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#TuttaRoma Diario di strada - X Municipio


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Roma, 02-03-2016

#X Municipio

#1. Ore 15.00 siamo a bordo del trenino Roma Lido, la nostra fermata è Casal Bernocchi, ad attenderci ci sono alcune organizzazioni cittadine pronte a fare da guida al X Municipio. Appena fuori dalla stazione la prima criticità che si palesa alla nostra vista è la congestione delle auto degli utenti della metro: in sostanza un parcheggio diurno che provoca un forte disagio ai residenti. Alla nostra destra, invece, c’è l’ex bocciofila, un tempo punto di aggregazione del quartiere, ora dismessa e senza copertura a causa della presenza di amianto. Dato il trascorrere degli anni, qui non si tratta solo di un’opera di bonifica, di nuova copertura ma di una vera e propria ricostruzione, affinché possa essere restituita a nuova vita. I problemi non si esauriscono qui, perché ci vengono segnalate diverse istanze che da tanto tempo attendono una risoluzione, come la scuola di fronte che si protende su una strada a senso unico e il relativo caos che si genera nelle ore di punta; il campo sportivo di proprietà comunale ma gestito da una Onlus, con concessione scaduta da 14 mesi; e, ancora, il Parco della Madonnetta che si estende per 11 ettari, preda di molti appetiti, e rientra nella dolente questione dei Punti Verde Qualità.

#2. Da Casal Bernocchi andiamo a Piazza Capelvenere: seconda tappa di questo pomeriggio. Qui si apre un altro paragrafo sulle incompiute della nostra città. Ebbene sì, perché anche quest’area - che rientrava nel progetto delle 100 piazze - seppure ben servita dalla stazione di Acilia, sebbene dotata di parcheggio, è nata senza un progetto preciso, non è mai decollata e versa attualmente in stato di abbandono. Le attività commerciali che si affacciano su di essa sono ridotte all’osso, spazi vuoti da mettere a bando; la zona è priva di illuminazione e controlli, tutti fattori che generano insicurezza e poco appeal sul piano degli investimenti. Un vero peccato per un’opera che doveva essere uno dei fiori all’occhiello del processo di riqualificazione di Acilia di fatto mai attuato, a causa di un’impraticabilità di fondo legata alla natura non densificata del quadrante in cui insiste. Spostandoci di pochi metri, ci siamo rivolti proprio verso la già citata Stazione di Acilia, anch’essa in condizioni di salute precarie, con serrande rotte e – soprattutto - un grande piazzale proprio all’uscita della fermata mai utilizzato.

#3. Il terzo appuntamento di questo pomeriggio di sole al X Municipio è a Ostia Antica. Abbiamo fatto visita al Centro Sociale Anziani Lo Scariolante, così chiamato in riferimento ai braccianti che tra fine ‘800 e primi ‘900 trasportavano la carriola per i lavori di bonifica delle terre vicine al Tevere. Come in altri circoli, anche in questo caso l’esigenza primaria è la revisione del regolamento dei centri per anziani. La loro struttura appare in buone condizioni; e sono in grado – attraverso iscrizioni, donazioni e iniziative - di mantenersi autonomi. Dalla comunità del Centro ci sono state poste alcune problematiche che concernono l’assenza delle fogne a Ostia Antica; un’inefficace valorizzazione del patrimonio storico artistico e le difficoltà per i turisti a raggiungere e usufruire delle possibilità immense questo territorio è in grado di offrire.
Salutati gli amici del Centro non ci siamo lasciati scappare l’occasione di fare un giro nel caratteristico Borgo che custodisce il Castello di Giulio II, costruito tra il 1483 e il 1486, dal Cardinale Giulio Della Rovere e futuro Papa Giulio II; nonché sede della dogana pontificia per le merci che arrivavano a Roma via mare. Un prezioso gioiello del nostro patrimonio che allo stato attuale risulta chiuso al pubblico, per il mancato completamento dei lavori di ristrutturazione: una situazione paradossale per un territorio che dovrebbe fare del turismo il proprio punto di forza.
Trovandoci a Ostia Antica e parlando di beni culturali, non possiamo non trattare con le persone che ci stanno accompagnando la questione degli scavi, sito archeologico di grande estensione (150 ettari ca.) di cui solo il 40% della città antica è stato riportato alla luce, il resto è ancora coperto. Nonostante la sua dote immensa è un’area che stenta a trovare il riscontro che merita in termini di tutela e valorizzazione.

