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L' esultanza di Bobo: «Partita aperta per il Campidoglio»


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Roma, 07-03-2016
Fonte: L'Unità

«E vai, siamo nettamente in vantaggio, oltre al 67 per cento». La vittoria di Roberto Giachetti è ormai certa, è il candidato sindaco del centrosinistra alle comunali di Roma. Alle dieci e mezza di sera il clima torna assolato come lo era la mattina, nella location vintage della ex Dogana di San Lorenzo dove arrivano via via i risultati dello spoglio elettorale. I primi dati parziali fanno schizzare Giachetti al 67,6% sui 23,9% dell' altro Roberto, Moras sut, poi salgono e scendono ma la proporzione è sempre quella. Lo stop che ha subito l' affluenza dei votanti, dal boom mattutino dei 20mila al ralenty pomeridiano quando sulla capitale la pioggia ha messo ko molti gazebo, aveva cambiato l' umore dello staff di "Bobo Giac", che puntava a quota 60-65mila votanti ma raggiunge la soglia di sicurezza prevista a 50mila. Giachetti alle nove annusa l' aria e valuta la realtà di partenza: «La partita è aperta, il Pd può vincerla» e non consegnare Roma ai grillini. Uscendo da casa verso le 22 per raggiungere il comitato, commenta che, «date le condizioni», il dato sull' affuenza «non mi dispiace». E ringrazia «la generosità di tutti i militanti che, soprattutto nel pomeriggio sotto l' acqua, hanno garantito che decine di migliaia di persone potessero votare». Nulla era scontato: «Solo sei mesi fa sembrava che la partita di Roma fosse chiusa e che l' esito del voto fosse scontato e in mano ai grillini», ma proprio l' aver promosso le primarie, il «lavoro che abbiamo fatto insieme agli altri candidati, a distanza di sei mesi dimostra che la partita è assolutamente aperta». In tre mesi «potremo giocarcela e vincerla». Alle 9 di mattina era già al gazebo allestito in piazza Donna Olimpia, nel quartiere Monteverde, assalito dai flash nell' atto di inserire la scheda. Lui scherza subito, come suo solito: «Ho votato per Orso, quello di Mascia, il vero protagonista di queste elezioni», ha detto riferendosi all' inseparabile peluche dello sfidante ecologista. All' uscita, cavalcata la sua «moto blu», come la chiama per dare il segno della politica low cost, e si è ritrovato sul sellino la "jena" Enrico Lucci, senza casco ma armato di microfono. Divertito, Giachetti se l' è portato appresso per un centinaio di metri fra risate generali. Di fronte al gazebo i "ribelli" del circolo Pd Donna Olimpia protestano perché il seggio non è nello storico circolo ma, tra un cappuccino e un cornetto "democratico" offerto agli iscritti, indirizzano i votanti al seggio. I dati dell' affluenza di quella che il candidato chiama «giornata democratica, c' è pure il sole», i 20mila votanti alle 11, incoraggiano "Bobo" e i suoi supporter. Ma tutti sono «in grande ansia», la deputata dem Ileana Argentin, Luciano Nobili del Pd romano fa notare che sono «oltre le previsioni, dopo tutto quello che è successo a Roma, da mafia capitale al Pd commissariato, fino alla vicenda di Marino». Ognuno si "carica" l' un l' altro ma le dita restano incrociate. Nel 2013 furono 90mila, ma c' era anche Sel ed era un altro momento. @bobogiac, twitta l' invito alla partecipazione: «Ho votato alle #primarieroma, fatelo anche voi». Dopo il voto Giachetti ha trascorso la giornata con i figli. Uno stop «rigenerante per guadagnare energie», dopo i 2000 chilometri percorsi in lungo e in largo sulla "moto blu", lo scooter guidato spesso dal figlio Stefano. Un giro dell' Oca in tutta Roma dedicata all'«ascolto», andata e ritorno nelle periferie con partenza a Settecamini e traguardo nel serpentone di Corviale. L' ascolto anteposto alla stesura del programma, per rendersi conto delle infinite necessità di Roma, così ferita. «Roberto Giachetti si ama o si odia» e Ileana Argentin lo "ama" ed è cresciuta con lui, da quando Giachetti era capo Gabinetto di Rutelli sindaco «e io alla mia prima legislatura in Campidoglio» e poi a Montecitorio, dove lui ora è presidente della Camera. E in questi 50 giorni Ileana lo ha seguito nel tour elettorale, denunciando le barriere per i disabili. Ma in comune hanno anche la doppia tessera radicale, partito che ha sostenuto il candidato con convinzione, tranne l' associazione Luca Coscioni. «Giachetti è una persona libera, come me», dice Argentin, «è forte, determinato, mi spiace che sia visto come renziano, piuttosto che come persona» commenta la deputata, che aggiunge, «Un' altra cosa mi piace: non sorride a tutti, come fanno gli altri per convenienza».


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