Questo sito utilizza cookies tecnici e di terze parti per funzionalità quali la condivisione sui social network e/o la visualizzazione di media. Chiudendo questo banner, scorrendo o ricaricando questa pagina, ovvero cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Per maggiori informazioni consulta la privacy policy


 
HOME CHI SONO ARCHIVIO RASSEGNA STAMPA VIDEO #ROMATORNAROMA
Roberto Giachetti > Rassegna stampa > articolo

«Da oggi niente sbagli» La ricetta di Giachetti su tasse, trasporti e rifiuti


Scarica l'allegato

Foto articolo
Roma, 07-03-2016
Fonte: Il Messaggero

Affluenza dimezzata rispetto al 2013 e Roberto Giachetti che vince con un largo vantaggio e prepara la scalata al Campidoglio. Appena si chiudono i seggi delle primarie romane del dopo Marino e del dopo Mafia Capitale, i verdetti sono chiari. Per il candidato a sindaco il primo problema sarà recuperare il rapporto con l' elettorato del centrosinistra che ieri non ha affollato i 193 seggi sparsi nella Capitale. IL RISULTATO Rapidamente si delinea il risultato: Giachetti, sostenuto da Renzi, vola al 63,8 per cento, distaccando nettamente il deputato ed ex assessore della giunta Veltroni, Roberto Morassut, saldamente al secondo posto, attorno al 28 per cento, quando sono stati contati i voti in quasi due terzi dei seggi. Nessuna sorpresa, vola Giachetti. Ma il difficile per il numero due di Montecitorio, 55 anni, che esordì nel Partito radicale come Francesco Rutelli, inizia ora. Il suo avversario, poco dopo le 23, ha riconosciuto la sconfitta: «Veniamo da una stagione politica difficile. L' esito della consultazione è chiaro e vede prevalere Giachetti. Sosterrò da subito Roberto come candidato unitario del centrosinistra, ora vado da lui a festeggiare. Se sarò in giunta? Roberto farà le sue valutazioni». NUMERI Ma non è una vera festa per il Partito democratico. A fine serata il segretario regionale, Fabio Melilli, dice prudente: «Credo che ci attesteremo a 50mila votanti». Il comitato Morassut però ridimensiona anche quella cifra non entusiasmante e parla di 42mila partecipanti. Nel 2013, quando fu scelto Marino, furono il doppio, 94mila. Certo, allora c' era anche Sel, che questa volta sostiene Fassina. E ci furono anche delle distorsioni. Matteo Orfini, commissario romano Pd: «La volta scorsa c' era il Pd delle truppe cammellate di quelli che sono stati arrestati, delle file di rom. Questi sono dati veri». Ce n' è anche per il movimento 5 stelle: «Dopo appena un' ora e mezza avevamo già superato i partecipanti alle consultazioni grilline». Una cosa è certa: ieri chi è andato a votare è stato controllato in modo più severo del passato e ha dovuto presentare la tessera elettorale, un sistema per evitare che qualcuno votasse in più gazebo. E infatti, stavolta, non ci sono polemiche sul voto degli stranieri, tutti pre-registrati già da sabato. Pochissimi i cinesi, qualche centinaio i romeni. La comunità asiatica non si è schierata compattamente, come a Milano. Secondo Yang Dixi, dei Giovani Cinesi, hanno votato «poco più di cento persone. Non tutti sapevano che dovevano registrarsi in anticipo». Mentre Eugen Terteleac, presidente dell' associazione Romeni in Italia, sostiene che abbiano votato «600 miei connazionali, soprattutto al Tuscolano». Pochissimi anche i 16enni. DIMEZZATI Tutto vero, però dimezzare l' affluenza è una tempesta. Giachetti replica: «Tutto sommato, alle condizioni date, è un risultato che non mi dispiace». Tradotto: c' è stata l' inchiesta di Mafia Capitale che ha coinvolto il Pd, abbiamo sfiduciato il nostro stesso sindaco, difficilmente potevamo aspettarci di più. Alcuni esempi: a Ostia, municipio commissariato per mafia, sono andati in 1.800 a votare, un terzo di tre anni fa. Nel VI Municipio, tra Tor Bella Monaca e Torrespaccata, dove il presidente e i consiglieri sono stati espulsi, ieri c' erano seggi semivuoti («meglio pochi, ma veri» ironizzava una militante) e nella notte c' erano stati misteriosi blitz di vandali che hanno rubato i gazebo e messo la colla nelle porte dei circoli. Per il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini, il bicchiere è mezzo pieno. «Siamo molto soddisfatti per le altre città, a Roma un buon risultato considerata anche la situazione da cui partivamo». Molto meno benevolo Morassut: «L' astensionismo del popolo dei democratici è preoccupante». Anche la minoranza dem, che lo appoggiava, è sulla stessa linea. Per il senatore bersaniano, Miguel Gotor, «il dato di Roma è basso e non è consolatorio usare la formula di rito "mi aspettavo peggio"».


Non ci sono commenti - Commenta l'articolo commenta