#4. Il X Municipio è, dunque, storia, cultura, patrimonio ma è anche mare e circa 15 chilometri di spiagge: alcune, quelle in prossimità della città, attrezzate; altre invece, quelle più distanti dal centro abitato, completamente immerse nella suggestiva macchia mediterranea. Per questo ci siamo diretti verso il lungomare di Ostia. Le criticità del litorale sono numerose, dalla scarsa promozione all’assenza di punti d’informazione turistica (PIT) presso aeroporti e stazioni; dalle poche strutture ricettive all’inadeguatezza dei collegamenti con il centro; tutti fattori che sviliscono l’enorme potenziale del territorio con ricadute sullo fronte economico e lavorativo. Una questione molto sentita dalla cittadinanza è l’abbattimento del Lungomuro, ex Ufficio Tecnico del Municipio X, un edificio fatiscente che impedisce la vista del mare.
A proposito di collegamenti, abbiamo incontrato una delegazione dell’associazione Ciclisti di Ostia che da tempo si batte per una mobilità più sostenibile. La realizzazione e risistemazione di percorsi ciclabili, serviti anche da aree bike-sharing sia in punti strategici del territorio sia presso le stazioni della Roma-Lido, servirebbe a disincentivare l’utilizzo dell’auto e di conseguenza ad alleggerire il traffico con un impatto positivo anche sull’ambiente. Inoltre, farebbe da richiamo per tutti gli amanti del ciclo-turismo e consentirebbe un’ulteriore valorizzazione dei siti di interesse sia naturalistico che storico-archeologico.
Negli anni, in tal senso, si contano numerosi progetti mancati; alcuni finanziati, il cosiddetto GRAB, il progetto partecipato per la realizzazione di un anello ciclopedonale di 44,2 km che si sviluppa completamente all’interno della città di Roma, per favorire l’interscambio bici-treno. Per gli abitanti questo disegno presenta alcune criticità, in particolare sui punti di snodo; poiché - secondo il progetto attuale - finirebbe sotto il Ponte della Magliana, quando in realtà sarebbe dovuto arrivare sino al mare. In sostanza non si apportano particolari giovamenti al territorio di Ostia che continua a mantenersi isolato, anche per la mancanza di collegamenti veloci tra la zona ex Fiera di Roma e Ostia-Eur, per raggiungere i centri commerciali o l’aeroporto. Qui, inoltre, c’è anche il problema dell’attraversamento del fiume, venticinquemila persone passano il ponte della Scafa che collega Ostia e Fiumicino, anche in questo senso si erano iniziati dei lavori di rafforzamento del passaggio interrotti per ritrovamenti archeologici, lasciando il punto di snodo depotenziato.

#5. Salutata l’associazione dei ciclisti, la nostra prossima tappa è la sede della Comunità di Sant’Egidio (Via Baffigo 7). Qui abbiamo trovato uno dei 13 laboratori artistici (che ogni anno lavorano su un tema tutti insieme, con mostra finale) e tante bravissime persone all’opera, alcune con disabilità, impegnati nell’arte del disegno e della pittura. La comunità risiede qui dagli anni ’80 e le attività artistiche - prima iniziate per caso - oggi si sono rivelate un grande canale di comunicazione. Ad ogni modo, il metodo di base è la conoscenza e l’amicizia tra gli individui.  Accanto c’è una cucina per preparare pasti caldi per persone senza fissa dimora (circa 150). A tal proposito, sono riusciti ad innescare una vera e propria gara di solidarietà tra gli esercizi commerciali della zona come panifici e ristoranti che forniscono loro alimenti o piatti in grande quantità.
Un’altra stanza ospita la Scuola della Pace dove studiano e si divertono bambini di tutte le etnie. Le attività si svolgono due volte a settimana, i piccoli hanno la possibilità di fare compiti con il supporto di insegnanti e di imparare a stare insieme, senza barriere culturali e sociali.

