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Giachetti oltre il 60%, crolla l' affluenza


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Roma, 07-03-2016
Fonte: La Repubblica

TUTTI in apnea, ad attendere il risultato di una domenica vissuta con il fiato sospeso. Il collettore finale delle primarie democratiche capitoline è il comitato di via dei Cerchi. Civico 75, primo piano a destra: al cervello e del Circo Massimo i dati iniziano ad arrivare solo dopo diversi minuti dalla chiusura dei 193 seggi. Per la prima mezz' ora bisogna fare affidamento sui calcoli dello staff di Roberto Giachetti. Dal suo comitato a San Lorenzo si guarda con ottimismo allo spoglio, anche se sul conteggio le informazioni sono vaghe. Si parla di decine di migliaia di elettori alle urne. Dati che, commenta il vicepresidente della Camera, «non dispiacciono». Le prime stime dall' Ex Dogana, base scelta da "Bobo", danno infatti ragione al candidato renziano. A San Lorenzo già alle 22.30 danno Giachetti in vantaggio fra il 60 e il 70% nelle sezioni scrutinate. Il responsabile della sua campagna elettorale, Luciano Nobili, qualche minuto dopo già esulta al telefonino: «A valanga, siamo già sopra il 65%». Il primo dato ufficiale, basato sui dati definitivi arrivati dai primi 48 seggi scrutinati, conferma il suo entusiasmo. «Poco più del 64% per Giachetti, 27,5 per Morassut », certifica Fabio Melilli, segretario regionale del Pd. E poco dopo le 23 il secondo ammette la sconfitta: «L' esito della consultazione è chiaro e vede prevalere Roberto Giachetti. Come già detto nel corso della competizione, lo sosterrò da subito come candidato unitario del centrosinistra ». Nel frattempo, in attesa di numeri consolidati, in via dei Cerchi si formulano ipotesi sull' affluenza. All' ombra dei pannelli su cui si stagliano stilizzate le silhouette del Campidoglio, del Colosseo, del Gasometro e del serpentone di Corviale rimbalzano senza soluzione di continuità numeri, approssimazioni e dati parziali: i 20 mila delle 11 del mattino raddoppiano, superano i 45 mila. Retrocedono sui 43 mila e alla fine sembrano attestarsi sulle 50 mila schede. «Una partecipazione che solo il Pd può costruire », per Melilli. Numeri comunque lontani da quelli delle primarie dem che nel 2013 avevano incoronato Ignazio Marino. «Un dato fiacco» per Morassut. I 100 mila di tre anni fa sono un miraggio. E l' ex sindaco fa spallucce: «Io non ho votato per le ragioni che ho già spiegato. Sto terminando il mio libro. Lo devo consegnare domani alla casa editrice per andare in stampa nei prossimi giorni. E chi ha lavorato con me o mi conosce lo sa, sono pignolo: sto controllando parola per parola, virgola per virgola, nome per nome, cognome per cognome. Questa città è una città straordinaria e in questo momento dalle forze della società civile può arrivare il cambiamento». Immobili restano, invece, i numeri in via dei Cerchi. Si vive sul sentito dire e sulle notizie che arrivano dai sei candidati alla grande corsa dem per palazzo Senatorio. Al seggio di Donna Olimpia, il collegio delle infinite polemiche, Giachetti sarebbe arrivato a quota 241. Morassut invece si sarebbe fermato a 97. Gli altri quattro candidati sono toccano al massimo le 10 preferenze. Tutti dati da verificare. Perché al Circo Massimo nessuno si sbilancia. Sono le 23 e le informazioni latitano. Ci si affida a pizzini fotografati e inviati su WhatsApp. Anche a San Giovanni di Dio, zona Colli Portuensi, avrebbe avuto la meglio Giachetti: 88 voti contro i 34 di Morassut. Sempre che gli smartphone dicano la verità.


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