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Roberto Giachetti > Rassegna stampa > articolo

«Il Governo si impegni sulla città O faccio lo sciopero della fame»


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Roma, 09-03-2016
Fonte: Il Tempo

Getta acqua sul fuoco il candidato sindaco Pd Roberto Giachetti nel giorno in cui infuriano le polemiche sulle primarie «flop» e guarda dritto al traguardo finale da raggiungere, soprattutto, con la riconquista del rapporto con i cittadini. E su Renzi, l' ex radicale avverte: pronto a tutto affinché il governo apra un tavolo serio e concreto su trasporti, debito e sicurezza.

Onorevole Giachetti, è ancora bufera sulle parole di Or fini sull' affluenza alle primarie, dimezzata perché nel 2013 votarono le "truppe cammellate di Mafia Capitale", Lei come risponde alle decine di migliaia di militanti che si sentono offesi?
«Non amo gli eccessi e non considero un flop queste primarie, considerata la situazione e cioè lo scandalo di Mafia Capitale e l' esperienza di Marino. Tuttavia non faccio finta di non vedere il problema che evidentemente c' è, eccome».

Il dato delle primarie sembra penalizzare soprattutto le periferie, un altro importante campanello di allarme.
«Bisogna ricominciare a parlare con le persone, per questo sto girando in largo e lungo la città, da Ostia a Tor Bella Monaca, ascolto tutti e ci metto la faccia anche se è da più di dieci anni che non mi occupo dell' amministrazione cittadina. Sa cosa mi dice la gente? Non vuole più promesse. La sensazione di abbandono, di una mancanza di interlocutori è fortissima e questa è la prima cosa da recuperare, il rapporto diretto della politica con i cittadini e secondo me, si può fare solo mettendoci la faccia e prendendosi responsabilità».

Vinte le primarie si apre la partita per la composizione delle liste, quali criteri per scegliere i candidati?
«I criteri li stabilisce il partito, io ho chiesto solo di dare un segnale chiaro. Sono un garantista, e la mia storia lo conferma, ma ci sono dei momenti in cui la politica e l' opportunità politica devono avere la precedenza. In questo momento la politica ha bisogno di chiarezza e per questo chi ha problemi perché indagato o ci sono ombre sul proprio operato dovrebbe farsi da parte senza neanche porre il problema della candidatura».

Questo vale dunque anche per la famosa lista dei 101 che la commissione prefettizia su Mafia Capitale consegnò a Gabrielli?
«Si, certo, anche per quelli».

A Roma è quasi impossibile vincere da soli, in caso di ballottaggio dovrà rivolgersi alle forze politiche, guarderà alla sinistra di Sel o ai civici di Marchini?
«Guardi, mi chiamo fuori dai giochi di palazzo. Io parlo a tutti i romani, a quelli di Sel, di Marchini, dei 5 Stelle, del centrodestra perché a differenza delle elezioni nazionali, quelle amministrative consentono di votare sui progetti concreti per la città».

Il nuovo sindaco si troverà con un debito di quasi 14 mi lardi di euro, praticamente con le casse al collasso.
«Ho già detto che chiederò al Governo l' apertura di un tavolo di trattativa su metropolitane, debito e sicurezza».

Sì, però sono anni che il Governo promette ma ancora non si è visto un euro, perché con Lei dovrebbe andare diversamente?
«Beh, io faccio lo stesso discorso che Renzi fa all' Europa. Noi facciamo i compiti a casa ma anche lui deve fare la sua parte. Tra le mie poche qualità le garantisco c' è quella della determinazione, non a caso ho fatto 123 giorni di sciopero della fame per la legge elettorale».

Ma questo vale per tutti i candidati o solo per Lei?
«Io ho chiesto l' apertura di un tavolo, se gli altri credono lo facciano anche loro».

Il nodo dei traporti è al primo posto in una città al collasso. Da tempo si parla di privatizzare l' Atac, cosa ne pensa?
«Non ho furore per le privatizzazioni ma neanche pregiudizio. Penso tuttavia che solo un pazzo o un ebete possa pensare di privatizzare un' azienda decotta».

Lei ha parlato del recupero del rapporto con i cittadini, questo vale anche per i dipendenti capitolini?
«Certamente. Fermo restando che chi sbaglia deve pagare, va ricostruito un rapporto serio in cui la politica si prenda le proprie responsabilità. È troppo facile scaricare sull' anello debole, sul dipendente comunale che adesso è giustamente terrorizzato. Guardi, anche quando siamo arrivati con Rutelli nel 1993 la situazione non era facile ma tante cose le abbiamo fatte e la macchina era la stessa. Bisogna solo che sia chiaro chi la guida questa macchina».

La candidata 5 Stelle Virginia Raggi ha detto che non abbasserà le tasse, il civico Alfio Marchini invece ha detto di sì, Lei cosa farà?
«Non ho ben capito come si possano abbassare in questo momento, io posso solo garantire che non le alzerò».

Decentramento, se ne parla dal 1993, con Rutelli.
«Appunto e lì ci siamo fermati. Tra le prime cose che farò, se eletto sindaco, ci sarà proprio quella di dare autonomia ai Municipi e responsabilità alla classe dirigente che si trova a gestire territori grandi come città ma senza poteri e strumenti. Una vera follia».


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