#6. Salutati i bimbi della Scuola della Pace che ci hanno mostrato dei bellissimi disegni su cosa rappresentano per loro i corridoi umanitari, ci siamo diretti all’Hotel Aris Garden per la nostra assemblea conclusiva con tanti cittadini, organizzazioni e Federica Angeli, giornalista sotto scorta.

Di seguito gli interventi.

Mario Sarno, Rappresentante centro anziani all'Infernetto
Mi sono impegnato a costruire questo centro nel 2010 perché c’erano tanti anziani in giro per strada e nessun luogo di aggregazione. I locali ci sono stati messi a disposizione dal parroco e, con il trasferimento della chiesa nel nuovo edificio speravamo che ci venissero affidata la vecchia struttura. Abbiamo inoltrato nel 2013 la richiesta per l’affidamento definitivo dei locali e siamo ancora in attesa. Volevo chiedere cosa pensa del sociale, delle persone anziane e se ha intenzione di sostenerci

Francesco Friscia, comitato nuova Ostia
Il comitato è nato nel 1986 e il nostro fiore all'occhiello è la realizzazione di piazza Gasparri. Abbiamo due richieste: riproporre il referendum per far diventare Ostia un comune indipendente; affrontare in maniera energica il problema dell’assenza delle rampe per disabili. A Roma è infatti difficile trovare un incrocio dove i disabili possono usare gli scivoli e, dove ci sono, spesso nessuno controlla. Come comitato avevamo realizzato una mappa di Ostia con i punti critici, addirittura l’Ufficio postale di Nuova Ostia non aveva uno scivolo. Una delle priorità per una città deve essere quella di permettere a tutti i cittadini di usufruire dei servizi.

Daniela Polito, lavoratrice nel Turismo estero ad Ostia
Auspico che Giachetti non getti al mare quello che la precedente amministrazione ha fatto di buono per Ostia. Noi che operiamo nel turismo ma anche tutti gli albergatori della zona avevamo condiviso il progetto che il mare di Roma fosse finalmente liberato dall’ossessione della balneazione. La speranza è che Castel Porziano e Capo Cotta, che erano i punti di riferimento per il turismo estero ad Ostia, possano rivivere tramite un  tavolo concordato; occorre poi restituire a Roma la visibilità del mare.

Francesco Bonafaccia, cittadino
Parlo a nome delle persone che non stanno né ad Ostia né a Roma, ma che vivono nel limbo di terra di mezzo a cui non interessa niente a nessuno e che devono affrontare un grave problema di dissesto idrogeologico. Non c'è un progetto per la sistemazione idrogeologica e quindi non si possono chiedere soldi all'Europa. Bisogna poi parlare del problema della mobilità e in particolare della Roma -Lido. C'è una società francese che ha proposto un contratto di servizio vantaggioso, con la messa a norma dell’intera ferrovia in cambio di un contratto di gestione per un periodo abbastanza lungo. La domanda è: ma perché non si fa?
Dal punto di vista politico, la necessità di dare più potere ai municipi  deve essere portata avanti con il coordinamento del comune, e fare in modo che i cittadini possano credere che in futuro non accadano più quelle cose che hanno flagellato tutti i partiti compreso il nostro. Per farlo, la maniera più semplice è rendere tutto trasparente.

Claudio Forzi, segretario uscente del Circolo PD Casal Palocco
I problemi di dissesto idrogeologico e mobilità sono collegati, perché negli anni abbiamo assistito a uno sviluppo senza regole di Ostia, che è estesa e popolata come una città media italiana. Qui decine di migliaia di persone si spostano sulla Roma lido e su linee risalenti a sessant’anni fa. Il problema dissesto idrogeologico va risolto, e ci sono comitati che hanno formulato ipotesi di risoluzione. Io ti chiederei di prendere in mano la situazione e creare dei gruppi di lavoro concreti.
Per la mobilità, sarebbe possibile creare un circuito ciclabile in sicurezza. Ci vuole inoltre un'azione decisa contro il degrado.

