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Roberto Giachetti > Rassegna stampa > articolo

«Giachetti è un anticorpo al consociativismo di Mafia Capitale»


Foto articolo
Roma, 18-03-2016
Fonte: L'Unità

Dall' ideazione dei campi hobbit al supporto elettorale a Giachetti in mezzo c' è una vita di svolte politiche - da Rutelli ad Alemanno e anche Marino - che sarebbe facile liquidare come "salite in corsa sul carro che sembra del vincitore". «Anche perché - si affretta a dire - da quei carri sono stato il primo a scendere quando ho capito che non era più aria, che avevo sbagliato. Nel 2011 lasciai in malo modo l' assessorato alla Cultura della giunta Alemanno».
Il curriculum politico di Umberto Croppi può essere letto anche come quello di un uomo di 60 anni, colto, brillante, intellettualmente libero, frequentatore di salotti «che non sono però gruppi di potere» e che se proprio deve rivendicare un' appartenenza indica quella ai Radicali.
È l' interlocutore migliore per capire dove va la campagna elettorale di Roma quando la discesa in campo di Giorgia Meloni fa volare gli stracci con Fini e Alemanno, suoi ex mentori. Ma anche a sinistra le cose non stanno meglio.

Giorgia Meloni candidata: possibilità di vittoria o pura tattica politica?
«Posto che non siano tutti impazziti, Meloni si è candidata nel momento in cui ha avuto la certezza che il centrodestra, anche unito, non avrebbe mai vinto a Roma. Allora tanto vale correre per misurarsi come leader di un partito di destra in una futura coalizione di centro destra la cui leadership non sarà più di Berlusconi».

Pura tattica politica, quindi?
«Scelte spregiudicate che non condivido perché totalmente sprovviste di una visione e di un progetto politico».

I sondaggi danno Giorgia Meloni molto alta. Che succede se si ferma al 6-7% a Roma che è la sua città?
«La conta di vincitori e sconfitti avverrà proprio sulle percentuali. Certo, esiste anche il rischio che questa candidatura si trasformi in un autogol».

Oggi Alemanno mette in guardia Meloni che prende le distanze da lui e le ricorda che il presidente dell' Ama fu indicato da Fratelli d' Italia.
«Sono esterrefatto dai toni. Alemanno aveva aderito a Fratelli d' Italia, la moglie era nella giunta esecutiva. Hanno ragione entrambi. Erano in giunta insieme anche se FdI può rivendicare di non essere stata coinvolta in Mafia Capitale... Stiamo assistendo al fenomeno della dissoluzione delle famiglie politiche. Ormai la politica è personalizzazione, frantumazione, a sinistra si direbbe frazionismo. In una parola: assenza di un progetto politico».

Quanti saranno i candidati del centrodestra?
«Presto per dirlo. Ma non escluderei che alla fine Alemanno e Fini facciano confluire i propri voti su Storace che li trasferisce a Marchini. Il gioco a destra è di non far emergere alcun leader che possa poi rivendicare una leadership per le politiche. Anche Bertolaso non saprei dire se arriverà in fondo. Di sicuro sa di non poter vincere».

In questa dissoluzione delle ideologie e della politica lei passa da essere stato assessore di Alemanno a supporter di Marino e oggi consigliere politico di Giachetti. Come si spiega?
«Ogni volta devo sempre rendere conto del mio percorso politico. Parto da qui o da Giachetti?»

Dalla sua storia politica, capisce da solo che va spiegata.
«A 15 anni, come tanti, ho intrapreso un percorso politico nella destra sociale che è andato avanti fino al '92 quando mi resi conto che non c' era più moti vo perché continuassi la mia militanza in quella parte politica. Da tempo l' appartenenza era diventata inerzia. Nel 1984 avevo incrociato i Radicali, Rutelli, Giachetti. Anche la Rete di Orlando. Sono sempre stato affascinato dal progetto politico: è questa la mia coerenza».

Dunque appoggia Giachetti perché ha un progetto?
«Sto dando un contributo relazionale e di analisi. Sono convinto che se uno si vuole impegnare per questa città deve fare una scelta. La cosa più naturale per me è stato di guardare all' area di riferimento culturale dove mi sono sempre mosso. Giachetti, al di là del programma, mi dà fiducia per la sua indipendenza da quei gruppi di potere che a Roma, negli anni, hanno prodotto il meccanismo di Mafia capitale che è figlia del consociativismo. Lo scopo della nostra azione è proprio questo: dare a Giachetti quella forza in consiglio comunale tale da poter resistere alla pressione dei gruppi di interesse».


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