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Primarie, quintuplicate le «bianche»


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Roma, 10-03-2016
Fonte: Corriere della sera

«Le schede bianche? Sono tutti miei elettori: non trovando orso sulla scheda non hanno scritto niente...». Gianfranco Mascia, portavoce dei Verdi, la butta sullo scherzo. E, di certo, la spiegazione ufficiale fornita dal Pd lascia aperti comunque molti dubbi. Nel riconteggio finale i votanti complessivi scendono da oltre 47 mila a 44.500 mila circa, i voti non validi scendono da 3.700 a poco più di 800 (567 bianche), la colpa è della gran confusione di domenica sera e da qualche errore della macchina organizzativa. Nessuna «manina» che ha aggiunto le bianche per gonfiare l' affluenza, nessun «dolo».

L' errore, secondo il Pd, nascerebbe da una proiezione sbagliata. Nei quattro Municipi nei quali si votava anche per il candidato minisindaco (nel II, VI, VII e XIII) la quantità di schede bianche è stata superiore alla media, ma è stata presa quella come dato «campione». Credibile? Chissà. Sta di fatto che il caso delle schede bianche del Pd ha assunto sempre di più i contorni della spy-story o dello psicodramma. Chi ha aggiunto, se sono state aggiunte, le «bianche»? Esiste una «regia» politica o si è davvero trattato di un errore? Perché ci è voluto così tanto ad avere i dati ufficiali?
Di chiacchiere, e di voci, ne sono circolate tante. Dalla «manina» che ha aumentato i voti totali (ma senza toccare quelli validi, stra-controllati dai rappresentanti di seggio), fino all' ipotesi che dietro alle «bianche» si nascondessero in realtà i voti verdiniani. Un modo per contarsi, come si fa in certi casi, coi codici della politica: su tutti, l' esempio delle votazioni per il Capo dello Stato, quando le forze politiche resero «riconoscibile» il loro voto scrivendo chi «Sergio Mattarella», chi «S. Mattarella», chi «Mattarella». Verdini dietro alle «bianche» appartiene più alla leggenda che alla realtà, ma basta a capire l' aria che tira nel Pd. Il dato certo è quello sui soldi incassati: 104.837,50 euro. A due euro a persona più o meno i conti tornano.

Sul resto, naturalmente, si è scatenata la bagarre politica. Roberto Giachetti, candidato sindaco, è stato netto: «Se è vero vorrei conoscere quel genio che ha messo schede bianche per aumentare affluenza. Che cambia con 2000 voti in più? Pensiamo a Roma!». Marco Miccoli, della sinistra dem, gli ha risposto: «Io invece vorrei sapere chi è il genio che gliel' ha ordinato...». Roberto Morassut aggiunge: «Se è vero che c' è chi ha aggiunto 3.700 schede, e non voglio crederlo, lo considero un atto puerile che non cambia la fisionomia di un voto che manifesta un distacco tra partito e città. Se il dato fosse stato alterato di proposito forse si potrebbe pensare a questa disabitudine a dire la verità che anche in passato ha portato alcuni a negare i problemi. Gli oltre 40 mila votanti sono un dato importante ma basta alibi: è arrivato il momento di capire che è in crisi il nostro rapporto con la città». Mentre per Matteo Orfini «queste tremila schede bianche sono comunque un segno di protesta. Dobbiamo recuperare la fiducia degli elettori». Come, si vedrà.


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