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Roberto Giachetti > Rassegna stampa > articolo

«Ho l' impegno del Governo, farà la sua parte per Roma»


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Roma, 08-03-2016
Fonte: Il Messaggero

Roberto Giachetti, il suo primo atto da vincitore delle primarie è stato andare a Viterbo sulla tomba di Luigi Petroselli. E' un messaggio alla sinistra che proprio non la vuole come candidato?
«E' stato un riconoscimento a un sindaco che si occupava delle periferie, un sindaco comunista, molto amato e mai dimenticato a Roma. Il tema delle periferie sarà centrale anche nella mia compagna elettorale».

Comunque la sinistra continua a storcere il naso sul suo nome, la chiama Renzetti.
«Forse gli apparati, ma posso assicurare che tanta gente di sinistra domenica è andata a votare alle primarie».

Da Petroselli a Marino. Leggerà il libro del chirurgo dem?
«Non so se ne avrò il tempo. Di sicuro non sono curioso: per sapere ciò che non ha funzionato in questi ultimi anni a Roma non ho bisogno di leggere il libro di Ignazio Marino».

Che però potrebbe avere un effetto devastante sulla credibilità, già macchiata, del Pd.
«Evidentemente la voglia di sabotare, che va avanti da mesi, continua da parte di chi può fare solo questo: visto che non ha possibilità di vincere. E non ce l' ho solo con Marino».

Cioè?
«Fassina e certi dirigenti di Sel continuano ad attaccarmi, le primarie sono state comunque una festa del centrosinistra, poi discuteremo nel merito, e io continuerò a parlare anche alla sinistra. Direi basta con i tafazzismi, la Liguria dovrebbe averci insegnato qualcosa».

La candidatura dell' ex ministro Massimo Bray potrebbe "farle male", lo sa?
«Auspicavo che si candidasse alle primarie, se ora si candida fuori fa un' altra scelta».

Esce dal Pd, giusto?
«Non spetta a me dirlo. Bray però aveva detto che non voleva essere divisivo. Qual è il contrario di divisivo?».

Ecco, attacca «i sabotatori della sinistra» per dimenticare il mezzo flop delle primarie?
«Non sono state un flop».

Parlano i numeri: la metà in meno rispetto al 2013.
«Ho una cosa da dire, anzi quasi da gridare al mondo».

La gridi.
«Quale altro partito riuscirebbe a portare ai gazebo 50mila persone dopo gli scandali di Mafia Capitale, dopo la fine della giunta Marino, senza l' appoggio di Sel, con il municipio X, quello di Ostia, sciolto per mafia?».

Beh, il Pd non ne esce molto bene. Milano ha battuto Roma in termini di affluenza. Nel 2013...
«Allora diciamola tutta: sarebbe interessante vedere i dati reali delle primarie del 2013, le centomila persone».

Sta dicendo che furono truccati?
«Ho molti dubbi su quell' affluenza. E questa volta almeno non ci sono state truppe cammellate, stranieri disinteressati e via dicendo».

Anche sui vostri numeri c' è polemica. Il primo dato dei 20mila alle 11 di mattina è sembrato molto gonfiato.
«No, presto saranno tutti certificati dal Pd. Il voto era partito molto bene».

E allora qual è la didascalia di queste primarie?
«I romani hanno detto a noi del Pd: se continuate così ci perderete. Bisogna cambiare rotta. E io farò di tutto per farlo».

Il premier e segretario Matteo Renzi cosa le ha detto?
«Domenica ci siamo sentiti molte volte, viste le basi di partenza anche lui pensa che il risultato dell' affluenza non sia da sottovalutare».

E poi?
«Soliti sfottò sulla Roma e la Fiorentina, per scherzare e allentare la pressione».

Adesso inizia la vera campagna elettorale. Dovremo aspettarci i soliti annunci a orologeria di «cose per Roma» dal premier e dai ministri Pd?
«Il Governo non ci deve mettere la faccia: ci deve mettere l' impegno per migliorare la vita dei romani e delle romane, cosa che farà».

E come?
«Ho chiesto tre cose al Governo: riaprire un tavolo sui trasporti per il completamento delle metropolitane. Il primo atto sarà il prolungamento della B fino a Casal Monastero. E ci sarà un tavolo per questo già domani».

Poi?
«Renzi chiede all' Europa maggiore flessibilità sul debito per non frenare la crescita dell' Italia. Voglio la stessa cosa per la gestione del debito storico del Campidoglio: così si potranno abbassare le tasse ai romani. E infine ho chiesto che il piano sicurezza per il Giubileo rimanga anche dopo l' Anno Santo Straordinario. Mi hanno già detto di sì».

L' attendono tre mesi di campagna elettorale. Quale sarà la sua strategia?
«Continuare a stare per strada: ascoltare, prendere insulti, fornire proposte, spiegare il mio programma. Voglio andare tra la gente, senza fare promesse avveniristiche, ma capire le soluzioni». Sempre in moto, no? «Sì, finora ho già girato per 2.000 chilometri, conto di farne altri 5.000 da qui a giugno».

Appena ha vinto ha detto: il Pd faccia una lista di gente onesta. Ha capito che per vincere deve smarcarsi il più possibile dall' abbraccio del suo partito?
«Il Pd è il mio partito. Non mi sto togliendo la maglietta. Ma ora io parlerò a tutti i romani».

Da quante liste sarà appoggiato?
«Avremo la lista del Pd, quella dei socialisti con Umberto Croppi, poi lista di Scelta civica, forse e mi auguro la lista civica della sinistra e speriamo quella dei radicali».

Ticket con Morassut?
«Basta parlare di destini personali. Con Roberto lavoreremo per la città».

Una donna come vicesindaco?
«La mia squadra sarà presentata due settimane prima. Vi stupirò».

Telefonate che in queste ore le hanno fatto piacere?
«Antonio Martino e Gianfranco Fini. E poi gli sms di Nico Stumpo».

E Francesco Rutelli?
«Non l' ho sentito».

Notizia. La cosa la sorprende?
«Per niente».

Virginia Raggi, candidata del M5S, dice che «lei è una faccia più o meno nota e che il Pd pensa di scamparla così».
«Non mi faccio trascinare dalle polemiche sul nulla. A Raggi rispondo così: parliamo delle cose che interessano ai romani. E quando vuole sono pronto anche a farlo in un confronto pubblico».


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