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"Cercherò i delusi casa per casa Marino e Bray? Guai a fare Tafazzi"


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Roma, 08-03-2016
Fonte: La Repubblica

Roberto Giachetti, si sente un vincitore dimezzato?
«No. Ditemi voi chi sarebbe stato in grado - dopo Mafia Capitale, la vicenda Marino, la sinistra che boicotta i gazebo - di portare 50mila persone a votare. È un risultato importante da cui ripartire».

In verità pare siano molti meno. E nel 2013 furono più del doppio.
«Cambia poco se sono stati 45 o 50mila. I nostri sono numeri veri. Tre anni fa furono gonfiati».

Non sarà il caso di fare anche un po' di autocritica?
«Girando la città palmo a palmo, ho visto tanta gente scottata, delusa, arrabbiata. Ma siccome rispetto a quanto successo in città in questi anni non c' entro niente - le responsabilità sono da cercare, semmai, in un certo Pd locale - lo dirò con chiarezza: io sono uno onesto, soprattutto libero, da ex radicale abituato a fare scioperi della fame per battaglie importanti. E Roma lo è».

Digiunerà anche da sindaco, magari contro Renzi, se non le darà i soldi che Roma chiede da anni?
«Intanto apriremo un tavolo governo- Campidoglio su una serie di questioni essenziali. E io mi farò sentire. Sbaglia chi crede che siccome io e Matteo siamo amici, sarò un burattino nelle sue mani: gli ho già detto tanti no. Non ho intenzione di smettere».

A proposito di Pd romano cattivo, caccerà chi ha avuto ruoli nel partito e in Campidoglio?
«Con me la stagione della guerra per bande, delle correnti che spartiscono, è finita. Le liste saranno aperte e pulite, piene di persone per bene che con generosità si mettono al servizio di Roma. Solo chi fra i consiglieri non ha ombre o scheletri nell' armadio sarà ricandidato».

La aspetta una campagna dura e lei ha già detto che non si dimetterà da vicepresidente della Camera. Come farà a conciliare?
«L' ho già fatto da candidato alle primarie. Ho però chiesto alla Boldrini di non presiedere le sedute riprese dalla tv per non turbare la par condicio. Mi sembra morale».

L' accuseranno di poltronismo.
«Già dato, ma come si è visto la gente è interessata ad altro. A sapere come si risolleva una città da anni abbandonata a se stessa».

I pronostici però non sono favorevoli. Come pensa di ribaltarli?
«Parlando con le persone. Consapevole che si tratta di una sfida enorme. Sei mesi fa la partita sembrava chiusa, Roma consegnata ai 5 stelle, ora i dati ci dicono che è tutta da giocare. Punto sul desiderio di riscatto risvegliato dalle primarie. Ma senza vendere fumo».

La sua è dunque una corsa sui grillini e il voto di protesta?
«C' è tanta gente davvero incazzata che però vuol credere in una storia nuova. Io andrò a cercarla casa per casa, se sarà necessario».

Che squadra sarà la sua?
«Vorrei che il giudizio dei romani non si fondi solo sulla mia persona. Perciò, prima del voto, annuncerò sia gli assessori, sia alcune figure chiave dell' amministrazione».

Il vicesindaco sarà una donna?
«Vedremo. Ma vi stupirò. Amo le donne, avranno ruoli importanti».

Ai gazebo è mancata la sinistra, l' alleanza si può recuperare?
«Io mi rivolgerò alla città e agli elettori, non al ceto politico. Non farò accordi di palazzo con quanti per mesi mi hanno deriso e insultato. Un candidato di centrosinistra ora c' è, chi ha voglia di unirsi a questa sfida sarà benvenuto».

Non teme che Marino o l' ex ministro Bray possano decidere di scendere in campo?
«Bisogna essere chiari. Noi abbiamo la possibilità di andare al ballottaggio e vincere. Loro no. Ma possono fare in modo che non ci arrivi il centrosinistra. Un po' come in Liguria. Spero solo che a Roma saremo un po' meno tafazziani».


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