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#TuttaRoma Diario di strada - V Municipio


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Roma, 04-03-2016

#Municipio V

#1. Il nostro diario di questo pomeriggio inizia da Piazza De Cupis, dove abbiamo appuntamento con il CdQ di Tor Sapienza. Difficile non immaginare e soprattutto non comprendere le loro istanze. È un racconto a tratti stanco, per lo più arrabbiato, quello che proviene dai residenti perché – come ci dicono - negli ultimi anni la situazione è precipitata notevolmente. Le criticità sono parecchie, sicuramente la presenza di uno dei campi rom più discussi della città e l’occupazione di alcuni stabili rappresentano i temi più scottanti. La denuncia riguarda anche il degrado di molte zone del quartiere, la percezione di insicurezza per adulti e piccini; il mancato riscontro dell’opera di AMA. Negli anni il CdQ ha provato anche a chiedere all’amministrazione locale forme di tutela per la scuola che si affaccia sulla Piazza, in particolare nelle ore di punta in cui il traffico si congestiona e si creano problemi di attraversamento in sicurezza per i bambini, senza ottenere alcun risultato positivo. 

#2. L’atmosfera si fa ancora più calda quando raggiungiamo lo spiazzale del Centro Culturale Morandi tra i numerosi blocchi delle palazzine ATER. Qui incontriamo residenti ed occupanti, rappresentanti di numerose famiglie sotto sgombero. Sgomberi che – come ci riferiscono -stanno avvenendo in maniera massiccia e indiscriminata, a prescindere dalla presenza nelle abitazioni di persone molto anziane o con gravi problemi di salute.
La richiesta imperante da parte degli esponenti dei movimenti per la lotta per la casa è la cancellazione dell’ art. 5 secondo cui: “chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza, né l’allacciamento a pubblici servizi in relazione all’immobile medesimo e gli atti emessi in violazione di tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge”. Non avere diritto alla residenza significa, dunque, non potere iscrivere i figli a scuola, non avere accesso alle cure mediche, neanche quelle di base. Per i migranti corrisponde anche al mancato rinnovo del permesso di soggiorno, quindi a ripiegare sul mercato nero degli affitti e del lavoro. Non ci sono solo le case occupate, ma anche una serie di bassi lungo un corridoio ormai buio, un tempo destinati ad esercizi commerciali, ora approntati a dimore.
Il coro delle proteste è unanime nel lamentare – almeno sino a oggi - la grave disattenzione, se non il totale silenzio, della politica sull’emergenza abitativa: un fronte che sta diventando sempre più rovente anche a causa dei recenti fatti di cronaca.
Nell’area risiedono due importanti esperienze sociali: l’Ass. Antropos, un polo di aggregazione giovanile impegnato nella prevenzione del disagio minorile; e il Centro Culturale Municipale Giorgio Morandi che svolge numerose attività formative, ludiche ed espositive a favore di ogni età. Due istituzioni che per un tessuto sociale e urbano molto fragile, com’è quello di Tor Sapienza, rappresentano baluardi fondamentali contro la micro criminalità.

#3. Terzo appuntamento della nostra visita al V Municipio è il Centro anziani Tor Tre Teste situato in Via Roberto Lepetit 86. Accolti dai numerosi iscritti, siamo stati introdotti dal Presidente Salvo Fannunza alla logica della struttura che – come ci ha spiegato - si compone di due realtà integrate: da una parte il Centro anziani (dai 55 anni in su) e dall’altra il centro culturale polivalente (non prevede limitazioni di età). La presenza di questi due centri all’interno dello stesso edificio permette un’equilibrata convivenza, compartecipazione e comunicazione tra le diverse generazioni del quartiere che si ritrovano pacificamente a partecipare alle diverse attività organizzate.
La struttura, un ex asilo, è inoltre in possesso di una cucina grazie alla quale si organizzano momenti conviviali per stimolare le relazioni, la socialità e il dialogo intra-quartiere.
Vengono inoltre offerti numerosi servizi in ambito sociale, sportelli di informazione, consulenza legale.
Ai fini di un’efficienza maggiore, analogamente ad altri centri anziani che fino ad ora abbiamo visitato, ci è stata fatta notare la necessità di un aggiornamento del Regolamento per dare maggiore respiro alla gestione del circolo. Proseguendo nella nostra passeggiata nel Centro anziani abbiamo avuto la possibilità di incontrare alcuni degli iscritti mentre si svolgeva un torneo di Burraco, una delle attività quotidianamente offerte dal centro.
Ad aspettarci al centro anziani, inoltre, vi erano alcuni rappresentanti della realtà del mondo sportivo del quartiere che ci hanno esposto le numerose difficoltà nelle quali si imbattono a causa della “latitanza” normativa dei centri sportivi comunali. Ciò è dovuto alla mancata messa in vigore del nuovo regolamento di cui era stata fatta una bozza durante il mandato Marino ma la cui approvazione è stata bloccata in Consiglio comunale. Questa situazione ibrida, ci fanno notare, risulta pericolosa in quanto sviluppa azioni che sconfinano nell’illegalità.

