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Parte la campagna di Giachetti «Sarò un sindaco di strada»


Foto articolo
Roma, 15-04-2016
Fonte: L'Unità

All' ex Dogana a San Lorenzo Roberto Giachetti apre il comitato elettorale, la stazione come ha voluto chiamarla per dire che è aperta a tutti. Anche a chi contesta ed è arrabbiato, come i giovani dei centri sciali che aspettano che arrivi per urlargli che «Roma non si svende», che bisogna fermare gli sgomberi degli spazi occupati e autogestiti. Lui risponde che ci si può incontrare. «Vengo se parlate voi ma fate parlare anche me, funziona così», dice.
È il dialogo la parola che risuona subito nel cortile della stazione aperta. Bisogna ricominciare a parlare, a contaminarsi, a saper ascoltare. E farlo con entusiamo, ingrediente prezioso per rimettere in moto la voglia di riscatto di una città ferita. «La prima qualità della politica è il dialogo», riprende il discorso davanti al commissario dei dem romani Matteo Orfini, al governatore del Lazio Nicola Zingaretti , ai big del partito e alla gente comune.
Con il vestito buono, senza cravat ta come ha voluto stare anche alla Camera dei deputati nel ruolo di vicepresidente, con in mano i foglietti che guarda e rigira parlando poi a braccio, l' altra parola che ha voluto scandire bene è onestà. «L' onestà ce la chiedono i romani, in questi ultimi anni è andata nell' ombra. Io sono una persona onesta, la mia vita è la vita di una persona onesta. Faccio politica da quando avevo 15 anni, quando parlavo con la gente e distribuivo volantini, quando non avevo cariche e poltrone».
Ma onesto lo è stato anche dopo, rivendica, quando ha ricoperto incarichi importanti nell' amministrazione di Francesco Rutelli, negli anni del Giubileo del 2000 quando firmava delibere di spesa per centinaia di miliardi. «Io non ho mai avuto nemmeno una telefonata per il mio compleanno dalla Procura della Repubblica e dalla Corte dei Conti, nemmeno un panettone per regalo a Natale». L' onestà non si dichiara a parole ma si dimostra, spiega convinto. L' ha chiesta anche al Pd che prepara la lista. L' ha pretesa da tutti quelli che lavorano alle liste in campo per sostenerlo e riportare il centro-sinistra alla guida del Campidoglio. Associate al suo nome ci saranno solo liste pulite e rinnovate, insiste e ricorda che prima della decisione della Commissione Antimafia di mettere sotto osservazione i candidati alle elezioni romane lui l' aveva promesso che avrebbe mandato tutti i nomi alla presidente Rosy Bindi.
E ha preteso anche un la firma di un codice d' onore, l' impegno di ciascuno a rendere note le spese elettorali o i possibili conflitti d' interesse. «Poi, oltre l' onestà, ci vuole competenza - continua - e io sono una persona competente».
«Roma può tornare Roma», è lo slogan che ha alle spalle mentre segue il filo dei pensieri. Lo slogan della campagna elettorale non guarda al passato ma vuole dire che si può ricominciare. Il programma c' è: le proposte per le periferie, l' assillo del decentramento per dare più poteri ai Municipi, la promessa di portare a termine tante opere incompiute, la scelta di partire dalle piccole cose per cam biare la vita quotidiana delle persone. E ci sono anche le occasioni.
Per lui le Olimpiadi del 2024 saranno un' opportunità per cambiare la città come accadde nel 2000 per il Giubileo. Le risorse andranno trovate. Non c' è solo il disastro del debito ma anche troppi fondi non spesi. Fondi europei per le città mai utilizzati. «Voglio usarli tutti - alza la voce - l' Europa deve arrivare a dirci basta progetti». Il candidato del centro-sinistra che vuole tornare in Campidoglio e fare il sindaco di strada, ieri ha ribadito che annuncerà la sua squadra 15 giorni prima del voto, il 21 maggio.
Lo farà su Facebook, dalla stessa stanza dove da solo, senza bilancini o capibastone, senza estenuanti trattative, avrà messo insieme i nomi di gente fidata. «Non ci saranno né parlamentari né consiglieri comunali - annuncia - . Non sono matto. penso che sia la linea del futuro per recuperare il rapporto con i cittadini».
Ripartire da lì, dalla gente. L' ha detto ai suoi amici radicali, la capitale con lui torna a credere nella partecipazione.


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