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Giachetti: farò una squadra di assessori appassionati


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Roma, 07-03-2016
Fonte: L'Unità

Il commissario dei dem, Matteo Orfini, naturalmente l' ha raccolto l' appello alla lista degli onesti lanciato da Roberto Giachetti nella notte della festa della vittoria alle primarie. Seduto su un tavolo in mezzo ai suoi nel quartier generale della Dogana vecchia a San Lorenzo, il candidato sindaco del centrosinistra romano ha letto un testo scritto.
L' ha fatto apposta, per fissare bene le parole, per farle arrivare chiare agli amici, al suo partito, i dem. «Fate una lista di persone pulite, belle, al di sopra di ogni sospetto, una lista di cui saremo orgogliosi in campagna elettorale perché un' altra occasione i romani non ce la daranno. E hanno ragione loro. Non farò come quelli che dicono, gli elettori non ci hanno capito. Gli elettori capiscono molto bene, ora è il Pd che deve dimostrare di aver capito gli elettori».
E un' altra cosa ha voluto che arrivasse netta: lui gira in scooter e dunque il carro dei vincitori è stretto. «Non ci sale nessuno - ha detto tra gli applausi - niente ricatti, niente spartizioni di poltrone, in giunta con me porterò solo persone competenti e appassionate che presenterò 15 giorni prima del voto. Se il metodo non va bene, la porta è quella».
La lista, la squadra, un dream team. Si apre una nuova partita il giorno dopo i gazebo. L' ha detto Giachetti: «Fino ad ora abbiamo giocato le amichevoli». E Orfini ha approvato: «Ha detto bene, ora inizia la partita vera, e noi vogliamo vincerla».
C' è tempo per le liste di nomi, il 5 giugno è ancora lontano. Ma un nome bandiera gira, c' è chi dice che l' ipotesi è seria. Potrebbe fare la differenza puntare, tra gli altri, anche su Alfonso Sabella, il giudice cacciatore di mafiosi, chiamato da Marino per voltare pagina dopo Mafia capitale, l' ex assessore che voleva riportare la legalità nella capitale e disse: «Non deve accadere mai più che un assessore possa dire: io non sapevo». 

Il primo giorno da candidato, Roberto Giachetti l' ha dedicato a Luigi Petroselli, il sindaco di Roma, quello più amato, entrato nel Pantheon della sinistra romana. Su Twitter ha postato una foto di lui davanti alla tomba, a Viterbo, «Il sindaco delle piccole e grandi cose - ha scritto - degli esclusi e dei deboli». Un gesto simbolico. Anche lui, che vuol diventare il sindaco di strada, ha deciso di partire dal la gente vera. «Ho ascoltato migliaia di persone - ha detto ripensando alla campagna elettorale - centinaia di comitati di quartiere. Il mio programma lo trovate nelle aspettative, nelle idee, nelle voci di quelle persone. Nasce tra la gente, non in uno studio a Milano della Casaleggio Associati e io risponderò ai romani, non alla Casaleggio Associati».
Non si dimetterà da vicepresidente della Camera, la vera incompatibilità, ha spiegato ieri a Otto e Mezzo, è tra sindaco e deputato. E alla sinistra dem che potrebbe accarezzare l' idea di un altro candidato ha mandato a dire che sarebbe un progetto senza speranza. «Avrebbe solo l' obiettivo di far mancare la presenza del centrosinistra al ballottaggio, come successe in Liguria. Mi auguro che saremo un po' meno tafazziani». 

La corsa è partita, le primarie sono alle spalle anche se le polemiche non sono finite. Il comitato organizzatore ieri sera ha dato i dati definitivi dopo gli ultimi controlli. Hanno votato 47.317 persone, meno di 50mila. I voti validi sono stati 43.607, le schede bianche 2866, 843 quelle nulle e una contestata. Roberto Giachetti ha ottenuto 27.968 voti, il 64,1% . Roberto Morassut ne ha guadagnati 12.281, il 28,2%. Domenico Rossi 1.320 voti, il 3%; Chiara Ferraro, la giovane autistica 915 voti, il 2,1%; Stefano Pedica 594, l' 1,4% e Gianfranco Mascia 529, l' 1,2%.


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