Ezio Pietrosanti, Presidente comitato di quartiere Acilia centro sud
Noi abbiamo piani di recupero urbano importanti, uno fondamentale è quello di Monti San Paolo da 14,5 milioni di euro che permetterebbe il raccordo tra due quadranti della città ma che non viene però ancora portato a termine per . Altri temi sono il recupero delle Terrazze del Presidente, il problema della Roma lido e la criticità del sotto passo di Acilia, un'opera monca di cui nessuno parla più. Non c'è logica costruttiva e ingegneristica in molte opere iniziate e interrotte per mancanza di fondi. Altro tema è poi l’area verde, noi stiamo provando a lavorare in questo senso cercando di prevedere incentivi per chi si impegna su questo punto. Per quanto riguarda le discariche, abbiamo provato a dialogare con l’ex assessore all’ambiente per acquisire aree di discarica nel nostro territorio, anche in maniera impopolare, per creare economia ma purtroppo non è stato possibile. Le cinque discariche sono però molto lontane e questo comporta costi notevoli per il trasporto dell’Ama.

Fausto Testacuzza, Associazione Civiltà Nova
Ho firmato all’epoca il PRG del litorale del Tevere, e la bonifica dopo 132 anni andrebbe aggiornata come canali e strutture. Dobbiamo pretendere questo adeguamento della bonifica e alcune zone da recuperare, come per esempio la Riserva del litorale, devono diventare occasione di sviluppo. Altra questione è poi quella dell’adeguamento dell’aeroporto di Fiumicino, che nei prossimi anni vedrà quasi raddoppiato il numero di utenti. Questo adeguamento non deve però riguardare solo Fiumicino e Roma, ma creare infrastrutture che, per esempio, colleghino l’Infernetto a Fiumicino.

Serena Cavallo, ex presidente del non-consorzio e comitato di quartiere
Casal Palocco è nata da una truffa, nel 1960, perpetrata dal comune sino ai giorni nostri. L’ultima volta nel 2012 abbiamo fatto un esposto per la creazione, già chiesta in passato, di un consorzio di diritto pubblico ma si presentò il comune dichiarando che non c’era alcuna richiesta pendente. Falso, perché la richiesta risaliva al 1977, respinta con una delibera del comune nel 1978. Siamo 25/30 mila abitanti costretti a pagare per un non-consorzio e contemporaneamente paghiamo le tasse e spazziamo le strade di nostra mano. Abbiamo anche denunciato alcune irregolarità: c'era una zona di pineta, rinnovata nel 2012, sulla quale si sta costruendo un campeggio in cemento; via dei pescatori è stata rifatta tre anni fa ma di è nuovo tutta distrutta; il degrado e la sporcizia non è correttamente contrastata. Voglio che la città funzioni e se scrivo al municipio spero che questo mi risponda, cosa che ora non accade perché non c’è rispetto verso i cittadini. C'è una esasperazione generale e spero che lei possa essere la nostra speranza.

Marco Angeletti, giovani democratici del X municipio
Occorre continuare la battaglia per la legalità inerente “il lungo muro”: la lunga muraglia che, passeggiando nei pressi del lungomare di Ostia, impedisce di vedere il mare. Riconsegnare il mare ai cittadini di Roma è una priorità, insieme a quella di rilanciare la legalità con nuove idee. Nella zona di Nuova Ostia Il partito non è riuscito a creare un luogo di aggregazione sociale nei territori controllati dal clan Spada. In generale in tutte le periferie è necessario aprire nuovi centri di aggregazione sociale, culturale e sportiva per contrastare la criminalità.

Elsa Del Vecchio, Consorzio Nuovo Idroscalo
Fino a qualche anno fa il terrore della tanto bistrattata zona dell’Idroscalo, abitata da circa 250 famiglie, era rappresentato dal mare. Abbiamo comprato una seconda scogliera per arginare il mare e dare sicurezza agli abitanti. Siamo in un terreno demaniale per il quale siamo abusivi, quindi abbiamo sempre dovuto pagare illuminazione e servizi di tasca nostra. Ogni qual volta veniva fatto un abbellimento a una casa ci aumentavano le tasse, abbiamo un condono che al momento è fermo ma non siamo abusivi, lo siamo per certe realtà a livello superiore. In agosto è stato approvato un nuovo piano con il quale si è deciso che il Tevere debba esondare alla foce e, nonostante le precauzioni prese nell’ultimo periodo siamo comunque allagati su via dell'idroscalo, cosa mai successa precedentemente. L’impegno dell’amministrazione è stato quello di mettere un cartello con su scritto divieto di passaggio, anche se  le persone che abitano là devono poi percorrere 2 km a piedi per raggiungere le proprie cose. La domanda è: come si può sgomberare una intera comunità dopo 60 anni con la scusa che esonda il fiume? 

