovere di occuparci dell'educazione dei piccoli. È necessario mettere a sistema i laboratori e le iniziative per la formazione, anche per adulti. C’è una larga fetta di popolazioni di adulto che sono fuori dal mercato del lavoro. Cominciamo a mettere a sistema e fare un servizio vero con tutte queste info venute fuori stasera.

Un’altra tappa del nostro tour è terminata, almeno per il momento. Quest’oggi abbiamo incontrato varie categorie di persone, tante mamme, commercianti, giovani; abbiamo visto molte incompiute e ascoltato alcune idee innovative di gestione dei problemi. È interessante notare come, al di là delle singole istanze, le espressioni, le parole, le voci di ognuno si trovano in coro nel dire basta ai rimbalzi di competenze, basta alla mancata assunzione di responsabilità, ma nel dare definitivamente il via al rispetto della convivenza civica, alla tutela del lavoro regolare, all’ossequio delle normative per tutti, nessuno escluso.

La start up di Silvia e dei suoi colleghi, l’iniziativa di Eva e le altre mamme, il loro modo di raccontarle con entusiasmo contagioso sono motivo di orgoglio per la nostra città: due delle tante testimonianze del potenziale umano che Roma possiede. #tuttaRoma serve anche a questo, a conoscere e mappare le buone pratiche e non solo le criticità.
Nel corso di questa lunga giornata, come in altre occasioni, abbiamo preso atto dello stato di abbandono, della chiusura, di numerosi spazi culturali o di luoghi che potrebbero essere destinati alla socialità, sopraffatti dalla burocrazia elefantiaca; dai processi di gentrificazione; da un’assenza di visione e di ascolto di chi i quartieri li sente e li vive ogni giorno. È da qui che Roma riparte.

#tuttaRoma, a domani. 


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