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Roberto Giachetti > Rassegna stampa > articolo

Giachetti alla sinistra: volete la sconfitta


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Roma, 09-03-2016
Fonte: L'Unità

«Qui c' è unaparte della sinistra che lavora solo per farmi perdere. Sono due mesi che mi insultano ma, diciamo la verità, agli elettori del centrosinistra non credo importi molto di queste diatribe». Roberto Giachetti corre nel Transtlantico, «sono gasatissimo», dice. E annuncia: «Non voglio indagati nelle liste, e nessuno che salti su carro del vincitore», il suo faro sono i romani e vuole recuperare voti anche nel centrodestra. Ma è irritato dalle manovre a sinistra del Pd che «consegnano Roma ai 5 Stelle e al centrodestra».
Il candidato sindaco del Comune di Roma uscito vincente alla grande dalle primarie è già in campagna elettorale, ma questi giorni dentro nel corpo dem si sta combattendo un braccio di ferro che va al di là del futuro di Roma, anche se la minoranza ha assicurato il sostegno leale a Giachetti. Nei capannelli di Montecitorio c' è grande agitazione a sinistra del Pd: Stefano Fassina, di Sinistra italiana, non ci sta a tirarsi indietro: «Se si candida Bray allora si fanno le primarie. Io non faccio un passo indietro perché me lo dice D' Alema, sia chiaro», sbotta, «io in due mesi ho messo in campo molte forze, se si fosse unita la sinistra Pd sarebbe stato diverso». Insomma, o primarie o assemblea pubblica. Dentro Sel sono tutti in attesa di sapere se «Massimo Bray scioglie la riserva», se si candida per il Campidoglio, da solo o in ticket con Ignazio Marino, in una lista con Sel e Civati.
Ieri girava voce di un imminente, se non già avvenuto, incontro fra i due, il direttore della Treccani e l' ex sindaco "marziano". Va da sé che entrambi, se dovessero "scendere in campo" uscirebbero dalla casa Pd. E la candidatura Bray viene letta come una manovra di d' Alema per far arrivare Giachetti al ballottaggio e quindi colpire Renzi. Gira anche un retropensiero contorto, chevedrebbe l' ex premier mirare a far saltare Giachetti per favorire Alfio Marchini, costruttore della nota famiglia romana che regalò il Bottegone al Pci.
Nicola Fratoianni di Sel annuncia «grandi soprese per Roma», spera che la frammentazione a sinistra possa far arrivare Sel a un ballottaggio al minimo. Anche l' area Sel che ha un buon rapporto con Zingaretti e il Pd alla Regione aspetta che Bray decida, per capire se verrà fuori «una lista dove ci siano nomi di peso e autorevoli con un preciso profilo politico», spiega Massimliano Smeriglio, vicepresidente del Lazio, «Qui si tratta di dare a Roma un buon sindaco, non per fare uno sgambetto al governo Renzi. E io non starò mai con una lista che al secondo turno vota i 5 Stelle» piuttosto che Giachetti, come invece ha detto Fassina, anche se poi ha corretto il tiro.
Matteo Orfini, presidente Pd e commissario romano, è sarcastico: «Chi si candida? Uno è di Lucca, uno genovese e uno di Nettuno, ma uno romano c' è?». E assicura che «Massimo Bray ha detto di no, non ha intenzione di dividere il partito, non lo farebbe mai». Però Orfini, anche per non dare troppa corda alla minoranza dem, ha convocato la Direzione Pd per il 21 aprile.
Dalla sinistra dem invece Gianni Cuperlo cerca di rasserenare: oggi farà una conferenza stampa «per ricostruire un clima di unità in questa minoranza dem» così disgregata. «Noi abbiamo detto che appoggiamo Giachetti, ora è il candidato di tutti. Io sono andato ai gazebo, ho votato Morassut e ho dato 50 euro. Insomma, ormai ho capito che non puoi fare a lungo cose che poi non puoi dire in pubblico». Non puoi tradire lo spirito di partito, sfilarsi e sostenere una lista alternativa«sarebbe un' altra operazione politica, è fuori discussione».
Dopodiché potreb be prendere forma una sorta di "lista arancione" a Roma come quella dell' area Balzani-Pisapia a Milano. Di sicuro, aggiunge Cuperlo, «Giachetti deve chiedersi come mai il 50% di elettori non ha votato le primarie e ricostruire un clima di fiducia nel Pd. E dica come pensa di organizzare la coalizione, che questa campagna elettorale è tutta in salita».
A sostegno di Giachetti al momento ci saranno di sicuro tre liste: una Lista civica per Giachetti, «ma con nomi autorevoli, civica davvero, e non con i rimasugli della sinistra», dice un dem romano, poi una lista formata da Umberto Crop pi, ex assessore alla Cultura che lasciò Alemanno ed è più stimato a sinistra che a destra, dai socialisti e, forse dal segretario radicale Maggi; Una lista di Scelta Civica e forse una dell' Orso Mascia con i Verdi. A questi potrebbe aggiungersi una lista di sinistra, e nel Pd contano appunto su Smergiglio e Peciola, l' area Sel meno ostile al Pd.


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