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Donna Olimpia, stop al seggio nel circolo ribelle


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Roma, 03-03-2016
Fonte: La Repubblica

SONO stati puniti, i ribelli di Donna Olimpia. Uno dei nove circoli romani definiti "virtuosi" da Fabrizio Barca ma, a dispetto dell' ottima pagella, finito dietro la lavagna del commissario pd, che ha deciso di sopprimerlo per accorpamento con la vicina sede di Via Vipera - che anche i nomi hanno un senso nello psicodramma monteverdino - non sarà seggio delle primarie. Come è sempre stato sin dal 2005. A farne le veci, per sommo della beffa, un gazebo piazzato proprio lì davanti. Che ha almeno il pregio di non avere portoni a prova di fabbro: quello che un paio di mesi fa Orfini trovò chiuso a chiave, per ritorsione contro il piano di riorganizzazione che aveva decretato la fine della sezione. Una sorta di purga stalinista: così l' hanno vissuta i militanti della storica sede intitolata a Miriam Mafai, quella degli ex assessori Paolo Masini ed Estella Marino, i più vicini all' ex sindaco-chirurgo. Che ora si appellano a Renzi, «il segretario nazionale ci incontri, venga ad ascoltare la nostra voce, quella di gente libera che ha sempre lavorato per il bene di Roma e del Pd», dice il segretario Federico Spannicciati. Bollando, tutti, come «vergognosa» una decisione «che qualifica chi l' ha presa ed esclude una realtà vitale e appassionata dallo sforzo di ricostruire un rapporto di fiducia coi cittadini dopo Mafia-Capitale e l' affossamento della giunta Marino. Invece di mettere tutti al lavoro per il successo delle primarie, si punisce chi ha osato dissentire dai diktat del commissario Orfini, solo perché volevamo essere ascoltati e coinvolti». Decisi a resistere, a «non farci intimidire». Perciò «domenica saremo aperti e offriremo a tutti cappuccino e cornetto contro questa ennesima prepotenza», affonda l' ex segretario dem Marco Miccoli. «È dunque questo il Pd voluto dal commissario», rincara il deputato della minoranza: «Un partito dove si mette il bavaglio all' opposizione interna e si lasciano intatte le correnti saldamente comandate dai vari capibastone. La federazione romana ed i territori sono ormai preda di gruppi di burocrati arroganti che impartiscono direttive senza alcuna discussione e partecipazione ». Durissima la replica di Orfini: «Il circolo di Donna Olimpia non lo ha chiuso la federazione, ma una di quelle correnti che hanno rovinato il Pd e che ha deciso di trasformarlo da luogo aperto a sede inagibile per i militanti». Non intende retrocedere di un passo, il commissario: «Trasparenza e agibilità non sono state garantite da chi non si rassegna al fatto che le degenerazioni del passato non torneranno più. E che i nostri circoli non possono essere sequestrati e trasformati in comitati elettorali». Una battaglia in cui quasi tutti gli aspiranti al soglio capitolino si sono schierati: a favore del circolo Morassut, Pedica e Rossi. Ma non Giachetti, il più "filogovernativo" dei 4, l' unico assente al confronto tra sfidanti organizzato ieri a Donna Olimpia. «Questi sono problemi del partito, del commissario, io faccio il candidato alle primarie», ha liquidato la questione il renziano. Evidentemente allergico a barricate e dibattiti.


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