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Giachetti: userò i referendum e darò la parola ai romani


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Roma, 10-04-2016
Fonte: L'Unità

La fase dell' ascolto è finita. È servita per dare risposte più forti, dice Roberto Giachetti ai suoi amici radicali nella sede romana di Torre Argentina. Coinvolgere, condividere, scegliere in modo trasparente, prendere impegni chiari, mantenerli. È la bussola del candidato sindaco del centro -sinistra. E tra le piccole cose che si è messo in testa di affrontare c' è il malessere che tiene troppi romani lontani dalla politica. Votano sempre di meno, negli ultimi due decenni l' astensionismo è sempre cresciuto. Arrabbiati con il palazzo, delusi dai partiti, indifferenti, disinformati. Ma anche cittadini senza voce, ignorati. E lui vuole ridare la parola ai romani. L' ha detto durante la sfida per le primarie, farà il sindaco di strada, scommetterà su una parola antica, partecipazione perché non si «può delegare solo al sindaco o alla sua squadra» se si vuole cambiare. «Roma capitale della partecipazione? È il mio obiettivo, sono favorevole a tutti gli strumenti, compresa la modifica delle delibere che regolano i meccanismi di partecipazione. E sono favorevolissimo alla politica dei referendum, come amministratore comunale farò ampio ricorso allo strumento del referendum consultivo», ha detto il vicepresidente della Camera che nei giorni scorsi ha annunciato che voterà sulle trivelle.

Alle urne lui c' è sempre andato ricorda ai radicali, anche quando si votò sulla scala mobile. Il loro referendum sulla candidatura olimpica della capitale non lo firmerà solo perché su quello la «decisione del Consiglio Comunale c' è già stata». Cominciano ad arrivare le risposte concrete su cosa farà se potrà indossare la fascia tricolore che Ignazio Marino ha dovuto lasciare. Sul traffico che ruba la vita alla capitale dice chiaro che non è vero che la cura del ferro abbia fallito, che la metro C sia da buttare, semmai è la gestione che non è andata bene. È convinto che per Roma chiudere l' anello ferroviario sia cruciale anche se è vero che bisogna fare i parcheggi di scambio se si vuole fermare davvero il flusso di auto private in centro. Vuole aprire un tavolo con il governo sulle metropolitane e dire chiaramente ai romani quali tracciati sono possibili, quali prolungamenti si possono fare in tempi certi e costi verificati. Poi chiudere questo capitolo a aprirne un altro. Puntare sui tram, sulla mobilità sostenibile, su bici e motorini elettrici come hanno fatto in altre città d' Europa. È per potenziare la raccolta differenziata dei rifiuti, è contrario alla politica delle ruspe, si tratti di case occupate o di campi rom.

«Dobbiamo sempre tenere insieme legalità e assistenza per chi ne ha bisogno», ha insistito lanciando anche una proposta, valutare se vendere le abitazioni popolari a chi ci abita da vent' anni. Poi affronta il nodo privatizzazioni senza «furori ideologici». «Sono favorevole alla privatizzazione di Farmacap e Assicurazioni di Roma - dice - ma la privatizzazione di Atac in questo momento equivarrebbe a una svendita. Se è risanata vale 10 volte tanto. E le sue officine devono tornare in house, perché possono diventare un elemento di sviluppo». A distanza si accende lo scontro con la sinistra-sinistra e i grillini. «Finalmente il candidato del Pd entra nel merito - polemizza l' ex viceministro dem - le sue parole sulle aziende partecipate del Comune rendono evidente la distanza incolmabile che divide il Pd da noi, la sinistra. Noi siamo per confermare il controllo pubblico».

Virginia Raggi, la candidata di Grillo e Casaleggio nella capitale condivide: «Atac è un fiore all' occhiello di Roma, deve tornare ad essere dei romani, non terreno di caccia dei partiti, deve restare pubblica». Alla grillina che grida all' ammucchiata per la lista Udc in sostegno a Giachetti, il candidato del centro -sinistra dà una stoccata. «Quando parla dei problemi di Roma dice che la prima cosa che farebbe è abolire la carta di credito del sindaco. Con tutto il rispetto io senza bisogno di dichiararlo, la sera stessa in cui sono stato eletto vicepresidente della Camera in otto secondi ho rinunciato all' auto blu e all' appartamento di servizio. Mi pago il telefono e pure i francobolli per le lettere istituzionali, giro in motorino. Se questo è il suo primo atto io dico avanza, queste cose le abbiano alle spalle, sono già acquisite».
Nella sede dei radicali, a chi dice che il «Pd romano è insostenibile» risponde che il partito lui vuole cambiarlo, e a chi gli ricorda la benedizione di Renzi risponde: «Io non sono il candidato di Renzi anche se sono orgoglioso del suo consenso perchè lo ritengo una speranza del Paese ma dopo le primarie non sono il candidato del Pd, ma di una coalizione. E voglio vincere e governare». Entro il 19 le liste di sostegno saranno pronte. «Un minuto dopo saranno online a disposizione dei cittadini».


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