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Roberto Giachetti > Politica > articolo

Quando la Giustizia è forte con i deboli e debole con i forti


Roma, 15-07-2009

Sarebbe bello credere che si tratti di un luogo comune, ma troppo spesso restiamo impotenti di fronte a casi che mettono in discussione la credibilità dell’intero sistema giudiziario e delle norme in base a cui esso agisce ed opera.

La giustizia italiana continua a rivelare tutte le falle e le inadeguatezze rispetto alla propria ragion d’essere: giudicare e punire in modo equo i comportamenti contrari alla legge dello Stato, fondandosi su un impianto normativo quanto piu organico e coerente possibile. Talvolta, molto piu che talvolta, questo non accade. Accade invece che un tossicodipendente rubi in un discount un pacco di wafer e venga condannato a 3 anni di carcere perchè, in quanto recidivo (per piccoli furti, si immagina magari di analogo tenore), non ha diritto alla concessione delle attenuanti generiche prevalenti (come previsto dalla legge Cirielli). Ed accade anche (sempre in virtù della medesima legge) che i cosiddetti “colletti bianchi” nostrani si vedano accorciare i tempi della prescrizione del reato senza restituire i frutti della truffa compiuta ai danni di migliaia di risparmiatori, come accaduto per il crack Parmalat.

Mentre questi attenderanno chissà per quanto la restituzione del maltolto, la giustizia made in Usa ci umilia con pene esemplari in casi analoghi. Un esempio per tutti? Pensiamo a Bernie Madoff, ex presidente della Nasdaq, coetaneo di Calisto Tanzi, condannato a 150 anni di carcere e ad un risarcimento del valore di 170 miliardi di dollari! E’ proprio di fronte a queste discrasie, ad una schizofrenia evidente sia dal punto di vista dell’equità e della certezza della pena che sul piano dell’applicazione e dei tempi, che si misurano le ragioni della scarsa fiducia dei cittadini nella giustizia.


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