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Roberto Giachetti > Rassegna stampa > articolo

«Lavoro e solidarietà, Giachetti ascolti noi cattolici»


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Roma, 10-03-2016
Fonte: L'Unità

Lavoro e solidarietà», ecco secondo Lidia Borzì, presidente di Acli Roma, le priorità per il futuro sindaco della Capitale.

Passate le primarie comincia la campagna elettorale per il sindaco di Roma. Il candidato del centrosinistra è Roberto Giachetti. Lei, da cattolica e presidente delle Acli Roma, ha delle priorità da suggerire a Giachetti?
«Da cittadina cattolica, presidente di una associazione di promozione sociale autonomamente schierata, dico che occorre lavorare innanzitutto su un obiettivo trasversale, ricostruire da subito il senso di comunità per arginare lo sfilacciamento sociale che si è manifestato per esempio con l' emergenza di Tor Sapienza fino allo scandalo di Mafia Capitale. A Giachetti come a chiunque salirà al Campidoglio dico questo sulla base di una consapevolezza maturata sul campo incontrando ogni anno circa 80 mila persone. Le Acli di Roma sono un osservatorio sul territorio e quindi suggeriamo di partire proprio dai bisogni basilari della gente, dalle buche ai bus che non passano mai, al traffico sul raccordo, con una logica strategica all' altezza di tutte le altre capitali europee. Roma ha tutte le caratteristiche per poter fare il "salto", dopo la bufera. Serve un cambiamento su tanti fronti e noi ci aspettiamo molto dalla buona politica. Al candidato sindaco chiediamo di coniugare levatura morale e concretezza. Dico questo perché avverto di rischio che Roma si possa ridurre in un agglomerato di palazzi e quartieri mentre la vera urgenza è quella di mettere al centro le relazioni buone, facendo sentire tutti i cittadini protagonisti di Roma».

Giachetti da cosa dovrebbe partire?
«Occorre ripartire da lavoro e solidarietà. Sono questi i vettori che trascinano a loro volta coesione, partecipazione, responsabilità e sussidiarietà».

Dopo Mafia Capitale come si può sviluppare un' associazionismo trasparente? Quali strumenti si potrebbero mettere in atto? «Far diventare il Terzo Settore protagonista della città. Come? Facendo una sorta di alleanza con regole ferree uguali per tutti e condivise. Il Terzo settore deve essere coinvolto in modo attivo nella co -progettazione degli interventi sociali attraverso i tavoli partecipati. Con la co -progettazione si riduce il rischio di clientelismo e di situazioni opache. Il sindaco prima di fare delibere sul sociale dovrebbe ascoltare il Terzo settore».

Come vede la campagna elettorale? È disillusa o ha speranza?
«La gente di Roma è disillusa e stanca. Noi, come movimento sociale ed educativo, sentiamo però la responsabilità verso le persone, verso i giovani. La certezza che le cose possono cambiare è insita nel cristiano. Da organizzazione che non aderisce ai movimenti politi ci ma è attenta ai contenuti, non faremo mai mancare il nostro contributo a chi governerà la città, ponendoci da pungolo. Puntiamo molto sui luoghi di ascolto per favorire il protagonismo soprattutto dei giovani. L' ascolto avvicina le persone alla partecipazione e rende i cittadini responsabili e attivi. In questi giorni nella nostra sede è in corso il laboratorio educativo 100 GiovaniXRoma. A loro e anche a noi piacerebbe molto avanzare delle proposte ai candidati a sindaco per Roma».

Si immagini Giachetti davanti, su cosa lo incalzerebbe?
«Sul bisogno di riconoscere il valore della variegata rete sociale: può rappresentare un motore del cambiamento se si valorizzano le eccellenze e si minimizzano le sovrapposizioni».

Sabato si apre il vostro congresso. Avete invitato i candidati a sindaco?
«Si, e auspichiamo che partecipino per ascoltarci».


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