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Giachetti: Roma ritrovi se stessa


Foto articolo
Roma, 25-04-2016
Fonte: L'Unità

«Roma deve tornare ad essere se stessa», recuperare l' immagine della Grande bellezza che, in questi anni, è stata «mortificata», ma sono «fotografie che non corrispondono alla realtà»: il candidato per il centrosinistra al Comune di Roma, Roberto Giachetti, ospite di Barbara D' Urso su Canale 5 si propone con due qualità: onestà e competenza.
La campagna elettorale è partita in una situazione complessa, tra la grillina Virgina Raggi che si vuole mostrare come il "nuovo" e più che altro cerca di screditare gli sfidanti, e il centrodestra che va avanti ormai frammentato su quattro nomi, dopo la scelta di Berlusconi di continuare con Bertolaso, con Giorgia Meloni nel duo lepenista con Salvini, il più moderato Marchini (per il quale l' Ncd sperava una convergenza del centrodestra) e la destra di Storace che avrebbe fatto anche un passo indietro ma resta in campo da solo. E, Fassina, di Sinistra Italiana, ha raccolto l' appoggio di sessantatre sindacalisti Uil.

Giachetti (che ieri festeggiava il suo 55esimo compleanno) punta sulla credibilità: «Penso che non basti l' onestà» per governare la capitale, anche se è un requisito imprescindibile. Ma «ci vuole anche la competenza, saper dove mettere le mani nella macchina amministrativa e bisogna avere voglia e passione per fare in modo che questa città si riprenda».
Lui, deputato Pd che ha vinto le primarie del centrosinistra, vuole che Roma «si riprenda», ma fa un appello all' unità, «siamo nelle condizioni di farlo e se lo facciamo tutti insieme ci riusciamo». E, riguardo alle molte donne che lo sostengono, spiega che «sono una presenza fondamentale» con «un passo in più degli uomini. Possono darti un di più per risolvere i problemi».
Sostenuto dai radicali, Giachetti a Domenica Live ha apprezzato l' accordo che il ministro della Giustizia Orlando ha fatto con il Comune di Roma perché «i detenuti che possono andare a lavorare all' esterno possano venire a lavorare per fare delle cose positive per la nostra città. È importante».

Di nuovo ha smentito i dati che ripete Virginia Raggi per bollarlo come assenteista nel suo ruolo di vicepresidente della Camera. La candidata dell' M5S usa uno dei leitmotiv grillini "anticasta" sostenendo che da quando si è candidato Giachetti «ha collezionato circa il 60% di assenze e la Meloni il 90%», insomma sarebbero candidati o deputati «a mezzo servizio».
Giachetti lo aveva già fatto, ma anche ieri la smentisce sulle sue presenze nell' aula di Montecitorio: «Raggi ha messo in rete dati che non corrispondono al vero. Io sono presente all' 87% delle votazioni. Le ho fatto vedere anche le ore in cui ho presieduto fisicamente la Camera dei deputati e sono quello che ha più ore di tutti», ribatte il candidato Pd che twitta i numeri: lui, fino al 21 aprile ha come 754 ore di presidenza a Montecitorio, contro le 555 del grillino Di Maio. Ecco, Raggi «deve avere avuto un abbaglio ma in campagna elettorale succede», conclude. E Valeria Baglio, Pd, ex presidente dell' assemblea capitolina, le ricorda che come consigliera M5S in Campidoglio aveva il 23,8% di presenze nell' Aula Giulio Cesare.

Giachetti inoltre si augura di ricucire le divisioni che, ogni anno, si creano con la "brigata ebraica" per il 25 aprile (non partecipano al corteo dell' Anpi perché ci sarebbero centro sociali «anti Israele»). Lui oggi celebra la Liberazione nel suo municipio, il XIIesimo, e deporrà una corona sulla lapide di Silvio Bar bieri, attivista del Partito d' Azione torturato a via Tasso e fucilato alle Fosse Ardeatine. La grillina Raggi mostra di non temere rivali al ballottaggio, né Giachetti, né Meloni, che bolla come «riciclata» di fatto: «È stata al governo con Berlusconi poi ha fondato un partito con La Russa, poi - più o meno - al governo di Roma con Alemanno».
E si fa forte di non temere «i partiti che hanno sfasciato Roma». Ieri ha fatto una bicliclettata elettorale con altri grillini, dalle Fosse Ardeatine a piazza del Popolo, rilanciata in Rete. I pentastellatipuntano sullanovità, e Alessandro Di Battista immagina l' ombra di un nuovo Patto del Nazareno: «Berlusconi sta lavorando per Giachetti. Il suo obiettivo è far arrivare lui al ballottaggio», sostiene il deputato M5S.
Giorgia Meloni dovrà comunque sfidare Bertolaso, puntando sui voti della destra e sulle parole d' ordine xenofobe della Lega, più che sul peso elettorale a Roma. Infatti ieri e oggi la candidata FdI-Lega è in Polonia per incontrare i leader di Diritto e Giustizia, partito di maggioranza di estrema destra e euro scettico, in quel filone lepenista in cui Meloni si è tuffata a gamba tesa.


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