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L' appello all' unità di Giachetti spacca la sinistra "Confrontiamoci"


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Roma, 04-04-2016
Fonte: La Repubblica

Un sasso gettato nello stagno. È l' effetto sortito dall'«ultimo appello» lanciato dal piddino Roberto Giachetti «alla classe dirigente di Sel, agli amministratori, agli eletti». Che, bocciato ieri dal segretario romano Paolo Cento, ha tuttavia colpito nel segno. Diversi esponenti del partito di Vendola, soprattutto il mondo che ci gira intorno - movimenti, associazioni, reti sociali: da Tilt all' Anpi passando per Da Sud e la rete del coworking - non ci sta a restare ostaggio del radicalismo di Stefano Fassina, a fare la fine di Rifondazione comunista, a condannarsi all' irrilevanza. E ha deciso, in autonomia, di andare a vedere le carte di Giachetti: di sedersi al tavolo con lui e, se ci saranno le condizioni, persino sostenerlo.
Lo ammette con cautela Marta Bonafoni, consigliera regionale di Sel: «Lo ha detto anche Paolo Cento: "Approfondiamo il tema di Roma". Il che significa che l' appello merita una risposta, e anche in tempi strettissimi». Tutt' altra musica rispetto alla chiusura ribadita ieri da Fassina: «Confrontarci sulle questioni che hanno a che fare col futuro della città vuol dire due cose», scandisce Bonafoni: «Rimettere al centro la capitale e il suo bene, scavalcati l' una e l' altro da dinamiche nazionali che hanno visto innanzitutto alcuni pezzi di Pd lavorare solo a distruggere anziché a costruire. E dare vita a un dibattito pubblico, finalmente, che sappia interpretare un malessere che c' è, non possiamo nascondercelo, dentro quello che chiamiamo sinistra diffusa - e che è il vero valore aggiunto per chiunque si candidi a governare Roma - che fatica a entrare in sintonia con le opzioni in campo. Non affretterei la risposta "centrosinistra sì-centrosinistra no" prima di quel confronto, non precluderei nessun esito, a partire da quello più scontato: che si resti divisi. Ma un tentativo fuori dalle stanze chiuse va fatto».
Per evitare, soprattutto, il rischio più grande: che la sinistra perda un pezzo di se stessa. Lo segnala Enrico Sitta, giovane esponente di Sel ed attivista di Tilt. «C' è tutto un mondo che non si sente rappresentato dalle posizioni di Paolo Cento. Anche perché Sel è in una fase di transizione, si sta sciogliendo per formare Sinistra Italiana e non ci sono luoghi deputati a decidere in modo formale e collettivo. Questo comporta che i militanti sulle alleanze si terranno le mani libere. Succede a Milano, a Bologna ed è molto probabile che accada pure a Roma, dove si potrebbe formare una lista arancione a sostegno di Giachetti. A patto che lui accolga, dopo un confronto serio, 3-4 punti programmatici dirimenti: dall' emergenza migranti a quella abitativa».
Così pure Andrea Masala dell' Arci: «Esiste un mondo dell' attivismo sociale che a Roma sta insieme, ha resistito ad Alemanno, alla burocrazia inefficace, e vuole continuare a stare insieme».
La partita è aperta.


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