#4. Una volta salutati i membri del centro anziani e delle realtà sportive di quartiere, prima di proseguire con il nostro tour abbiamo fatto un breve intervento all’assemblea organizzata da CMB che, insieme ad alcuni rappresentanti della rete civica dei cittadini, ci hanno esposto alcune problematiche legate al territorio, alla comunicazione e coordinazione con le istituzioni e alle loro attività.

#5. Il nostro ultimo appuntamento del pomeriggio, prima di recarci all’assemblea, è con i cittadini di Centocelle in Piazza San Felice da Cantalice, luogo riqualificato, in prossimità della Metro C che sembra avere sollevato – almeno in parte – il problema della mobilità; anche se con un’uscita non agibile. 

Insieme alle mamme della scuola Cecconi che ci sono venute incontro siamo andati a vedere il giardinetto, “Isola Felice”, che hanno adottato e all’interno del quale stanno predisponendo un orto. Purtroppo l’area non è illuminata e manca la vigilanza. Sarebbe bello, inoltre, poter installare anche dei giochi per i bimbi. 
L’incontro è stato proficuo per affrontare alcune criticità in ambito sociale, ci sarebbe il desiderio di rendere il questo piccolo parco fruibile anche a ragazzi con disabilità motoria, affinché possano integrarsi con i propri coetanei e condividere essi i medesimi spazi comunitari al di là di qualsiasi barriera. 

#6. Il tempo stringe, salutiamo le mamme e i piccoli che ci hanno mostrato con orgoglio il loro polmoncino verde e ci dirigiamo verso la nostra assemblea ospitata dallo Spazio Diamante

Di seguito gli interventi. 

Alessandro Longobardi, spazio Diamante
Abbiamo riqualificato questo spazio, ex sala Bingo, perché la partecipazione è fondamentale. Qui nel centro ci sono due realtà importanti, una è la scuola di danza e l’altra è la gestione di alcune attività serali legate al teatro. La mia esperienza deriva dagli anni passati a gestire la sala Umberto di Roma e, negli ultimi quattro anni, il teatro Brancaccio. Svolgiamo un importante servizio culturale per la comunità ma siamo sostanzialmente una realtà privata, non abbiamo alcun aiuto dalle istituzioni ma ci crediamo e i numeri ci confortano: circa 400 ragazzi che frequentano il centro. Abbiamo una scuola di formazione, abbiamo deciso di creare un piccolo polo culturale che potrebbe diventare un cosiddetto “distretto culturale”. L’attivazione  di questo progetto potrebbe creare numerosi posti di lavoro e dare visibilità ai settori di turismo e cultura di questa città. Questo è un appello che lancio alla Regione e al comune affinché possano lavorare insieme e non in contrapposizione. Ultima questione su cui stiamo lavorando è il recupero dell’ex cinema Impero dove oggi abbiamo 11 sale prova aperte, solo il 10% di tutta la struttura. C'è molta strada da fare, anche se già ora svolgiamo un sacco di iniziative senza però riuscire ad accedere ai fondi pubblici;

Gianmarco Palmieri, Presidente del Municipio
Il nostro Municipio è ricchissimo di problemi ma anche di opportunità, come abbiamo avuto modo di verificare questo pomeriggio. La cosa fondamentale è far incontrare le grandi energie presenti sul territorio con un interlocutore credibile come Giachetti. 

Giuseppe Pizzuto, dir. Galleria Wunderkammern
Siamo una realtà attiva dal 2008 e nel corso degli anni siamo riusciti a portare in questo territorio molti artisti e soprattutto una vera innovazione, occupandoci di arte urbana anche prima che diventasse una moda. Coniugando spazi museali con artisti italiani e internazionali abbiamo dato vita a mostre che hanno riscontrato un notevole successo, con una frequenza di 1.500-2.000 persone. Questi dati, che chi si occupa del settore sa essere straordinari, confermano la grande fame della gente per iniziative culturali di questo tipo. Non bisogna quindi sottovalutare le potenzialità della cultura e, pensando a Roma,  non rimanere fossilizzati solamente all’incredibile patrimonio artistico e culturale classico ma valorizzare anche il contemporaneo, che può davvero offrire molto. 

