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Giachetti: «Niente indagati nelle mie liste»

 
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Roma, 09-03-2016
Fonte: Corriere della sera

«Dire una cosa di sinistra? Beh, non canterò Bandiera rossa... Non l' ho mai fatto...». Però di messaggi al mondo fuori dal Pd, Roberto Giachetti, in oltre 40 minuti di CorriereLive (in studio con Tommaso Labate ed Alessandra Arachi: la trasmissione finisce al quarto posto nel trend topic di twitter), ne lancia diversi. A cominciare dal concetto di «liste pulite» chiesto al Pd: «Sono un garantista, ma bisogna dare un segnale forte: serve gente competente, con voglia di farsi un "mazzo così" e senza ombre nel passato. Quindi niente indagati».

E su programma?
«Riconsegnare pezzi di territorio e migliorare la vita dei romani sono cose di sinistra». Tra le prime cose da fare «una bonifica ambientale di Malagrotta, poi il decentramento dei Municipi con competenze, soldi e personale per evitare alibi in futuro, il completamento di 100 opere incompiute. Quali? Il palazzetto di Cesano, o un' altra struttura a Labaro, realizzati durante i mondiali di nuoto del 2009».

E lo stadio Flaminio?
«Servono le Olimpiadi. Ma, in accordo con la Sovrintendenza, andrebbe fatta la copertura: col Maxxi, l' Auditorium e il palazzetto, quella diventerebbe un polo sportivo-culturale».

Alleanze?
«Nel centrosinistra c' è sempre la tentazione di perdere... Un' altra candidatura non sarebbe un danno a me, ma a Roma. Bray? Aveva detto di non voler essere divisivo...».

E se la destra si ricompatta?
«L' elettorato di sinistra deve capire che possiamo vincere, ma stando tutti insieme. Nel Pd qualcuno lavora per far perdere me e Renzi? Non me ne occupo, non sto dietro alle dinamiche transatlantiche, mi occupo dei problemi della gente».

Non a caso, il modello di riferimento è Luigi Petroselli:
«Sarei presuntuoso se pensassi di avere qualcosa in comune. Ma lui si è occupato delle persone più deboli e più fragili, ha iniziato dalle periferie. E anch' io voglio partire da lì, dove c' è gente arrabbiata e dove è più facile che entri M5s».

Farà una lista civica, come la «Beautiful» di Rutelli?
«Io non posso certo fare Beautiful, la mia sarà più casareccia...».

L' iniziativa di Umberto Croppi, però, non piace a pezzi del Pd: «Spero che il sostegno dell' ex assessore della pessima giunta Alemanno sia una boutade. No a trasformismo e opportunismo», dice Umberto Marroni, deputato Pd ed ex capogruppo in Campidoglio. Giachetti non sembra curarsene: «Io parlo a tutti i romani. Verdini? Una non notizia. Ma è chiaro che dovrò convincere anche gli elettori di centrodestra».
Rispetto agli «appetiti» delle correnti del suo partito, il candidato mette i paletti: «Non temo nulla. Ma volevo essere chiaro...». E conferma: «Farò la giunta 15 giorni prima del primo turno».
Se si vota il 5 giugno, ne riparliamo verso il 20 di maggio...


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