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Comune, case-fantasma E a Campo de' Fiori affitto di 5 euro al mese


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Roma, 22-03-2016
Fonte: La Repubblica

CI SONO persino 30 immobili "fantasma" - ovvero regolarmente abitati ma per almeno un quarto di secolo rimasti nascosti all' anagrafe cittadina, con relativa e sistematica elusione del canone - fra i 28mila alloggi comunali censiti dalla task force guidata dal prefetto Francesco Paolo Tronca.
Una mole immensa di case e negozi, spesso nelle zone più prestigiose di Roma, gestite per anni come peggio non si poteva. Fatta di occupazioni abusive; subentri di fatto; contratti intestati a gente residente altrove o addirittura morta. Inquilini con redditi spesso altissimi. Come il facoltoso avvocato che guadagna 700mila euro l' anno ma per 95 metri quadri in via Labicana ne spende appena 220. O il rinomato ristoratore di Trastevere con giro d' affari superiore al milione, che all' amministrazione ne versa solo 330.
Che poi è questo che colpisce. I prezzi di locazione «paradossali, ridicoli, patetici» per dirla con Tronca: 1,81 euro per vivere a due passi dalla stazione Termini; poco più di 5 euro vicino a Campo de' Fiori; 32 euro con vista Colosseo. Il più delle volte neppure mai pagati. Con un mancato introito per le casse capitoline che viaggia intorno ai 357 milioni di euro: a quanto cioè ammonta la storica morosità complessiva dei 28mila alloggi comunali.

È la devastante fotografia dell' Affittopoli cittadina scattata dalla squadra di commissari che governa Roma. A cui sono bastati due mesi per scoprire come l' 85% di chi abita o fa commercio nei 289 immobili del patrimonio disponibile concentrato in centro storico paga poco ed è pure indietro con i versamenti. Determinando un mancato guadagno per le casse pubbliche di 4,5 milioni di euro. Che salgono a 10 calcolando pure gli affitti mai riscossi negli alloggi popolari della zona: in totale 574 unità. Compresi le 21 case e i 9 uffici "fantasma", ovvero mai censiti dall' anagrafe cittadina.
«È stato fatto un lavoro attento, meticoloso e impegnativo - commenta Tronca - Abbiamo immaginato un prototipo di gestione ordinata del patrimonio per mettere ordine e capire, conoscere e poter regolare. Abbiamo scoperto l' acqua calda? Possibile. L' hanno fatto anche in passato? Possibile. Però quando si ha in mano l' acqua calda si prende e si fa pulizia, lavando tutte le incrostazioni che rendono inefficace e inefficiente l' attività amministrativa». Una modello «che resterà a disposizione della città e che spero il futuro sindaco vorrà utilizzare». La prova che «se si vuole le cose si possono fare», rivendica il commissario. «Quello di oggi è il risultato pratico, pragmatico della formazione della legalità fatta soprattutto di risultati e molto alla lontana di parole».
Un' eredità che si traduce in un sistema informatico integrato, in grado di «consentire l' allineamento delle banche dati e un' efficace scambio di informazioni tra i diversi Dipartimenti, l' Agenzia delle Entrate e quella del Territorio coinvolti nella gestione del patrimonio». Un sistema di monitoraggio basato sull' incrocio dei dati anagrafici, reddituali degli inquilini e catastali degli immobili. Replicabile, dopo il centro storico, in tutti gli altri municipi. Al quale tutti i candidati al soglio capitolino si sono mostrati interessati.

«Il lavoro di Tronca è prezioso e verrà rilanciato, in questi anni la gestione del patrimonio è stata dissennata», ha subito dichiarato il piddino Giachetti. «Lo avevamo denunciato da tempo», si vanta Alessandro Onorato, ex capogruppo di Marchini, «noi cancelleremo questo scandalo per abbassare le tasse». Sulla stessa linea la grillina Raggi: «Il M5S completerà la mappatura per ripristinare la legalità».


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