Claudio Tosi, Cemea
Io mi occupo di sociale e questo municipio si è sempre distinto nel campo del sociale, anche a livello di enti, in maniera rispettosa e innovativa rispetto alla legge. In questo momento tale ambito si trova in una situazione di stallo come tutto il sistema amministrativo, ed è alla politica che spetta il compito di rimettere in moto la parte amministrativa. In questo territorio i cittadini sanno come far sentire la loro voce in maniera legale, si sanno aggregare e sanno stare alle chiamate che l'amministrazione pubblica fa per rilanciare un concetto di politica che arrivi a tutti, anche alle persone più fragili. Noi pensiamo che tutto possa essere cambiato da un sindaco e amministratori che semplicemente rimettono in piedi il meccanismo di concertazione, trasparenza e fiducia con i cittadini. 

Gianluca Ribalbelli, Vice coordinatore Urban Center
Il problema dei Piani di Zona a Roma è grave molto più di quello che abbiamo potuto registrare con “Mafia Capitale” e deve rappresentare una priorità assoluta. I numeri infatti sono molto importanti, si parla di 3,5 miliardi lucrati negli anni alle spalle dei cittadini sui temi di Piani di Zona con oltre 200.000 cittadini e almeno tre zone coinvolte.
Siamo arrivati a limiti insostenibili,  lo stesso prefetto ha detto che la gestione da parte dell’amministrazione comunale è stata disastrosa, al limite dell’immorale: cittadini che vengono truffati e cacciati di casa, piani di zone e interi territori dove la gente vive senza fogne, acqua e luce. Mi auguro che la prossima amministrazione si impegni in questo senso, perché questo tema sta diventando sempre più urgente. 

Angelo Pandimiglio, Ass. Città Alessandrina, CdQ Alessandrino
Il comitato di quartiere, nato nel 1977, si è trasformato in Associazione legalmente riconosciuta Città Alessandrina nel 1998 per affrontare tutte le criticità che il territorio presentava e rappresentare un polo di aggregazione. La giunta Veltroni aveva riconosciuto l’iniziativa popolare che, con seimila firme, aveva formato un centro culturale integrato della Città Alessandrina. Il processo di partecipazione deve avere una risposta, perché la struttura aggregherebbe un centro sportivo con piscine a uno culturale con una biblioteca, oltre a fornire sale interne e terrazze alle varie associazioni di quartiere. Se sbloccato, il progetto riqualificherebbe l’intero quadrante da Palmiro Togliatti fino a Centocelle, con la costruzione di un trenino elettrico dal parco di Centocelle fino a Gabi e un sentiero ciclopedonale che permetterebbe ai cittadini di questi quartieri di usufruire del centro.

Maurizio Fallesi, Ass. Assalto al Cielo
Il dato del riscatto sociale e culturale è un aspetto fondamentale in questa città, spesso più della valorizzazione economica. Il problema principale è però l’assalto al territorio per far coincidere le speculazioni fatte con un guadagno economico, l’unico valore che sembra essere importante. Ma non è così, e occorre fermare l’annichilimento culturale e lo sfruttamento privato dei beni comuni. Per farlo occorre un controllo sull’utilizzo degli immobili del comune, anche perché ce ne sono alcuni che potrebbero essere gestiti a costo zero. Non possiamo accettare che vengano cacciate famiglie da stabili che poi rimangono inabitati o sfruttati da privati e, come detto, dobbiamo vigilare sui beni comuni intesi anche come beni abbandonati o da rivalorizzare per restituirli alla cittadinanza. Il futuro sindaco si deve prendere la responsabilità di risolvere la questione sociale di Roma.

Fabio Salandri, comitato genitori dell’istituto comprensivo G. Cesare
Ho imparato a lavorare in questo territorio, e la nostra associazione parte dalla scuola e si lega al territorio unendosi ad esso. Il bello di questo Municipio è la cittadinanza attiva, che è una risorsa da utilizzare come strumento per avviare una spinta riformista. Noi chiediamo, nella speranza di avere Roberto come sindaco, che il Municipio crei un tavolo di discussione per mettere a punto una normativa che valorizzi i cittadini e le associazioni che voglio essere attivamente utili sul territorio. Oggi c'è poco a riguardo e ci sono grosse difficoltà legate ad una burocrazia troppo farraginosa. Ultimo punto su cui prestare particolare attenzione è poi quello dell'edilizia scolastica. 

