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Roberto Giachetti > Rassegna stampa > articolo

Nella capitale troppe opere sono rimaste incompiute


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Roma, 22-03-2016
Fonte: Corriere della sera

Caro direttore,

i suggerimenti di Ferruccio de Bortoli sul Corriere di lunedì 21 marzo sono uno spunto importante, su cui riflettere.
Sin dall' avvio della mia candidatura a sindaco di Roma, ho avuto chiaro il fatto che la città avesse bisogno di una grande opera di «manutenzione straordinaria».
Sono convinto che, negli anni, anche le promesse poco realistiche e gli impegni non rispettati abbiano contribuito a creare un clima di disillusione tra i romani, ad impedire loro di credere nella possibilità effettiva di un cambiamento. È invece proprio da qui che va ripreso il filo del rapporto tra cittadini e politica. È effettivamente il tempo - concordo anche qui con de Bortoli - di un governo cittadino «saggio e ragionevole», l' unico che possa ambire a ricostruire un patto civico, tanto essenziale alle nostre città quanto difficile da costruire.
Non a caso, sin dall' inizio, ho scelto di sottrarmi ai giochi delle visioni irrealizzabili e di lavorare, invece, ad un' idea di ricostruzione della vita dei romani basata sull' ascolto dei problemi quotidiani e su un sano pragmatismo. Penso sia inutile immaginarsi progetti impossibili quando Roma ha tante realtà incompiute. Nel quotidiano giro della città, municipio per municipio, quartiere per quartiere, quasi strada per strada, ho riscontrato l' esistenza di un gran numero di opere, piccole o grandi, lasciate a metà, incompiute, incomplete. In molti casi si tratta di interventi persino già finanziati che hanno perso, o rischiano di perdere, le risorse stanziate per inefficienza o peggio per mancanza di volontà.
Stiamo completando un vero e proprio censimento di 100 incompiute, di questi 100 monumenti al fallimento, per ripartire da lì, per restituire alla città quel senso di continuità e di unità che al momento è assente, per costruire il riscatto della Capitale.
Occorre mettere ordine. Ho indicato tra le prime questioni da affrontare quella di una riforma dell' amministrazione capitolina che ponga al centro la gestione del territorio e abbia nei municipi un primo livello operativo, dotato di risorse reali e di personale dedicato.
La situazione finanziaria avrà da subito tutta la mia attenzione, affinché il debito del Comune finisca di essere un' ipoteca sul futuro dei romani e si possa riprendere ad investire. Come fare? Se sulla parte storica è in corso un itinerario di rientro concordato con il Governo, sulla parte di sbilanciamento corrente è necessaria una battaglia senza sosta a sprechi e inefficienze.
Una delle chiavi sarà un utilizzo spasmodico degli strumenti di controllo. Non è concepibile che l' attività amministrativa si concluda nell' elaborazione di un bando di assegnazione: ogni singolo euro speso dovrà essere tracciato, seguito nella spesa, valutato nel suo rendimento.
Dall' inizio alla fine, insomma, senza sciatterie.
È solo questa attenzione che permetterà di risolvere i problemi cui fa riferimento de Bortoli, nel pieno rispetto delle cittadine e dei cittadini.


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