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Primarie del Pd, paura astensionismo "Al voto anche sabato" Ma manca l' accordo


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Roma, 02-03-2016
Fonte: La Repubblica

E alla fine sul voto alle primarie del Pd anche sabato 5 è battaglia nella notte al vertice organizzativo di tutti i candidati, con due contrari, il dem Pedica e Rossi di Centro Democratico. Così la decisione è sospesa e forse si rimanderà al tavolo politico della coalizione. Ma per ora è no. E pensare che la mossa di raddoppiare le giornate di voto per scegliere il vincitore tra i rivali, da Morassut a Giachetti, da Pedica alla Ferraro, la studentessa 25enne affetta da autismo, da Mascia per i Verdi a Rossi per Cd, era nata sull' onda della paura del flop.
L' idea era quella di aprire le urne solo nei quindici seggi speciali, uno per municipio, che erano stati predisposti soprattutto per far votare gli stranieri residenti e i 16/17enni, con gli stessi orari della domenica, dalle 8 alle 22. Il tam tam era cominciato con un appello di Giachetti. "Magari il commissario Orfini ci annuncia durante questa diretta che sarà possibile votare anche sabato, come è accaduto in altre città come Milano. Sarebbe bello se Roma avesse questa possibilità", aveva detto intervenendo sul suo profilo Facebook. E poi: "Caro commissario romano del Pd siccome qualcuno ha ipotizzato che sono contrario a che si voti anche sabato, ti prego, ti supplico, io sono favorevole. Facciamo in modo che si voti anche sabato". Orfini risponde a ruota: «Se tutti i candidati sono d' accordo per me non c' è problema ad aprire un seggio a municipio anche il sabato. Naturalmente non spetta a me decidere ma al comitato organizzatore».
E Chiara Ferraro aveva subito aderito: «Sarebbe sicuramente un bene per la democrazia. E' certamente una cosa positiva perché si darebbe più spazio alla gente, quindi sono favorevole». Ma contrario si era subito dichiarato l' altro candidato, Stefano Pedica, durissimo: «Non c' è motivo per cambiare le regole in corsa. Nessuno del mio comitato andrà questa sera alla riunione nella sede del Pd romano per prestarsi a giochi di potere o a richieste di candidati con truppe cammellate. A Roma si deve votare solo domenica. Le regole si rispettano. Mi appello a Renzi». E a lui si era aggiunto Rossi: «Primarie non solo del Pd, Pedica sbaglia. Ma non si possono cambiare le regole in corsa».

Nel frattempo salta il confronto di giovedì alla Sala Umberto. Alla fine, per evitare l' effetto degli applausi a comando dei supporter, si è deciso, su suggerimento di Giachetti e Morassut, di farlo senza pubblico in sala, solo davanti alla tv delsito dell' Unità, al Nazareno nel primo pomeriggio. E Morassut è polemico: «Un confronto pubblico leggibile da tutti è stato impossibile". Intanto, come aveva suggerito Orfini («litigate ») cominciano a vedersi scintille vere nel confronto tra i principali rivali, Morassut e Giachetti. Con il primo che attacca: «C' è un certo stile di vita interna del Pd che si è per troppo tempo occupato dei posti. Dato che ho l' impressione che questo si stia riproducendo nello schieramento che sostiene Roberto Giachetti, ovviamente non parlo di Giachetti in quanto tale, però lo metto un po' sull' avviso». Più esplicito: «Dietro Giachetti si nascondono le conventicole che hanno soffocato il partito: deve spazzarle via». «Non risponderemo alle insinuazioni con la stessa moneta» replicano i giachettiani.


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