Fabrizio Molina, Ass. Nessun luogo è lontano
Qui a Roma i Centri interculturali sono un’iniziativa nata nei primi anni ’90, creati quando si è iniziato a capire che gli aiuti agli immigrati dovessero andare oltre la semplice fornitura di cibo e coperte. Proprio quando Giachetti era capo di gabinetto si è iniziato a fare qualcosa per i figli degli immigrati e per fare di questi ragazzi cittadini e cittadine di domani. Uno dei pochi interventi fatti dal comune per prevenire un problema e non per curarlo, sintomo di una visione acuta sul problema. Quest'anno però stanno chiudendo molti centri interculturali perché non si ricordavano più perché fosse stata presa quella decisione. Noi ci siamo opposti  in maniera sfacciata e agguerrita, perché se la sinistra non si occupa più di sociale che sinistra è? 

Alberto di Francia, pres. Storica palestra Judo Preneste e portavoce di oltre 100 Ass. di società sportive
In questa città ci sono molte difficoltà per chi si occupa di sport e l’associazionismo di base deve destreggiarsi tra mille difficoltà burocratiche. Un tempo nel municipio si parlava di sport, cultura, scuola e sanità; i  giovani che venivano in palestra 60 anni fa oggi sono uomini con figli che hanno trovato nello sport quello spirito che gli permette di affrontare il degrado della città con animo diverso. 

Claudio Gnessi, CdQ Torpignattara
Torpignattara è un quartiere complesso, che definirei resiliente perché ha affrontato le sue contraddizioni cercando di risolverle in maniera positiva con la partecipazione attiva della cittadinanza. Il territorio offre casi di studio interessanti ma purtroppo sconta una situazione di abbandono, con presidi istituzionali carenti e investimenti da rifare. Le uniche attenzioni sono arrivate da alcuni esponenti del Municipio che hanno creduto ciecamente e un po’ follemente alla realizzazione di alcuni progetti, come per esempio il progetto San Galli, un’iniziativa che fa lavorare i disoccupati in condizioni borderline, ovvero senza una normativa che preveda l’intervento diretto della cittadinanza in situazioni critiche come l’abbandono di un parco. C’è poi la situazione dell’eco museo, che fa capire come ci siano tante risorse sul territorio che potrebbero essere sfruttate per vivere di verde. Stiamo parlando di un territorio che va recuperato nella narrazione del passato, per esempio nella memoria di Paolo Morettni, scomparso da poco, uno dei tanti partigiani di Torpignattara che ha partecipato alla liberazione della città. Questo quartiere deve diventare ed essere considerato come un rione storico fuori le mura, perché ha dato tanto a Roma e probabilmente non ha ricevuto lo stesso in cambio. Ora chiediamo, anzi pretendiamo, attenzione.

Roberto Corsi, Sant'Egidio 
Siamo presenti da alcuni decenni con molte attività soprattutto con il progetto per i bambini della Scuola della Pace e della scuola di italiano e di cultura italiana. Forniamo poi assistenza e aiuto a persone senza fissa dimora o persone adulte con handicap. Questa realtà sociale e territoriale potrà cambiare solo con l'aiuto di tutti, attraverso l'incontro tra le diversità culturali del territorio. L'importante è conoscersi, incontrarsi, abbattere i muri. Siamo una realtà di strada perché non riusciamo a trovare degli spazi fissi ma siamo ospiti itineranti.

Roberta Ragni, Ass. 100 zampe
Parlando di cani parliamo anche di persone, di proprietari di animali. È quindi importante realizzare dei luoghi specifici per il benessere dell’animale che siano però anche luoghi di aggregazione e che aiutino a recuperare il verde urbano. Le aree per i cani vanno utilizzate correttamente e, anche se siamo una piccola realtà, vogliamo sensibilizzare le persone. 

Paola Meta, Ass. Ruota libera Teatro Centrale Preneste
Il progetto è nato nel 2012 e ogni anno organizziamo rassegne, laboratori e intense attività interculturali per adolescenti. Siamo diventati un punto di forza per le famiglie della zona applicando dei prezzi di agevolazione sociale, ma bisogna fare una progettazione a lungo termine e continuativa che al momento è assente.

Veronica Cruciani, regista e portavoce di alcune ass. culturali 
Il Teatro Biblioteca Quarticciolo doveva essere riaperto a gennaio a fronte di un bando vinto da me e altri artisti ma al momento non si hanno certezze. Il Teatro, che negli anni è stato comunque protagonista di numerose chiusure, è un punto di riferimento importante per il territorio e per gli artisti. Questa disattenzione è molto grave, a maggior ragione perché quella struttura, che è anche una biblioteca, è sola in un territorio dove mancano i servizi. La questione è che quando parliamo di Roma dobbiamo parlare di tanti centri e non più di periferia in contrapposizione al centro, e cambiando questa mentalità potremmo cambiare davvero le cose.

