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Giachetti conquista la Capitale Ma prende metà dei voti di Marino


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Roma, 07-03-2016
Fonte: QN - Quotidiano Nazionale

PRIMARIE senza sorprese. Roberto Giachetti, il candidato renziano, vince a mani basse. I risultati, sebbene non ancora definitivi, decretano il vantaggio schiacciante del vicepresidente della Camera: 64,1% contro uno scarno 27,5% dello sfidante, Roberto Morassut. Domenico Rossi si ferma al 3,3%, Chiara Ferraro è all' 1,5, Stefano Pedica all' 1,4%, Mascia è sotto l' 1%. Non appena escono i primi risultati, Morassut dichiara il suo sostegno a Giachetti. Ovvie le dichiarazioni di soddisfazione sull' affluenza dello stato maggiore del Nazareno, Lorenzo Guerini in testa («a Roma è un ottimo risultato, dopo tutto quello che è successo...»). Guerini è soddisfatto anche perché hanno vinto tutti i suoi candidati, a Roma come a Napoli, a Trieste come già a Milano. A mezzanotte arriva pure la telefonata di felicitazioni di Renzi, le parole entusiaste di Orfini, la festa al comitato Giachetti. Il quale, però, saggiamente dice «sarà lunga la strada per la vittoria». Infatti, l' ombra di Ignazio Marino torna ad allungarsi sul Pd della Capitale. I votanti alle primarie del Pd capitolino, sono, alla chiusura dei seggi, ore 22, neanche 50mila, e cioè quanti i voti presi dall' ex sindaco Marino alle primarie del 2013, primarie che allora l' ex sindaco stravinse su quasi 100mila votanti. L' EX SINDACO, che sta per uscire in libreria con un libro rivelazione tutto giocato contro Renzi, Orfini e il Pd romano, avrà gioco facile a dire: «Avete visto? Il loro miglior candidato non ha la metà dei miei voti…». Marino e la sinistra dem, capeggiata da D' Alema - ma anche parte di Sel che vuole abbandonare al suo destino Stefano Fassina - potrebbero cercare il colpo basso, candidando alle elezioni Massimo Bray, ex ministro alla Cultura e vicinissimo a D' Alema e Amato. Un fidatissimo uomo, soprattutto, di D' Alema, che ha già incontrato Marino per invitarlo a desistere, mentre Fassina non ne vuol sapere. Si vedrà. Certo è che, per il Pd, la situazione è sempre più nera, considerando che, in tutti i sondaggi, i pentastellati li surclassano. Ieri, alle primarie del centrosinistra romano, all' inizio, cioè di mattina, va a votare un po' di gente, specie nei quartieri centrali, borghesi (Prati-Mazzini, Parioli) e 'de sinistra' (Monti, Testaccio, Campo de' Fiori). La percentuale di affluenza alle 11 del mattino (20mila votanti) fa ben sperare - e subito esultare - il Pd romano con Matteo Orfini che già twitta giulivo. Poi, man mano che la giornata passa e la sera s' avvicina, una fastidiosa pioggerellina (era stata promessa, dall' Aeronautica, pioggia forte, ma non arriva: manco la scusa del meteo, dunque) e la serata che invoglia il 'cinemino' non prevede affatto di andare a ingrossare le fila ai seggi del Pd. E così, alle 17 del pomeriggio, non s' arriva a quota 35mila votanti ed entrambi i comitati dei due principali contendenti, Giachetti e Morassut, diramano tristi e stringati comunicati dove si sottolinea «la scarsa affluenza alle urne». GIACHETTI vota al circolo di Donna Olimpia, poi si carica sullo scooter Lucci delle Iene e sfugge al circo mediatico. Circo mediatico che di guai pure ne combina assai. «Lei è uno di Verdini, vero? È qui per votare, eh? Lo dica!», irrompe un cronista impetuoso. «Veramente, io sono il segretario dei Giovani democratici di Roma, mi chiamo Enrico Pagano, e qui rappresento Giachetti». Succede anche questo nel giorno delle primarie.


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