Paola Pau, cittadina
Ho letto che l'Italia e quindi anche Roma è all'ultimo posto per l’innovazione tecnologica. Quanto si intende spendere nell'innovazione? Stupisce che noi italiani siamo quelli ad usare più cellulari in media ma con un più  alto tasso di analfabetismo. Per quanto riguarda il decentramento, quanto questo discorso si lega al fantasma della città metropolitana? Roma è una città troppo piccola per chi si deve occupare di interventi ad ampio raggio ma troppo grande per poter fornire servizi di prossimità, e allora io mi chiedo: dove sta la verità, nel mezzo? La città metropolitana è stata creata ma esiste solo sulla carta, va inoltre data una risposta molto concreta alle persone che si sono impegnate nel progetto del Parco della Madonnetta.

Enrico Buonana, cittadina
La situazione debitoria del comune di Roma è nota a tutti, con l’IRPEF più alto d’Italia. Le società che sono in utile dobbiamo cercare di tenerle vive e chiudere con quelle che sono in passivo. Per quello che riguarda la situazione degli Aeroporti, io aumenterei la quota di partecipazione del comune. Solo i privati possono investire, ed è impensabile in questo periodo vedere investimenti concreti. Il comune deve privatizzare e utilizzare lo strumento del project financing e quote di partecipazione per aiutare gli investimenti privati.

Fabrizio Nikzad, cittadino
Ci tengo a sottolineare la bellezza di questo territorio, è un territorio da valorizzare e Ostia deve entrare nel programma delle istituzioni di più rispetto al passato. La necessità è quella di sentire un bene comune come nostro, in particolare il mare, e il mio auspicio è cacciare chi in questi anni ha gestito il mare come qualcosa di personalistico. In ultimo, si dimentica quasi sempre il monumento Tor San Michele, ed è incredibile che un monumento progettato da Michelangelo non sia fruibile. Facciamo qualcosa per la cultura e manteniamo la legalità.

La nostra assemblea si chiude con intervento chiaro e forte di Federica Angeli che, nonostante la sua vita e quella dei suoi cari sia costantemente sotto minaccia, ha deciso di non abbandonare questo territorio. L’intervento della giornalista sottolinea che a Ostia hanno attecchito a lungo le mafie anticipando spesso lo Stato. I temi posti questa sera sono fondamentali ma solo con lo sviluppo di una cultura della legalità, come rileva Federica, Ostia può ripartire e sopperire a tutte le difficoltà ascoltate a partire dal problema del dissesto idrogeologico: un tema cavalcato dagli estremismi e dal malaffare. E il quartiere dell’Idroscalo non fa eccezione. Federica ci ricorda che cambiare le cose in questi luoghi è difficile ma alla fine vinceranno gli onesti.  
Proprio il desiderio di onestà, trasparenza e legalità sono le parole chiave che abbiamo intercettato durante il nostro pomeriggio al Municipio X. Termini che sono i baluardi primari attraverso cui ripensare l’evoluzione che questo territorio merita; istanze che - in un modo o nell’altro - interessano tutte le criticità che abbiamo osservato e ascoltato oggi. Non possiamo tralasciare la questione della mobilità zoppicante che va – al contrario - messa in prima linea, per restituire agli abitanti quella mezz’ora di vita in più da dedicare a se stessi o alle proprie famiglie.
Vogliamo sottolineare anche l’importanza di dare respiro alle azioni di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, sociale e ambientale che sono la grande risorsa e bellezza di quest’area, che ha tutte le carte in regola per diventare il vero e definitivo volano dell’economia di Ostia, assecondando la sua vocazione naturale.

#tuttaRoma strada per strada. 


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