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Roberto Giachetti > Rassegna stampa > articolo

«Chiedo a Sel di sostenermi E mi voteranno pure i laziali»


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Roma, 05-04-2016
Fonte: Il Tempo

Non gli interessano i sondaggi, le polemiche ele strategie politiche. Preferisce dilungarsi sulla «passeggiata» che ha fatto pochi giorni fa a Lunghezza con i residenti o sulla riorganizzazione della macchina amministrativa. Sulla Roma che immagina, che, ovviamente, è molto diversa da quella delle inchieste giudiziarie e del degrado. «Da sindaco il mio obiettivo sarà restituire serenità ai romani» dice Roberto Giachetti.
Il candidato del Pd al Campidoglio si rivolge di nuovo ai dirigenti di Sel, per evitare che i distinguo della Sinistra finiscano per sbarrargli la strada verso il ballottaggio, ribadisce che darà più soldi e poteri ai Municipi e, infine, presenta le liste che lo sostengono.

Onorevole Giachetti, crede ai sondaggi? A giudicare dai numeri più ricorrenti lei è in corsa per il ballottaggio ma potrebbe anche non farcela...
«Non li seguo e non mi sembrano molto attendibili, non fosse altro perché il 60 per cento dei romani è ancora indeciso».

La preoccupa la possibile alta astensione?
«Certo. La disaffezione nei confronti della politica è una grandissima preoccupazione per chi fa il mio mestiere».

Pensa che il libro di Ignazio Marino e le sue dichiarazioni la penalizzino?
«Non ho mai fatto una dichiarazione contro Marino quando era sindaco di Roma, non la farò adesso che scrive libri. Ho cose più importanti di cui occuparmi».

L' ha letto il libro del «marziano»?
«No. Sto leggendo i documenti e le segnalazioni che mi stanno mandando associazioni e singoli cittadini».

Crede che Sel convergerà sulla sua proposta politica o che presenterà davvero Fassina o un altro candidato sindaco?
«Quando ho deciso di candidarmi alle primarie ho rivolto un appello a Sel perché sono convinto che possiamo fare un buon lavoro insieme per risolvere i problemi di Roma ma ho ricevuto insulti e schiaffi. Ho l' impressione che la classe dirigente di Sel voglia alzare un muro ma io non mi arrendo e tengo tutti i canali aperti. Ad ogni modo, sia chiaro che al momento del ballottaggio non ci sarà alcuno scambio, non farò accordicchi sotto banco».

Ma Fassina, o chi per lui, quanti voti può levarle?
«In una battaglia così complicata, dove ci sono tre candidature che si equivalgono, un' altra candidatura a sinistra mi impedirebbe di arrivare al ballottaggio. Non sarebbe una novità, è quello che è già successo in Liguria e altrove».

Dopo Mafia Capitale e una gestione amministrativa da dimenticare sisen teil salvagente del Pd?
«No, io sono l' antitesi di quel Pd. Sarò il primo candidato sindaco che dirà la sua squadra quindici giorni prima delle elezioni e che imporrà ai partiti che lo sostengono di rendere nota la lista dei candidati una settimana prima della presentazione. Farò an che firmare un codice di onore ai candidati in cui dovranno dichiarare di non avere guai con la giustizia, che è molto di più della presentazione del certificato dei carichi pendenti benché io resti sempre e comunque un garantista».

A proposito della squadra, si dice che la giornalista Federica Angeli potrebbe essere la sua vice sindaco...
«Girano tanti nomi, buttati lì più o meno a caso, ma nessuno conosce quelli che ho in testa io».

Quante liste avrà al suo fianco?
«Di certo Pd, Idv, Radicali, Verdi, una lista civica di catto lici, una laico -riformista vicina ai Socialisti e poi una che porterà il mio nome».

E se non arrivasse al ballottaggio?
«Non prendo in considerazione questa ipotesi».

Quali sono le decisioni che prenderebbe subito se fosse eletto sindaco di Roma?
«Sarebbero legate a una riorganizzazione della macchina amministrativa. Verranno alleggerite le funzioni centrali a favore di quelle dei Municipi. Dobbiamo rimotivare decine di migliaia di dipendenti comunali che saranno una parte importante del riscatto della nostra città».

Cosa l' ha colpita di più, per ora, nella campagna elettorale?
«Il senso di abbandono che pervade la città. Ce l' hanno i cittadini, i comitati, le associazioni, le categorie. Risponderò a queste attese, consapevole che i ro mani hanno tante energie da spendere per migliorare la Capitale. Giorni fa mi ha contattato un residente di via Roseto degli Abruzzi, a Lunghezza. Mi ha chiesto di andare in quel quartiere. Stavo organizzando per domenica mattina, lui mi ha detto: "No, vieni di sera". Così ho fatto e ho trovato una situazione particolare. In una zona con case nuove e spazi verdi, quasi un' isola felice rispetto ad altre periferie, è accaduto che tempo fa hanno rubato i cavi di rame e il quartiere è al buio: sono cominciati i furti, la prostituzione e un degrado che in quella strada non avevano mai conosciuto. Ecco, lì non serve una rivoluzione per mettere le cose in ordine. Bisogna semplicemente occuparsi dei problemi delle persone e riportare serenità. Quello che voglio fare io».

Lei è un grande tifoso romanista. Oggi, dopo il derby, ha trovato qualche laziale che le ha promesso il voto?
«Intanto io ho sempre rivendicato di essere romanista, anche nei momenti più difficili, mentre oggi noto che qualche mio avversario laziale fa finta di niente. Mi voteranno? Bè, io stesso ho votato e ho avuto come sindaco un laziale e anche uno juventino».


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