Questo sito utilizza cookies tecnici e di terze parti per funzionalità quali la condivisione sui social network e/o la visualizzazione di media. Chiudendo questo banner, scorrendo o ricaricando questa pagina, ovvero cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Per maggiori informazioni consulta la privacy policy


 
HOME CHI SONO ARCHIVIO RASSEGNA STAMPA VIDEO #ROMATORNAROMA
Roberto Giachetti > Rassegna stampa > articolo

Il Pd va alle primarie con l' incubo flop


Scarica la pagina del quotidiano

Foto articolo
Roma, 02-03-2016
Fonte: Il Tempo

Più che Virginia Raggi, candidata sindaco di Roma del MoVimento 5 Stelle, a preoccupare per ora il Pd èl' affluenza alle primarie di domenica. La campagna elettorale non sta scaldando i cuori degli elettori edè evidente che se nei 190 seggi allestiti per scegliere il candidato primo cittadino Dem dovesse esserci il deserto o quasi, il vincitore sarà una specia di candidato dimezzato. Un precedente a questo proposito non manca. Il 16 febbraio 2014 la base Pd fu chiamata ai gazebo per scegliere il nuovo segretario regionale. Fu un disastro: 48mila votanti nel Lazio, appena 12mila nella Capitale. Vinse Fabio Melilli che, anche a causa di una base di consenso bassissima, sono due anni che combatte con una debolezza politica che si somma al caos derivante dalla situazione romana. Roberto Giachetti sembra ben consio del problema, tanto da chiedere a Matteo Orfini di aprire i seggi anche sabato, come accaduto alle recenti primarie milanese: «Caro commissario romano del Pd -scrive Giachetti su Facebook - siccome qualcuno ha ipotizzato che sono contrario a che si voti anche sabato, ti prego, ti supplico, io sono favorevole. Facciamo in modo che si voti an che sabato». Una richiesta che Orfini accoglierebbe volentieri: «Se tutti i candidati sono d' accordo per me non c' è problema ad aprire un seggio a municipio anche il sabato. Naturalmente non spetta a me decidere ma al comitato organizzatore». Gli altri candidati però non sono tutti d' accordo. Roberto Morassut non avrebbe problemi, anzi: «Per me va bene votare anche sabato. Ma il problema non solo i tempi ma anche i modi». Moras sut lamenta che per l' unico confronto pubblico trai candidati in programma domani non era stata prevista la diretta streaming, ma un appuntamento in teatro con pochi «tifosi». Pronta la correzione del Pd: il confronto in effetti si terrà sì domani, ma al Nazareno e non alla Sala Umberto e sarà trasmesso in streeming da Unita.tv. Favorevole a votare anche sabato è il candidato dei Verdi Gianfranco Mascia, mentre Stefano Pedica respinge al mittente la proposta di Giachetti: «L' operazione Milano ha necessitato di due giorni di voto perché c' era la partecipazione di tutto il centrosinistra. In questo caso, a Roma, la situazione è diversa, sono primarie del Pd e quindi ritengo giusto si voti in un giorno solo». Il problema è proprio questo. Senza Sel e senza le primarie nei Municipi (solo quattro ex circo scrizioni andranno al voto per scegliere il candidato minisindaco) il rischio flop è reale. E il fallimento delle primarie comporterebbe un danno d' immagine per il Pd che finirebbe col condizionare l' intera campagna elettorale. Soprattutto se a votare andranno meno elettori di quanti parteciparono alle consultazioni che incoronarono Ignazio Marino. Tre anni fa, il 7 aprile 2013, ai gazebo andarono quasi 105mila elettori. Mentre alle primarie che consacrarono Matteo Renzi segretario, l' 8 dicembre 2013, nella Capitale votarono in 150mila. Buona l' affluenza anche nel febbraio 2012: ad eleggere Enrico Gasbarra segretario regionale furono 119mila elettori nel Lazio, di cui 80mila a Roma, nonostante le consultazioni vennero rinviate per neve. Per domenica prossima si parla di un' affluenza stimabile in 70mila elettori Dem. Un risultato di per sé accettabile visto il clima di antipolitica che si respira in città. Ma imbarazzante se confrontato atre anni fa. Così a mettere un po' di pepe su una campagna elettorale moscia ci pensa ancora una volta Morassut: «Nello schieramento che sostiene Giachetti si stanno riproducendo vecchi meccanismi. Dietro di lui si nascondono le conventicole che hanno soffocato il Pd: deve spazzarle via». Inevitabili polemiche e repliche al vetriolo. Basteranno per portare la base Dem alle urne domenica?


Non ci sono commenti - Commenta l'articolo commenta