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Giachetti, una donna capolista Pd - Marchini, programma e messaggi


Foto articolo
Roma, 12-04-2016
Fonte: Corriere della sera

Cherchez la femme. L’idea del Pd è questa qua: mettere una donna, importante, non di partito, della società civile, capolista della lista al Campidoglio. Lorenza Bonaccorsi, deputata iper-renziana, l’ha proposto al commissario Matteo Orfini, che ha sposato il proposito.

Un nome della società civile
Il ragionamento è semplice: con Virginia Raggi e Giorgia Meloni candidate sindaco, il Pd non poteva presentarsi con una candidatura (quella di Roberto Giachetti) tutta al maschile. I «cervelli» democratici sono al lavoro, ma il primo tentativo è andato a vuoto. Il primo nome indicato da Orfini, infatti, è stato quello di Federica Angeli, la giornalista di Ostia che vive sotto scorta e che partecipò alla manifestazione del settembre scorso a piazza Cinecittà e che il Pd vorrebbe candidare a tutti i costi: all’inizio era presidente del X municipio (ma sul litorale, commissariato per mafia, non si voterà per il minisindaco), poi magari parlamentare, ora capolista. La Angeli, a quanto pare, ha declinato. E così si torna da capo.

Il nodo Garbatella
Il resto della lista, come ampiamente anticipato dal Corriere nei giorni scorsi, è praticamente fatta anche se resta qualche nodo aperto: il partito sta facendo pressing su Valeria Baglio perché lei si candidi come presidente dell’VIII municipio (Garbatella) dopo la rinuncia di Enzo Foschi (indagato per le vicende del consiglio regionale sotto la giunta Polverini), ma l’ex presidente dell’assemblea capitolina per ora resiste. Estella Marino, alla fine, pare che non si candiderà. Mentre Erica Battaglia, pure citata nella lista dei 101 di Mafia Capitale stilata dalla Prefettura e pur avendo avuto (come altri) un finanziamento da 5 mila euro in chiaro dalle coop di Salvatore Buzzi, vuole essere messa in lista.

Claudia Gerini testimonial
Giachetti, che ha chiesto a Claudia Gerini di fare da testimonial delle opere da recuperare, pensa già alla giunta: «La farò da solo, a casa mia. Darò i nomi il 21 maggio». E «punge» la Raggi: «Vedo che c’è un cambio di posizione della candidata di M5s. Ci aspettavamo che almeno la squadra del sindaco fosse fatta sul principio dell’uno vale uno. Invece apprendiamo che la Raggi farà la giunta dopo aver condiviso i nomi con le diverse anime, o correnti, di M5s: una cosa da Prima Repubblica...». Lei replica: «Il Pd è l’unico testimonial del disastro di 20 anni».

L’agenda di Alfio
Sul fronte del centrodestra, nulla si muove. Alfio Marchini presenta il suo programma (con 101 interventi per Roma: buche, tram, mobilità, innovazione, rifiuti) e lancia messaggi: «Noi mettiamo a disposizione dei contenuti, basta col toto-nomi». Non è che pensa al ritiro? «Assolutamente no. Ma parlerò con Berlusconi e Meloni e tutti quelli che vogliono aggregare i moderati». Non è che l’imprenditore farà come Corrado Passera a Milano? «No, sono situazioni diverse. Comunque il quadro si semplificherà: ne restano soltanto due in campo». Solo che, al momento, nessuno muove un dito.


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