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Roma e Napoli, le primarie sono invisibili


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Roma, 02-03-2016
Fonte: Il Fatto Quotidiano

"Le primarie? Ma quali primarie?". Un alto dirigente dem, interpellato sulle primarie del centrosinistra domenica, risponde così. Ecco un fedelissimo di Renzi: "A Matteo non gliene importa niente. Lui punta a vincere Milano, Roma e Napoli le dà già per perse". La costruzione del messaggio - o le mani avanti - questa volta sono partite con largo anticipo. Perché a Roma, dopo Mafia Capitale, le quotazioni del Pd sono basse. E a Napoli non va molto meglio. Domenica si vota anche a Trieste, Benevento e Bolzano. In origine, i gazebo erano previsti pure a Caserta, ma sono stati commissariati, dopo che 3 dei 4 candidati si sono ritirati, denunciando inquinamenti del voto da parte di "ambienti pericolosi" e del centrodestra. I vertici nazionali pensano allo slittamento di una settimana.

Le consultazioni non godono di grandissima salute neanche nelle due città più importanti. Fino a qualche giorno fa la partecipazione prevista nella Capitale era di 70mila persone. Ma ieri al Comitato di Roberto Morassut non si spingevano a prevederne oltre le 60mila. Tanto è vero che si valuta se aprire i primi seggi sabato. Renzi, per evitare un crollo verticale dell' affluenza che non sarebbe un gran risultato neanche per lui (nonostante i giochi di prestigio fatti per separare la sua faccia da quella delle competizioni), lunedì ha lanciato un appello al voto via E news, con video apposito. Ma il clima resta moscio.
Era previsto per domani un confronto su Sky, con tutti e sei i candidati. Annullato: la tv avrebbe voluto che si confrontassero solo i due favoriti, Roberto Giachetti e Morassut. Si farà versione minimal, al Nazareno, trasmesso da Unità tv. Confronto o no, i due comunque mantengono i toni bassi. 

"Non litigherò con nessuno, i romani sono stufi, hanno bisogno di altro", dice, animato, Giachetti. Il quale parte favorito e pure investito da Renzi. Ma Morassut sta facendo di tutto per togliersi di dosso l' etichetta di anti renziano e candidato della minoranza. E così, la competizione perde smalto. Peraltro, i due non trovano un argomento di polemica "forte". E visto che il dibattito che tiene banco a Roma riguarda ancora soprattutto i veri motivi della cacciata di Marino e la poca presentabilità del Pd romano, nessuno dei due sembra troppo propenso a entrarci. "Io monto gazebo. Voteranno in molti", dichiara sornione Matteo Orfini, presidente del Pd e Commissario di Roma. È l' unico detentore dei sondaggi ufficiali, che però continua a non diramare.
Nello staff di Giachetti si respira ancora la certezza di un certo vantaggio, in quello di Morassut assicurano di avere rilevazioni che vedono i due alla pari.

Se a Roma ce la mette poco, a Napoli Renzi la faccia non ce la mette affatto. L' affluenza prevista non è data a più di 35mila persone. E la candidata portata dai renziani doc e dai Giovani Turchi, Valeria Valente, seppure in vantaggio negli ultimi sondaggi, viene dai più percepita come perdente rispetto ad Antonio Bassolino, che si è candidato contro la volontà del segretario-premier. A Trieste, infine, il senatore dem Francesco Russo ha sfidato il candidato già "designato" dal Pd locale e accettato Roma, Roberto Cosolini. I vertici nazionali lasciano fare. Il controllo è sfuggito, tanto vale defilarsi.


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