Alessandro Barcini, Spazio Centro 6
Quando sono venuto a lavorare qui circa 18 anni fa, questo Municipio mi ha fatto un’impressione incredibile perché il sociale sembrava essere una macchina perfetta, dove gli enti gestori dei servizi e le amministrazioni collaboravano armoniosamente. Per molti anni abbiamo vissuto questa esperienza, ma nell'ultimo periodo è cambiato tutto credo perché,  da un po' di tempo, i bandi hanno stabilito che si va a ribasso, ed è come se amministrazione chiedesse lo sconto. Il fatto che chi è disposto a lavorare con meno soldi vince le gare sta svilendo la questione sociale e generando una situazione assurda.

Alessandro Silbi, Ass tra carabinieri in congedo e martiri di Nassiria
Volevo solo lanciare un appello: dobbiamo mettere al centro della città le associazioni di volontariato, che hanno una forte volontà di partecipare e spesso non gli è permesso. I nostri 251 volontari sui mezzi dell’ATAC hanno fatto entrare nelle casse il 38% in più dai titoli di viaggio e il 22% in più dei controllori non è stato aggredito.

Fabio Ridolfi, cittadino
Parlando di trasporti, in questo Municipio c’è una grande incompiuta: il nodo del Pigneto. Per il Comune e la Regione il compito è stato rispettato, per l’RFI occorre mettere in comunicazione l’anello ferroviario con la recente Metro C con un’opera che per il bilancio della società sono spiccioli. Bisogna quindi applicare una pressione politica affinché il progetto venga concluso.  

Luigi Giacinti, coordinamento popolare parco di Casacalda
Sui 10 ettari del parco il capitolo Santa Maria Maggiore, quindi il Vaticano, vuole costruire 300mila metri cubici di cemento, con 3500 abitanti in più in un territorio già sovraffollato. Inoltre sarebbe ulteriore cemento in un parco che è un gioiello dell’intero Municipio e quello che chiediamo all’amministrazione è che si renda conto che ormai Roma è satura di case e che il problema abitativo si può risolvere semplicemente utilizzando gli stabili inutilizzati o abbandonati. Il parco deve restare parco e la situazione Santa Maria Maggiore si deve risolvere in un’altra maniera.

Gislaine Marins e Serena Baldari, Città delle mamme e Alveare,
La nostra associazione ha come obiettivo quello di aiutare la città ad aiutare la città, e che una città a misura di bambini e di anziani è disponibile per tutti. Parlando delle virtù di questo territorio, abbiamo inoltre lanciato per primi in tutta Italia un progetto chiamato Cinemamma e ora, purtroppo, non abbiamo più il nostro cinema Aquila, che era appunto il cinema di quartiere. Abbiamo poi dato vita al progetto Alveare, ora diventata una realtà indipendente, con la creazione di un coworking e del primo spazio baby a Roma dove le mamme possono lavorare e accudire i bambini. Chiediamo quindi all’amministrazione di aiutare e sostenere le nostre iniziative sociali a misura di bambino.

È stato un altro bel pomeriggio di ascolto al Municipio V dove l’emergenza sociale è certamente all’ordine del giorno. Le questioni abitative, l’emarginazione e gli insediamenti Rom sono tre criticità che vanno affrontate con coraggio e nel rispetto delle dignità delle persone che le vivono e di coloro che vi convivono. I tempi di attuazione devono essere ragionevoli ma non frettolosi, in contrasto con chi propone facili soluzioni ma ottuse e dagli effetti devastanti. 

“Quando parliamo di Roma dobbiamo parlare di tanti centri e non più di periferia in contrapposizione al centro”. Ben detto, Veronica! Grazie per il tuo pensiero perché il nostro tour #tuttaRoma è iniziato il 27 gennaio proprio con questo spirito che strada dopo strada si è arricchito del calore di tutti voi. Restituire la centralità che le periferie meritano; non dividere ma costruire rapporti sinergici tra il centro e i confini più estremi e popolati della città è il punto di partenza per mettere in moto la Capitale del nostro Paese. 

#tuttaRoma è un indice delle priorità dettato da voi, dalla vostra partecipazione; è un diario programmatico che si è originato dall’osservazione dei vostri gesti e dall’ascolto delle vostre parole ed esigenze. Perché Roma, nonostante le difficoltà, è cresciuta. È soggetta – come le grandi metropoli – a cambiamenti sociali, culturali, urbanistici repentini; dipende dalla volontà dell’uomo come dalla forza della natura. Forse non tutti se ne sono accorti. 

#tuttaRoma, grazie. 

 


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