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Roberto Giachetti > Rassegna stampa > articolo

Giachetti al Corriere «Sono terzo? A Roma sfida aperta Io e il partito paghiamo le inchieste»


Foto articolo
Roma, 08-05-2016
Fonte: Corriere della sera

L' ultimo sondaggio, pubblicato dal Corriere della Sera , lo vede sorprendentemente terzo. Ma Roberto Giachetti, candidato Pd a sindaco di Roma, non si scompone.

Prima Virginia Raggi, poi Giorgia Meloni, infine lei. Sondaggio preoccupante.
«No, la sfida è apertissima, le differenze sono impercettibili. Non lo dico io, ma Nando Pagnoncelli. Io respiro un' aria diversa, girando la città. Rispetto i sondaggi, ma alle Europee c' era il mantra del sorpasso grillino: si sa com' è finita».

Eppure lei è l' unico candidato che perde consenso. Serve un cambio di passo?
«Nelle ultime tre settimane c' è stata una polarizzazione su dinamiche di politica nazionale. Da una parte la leadership del centrodestra, che ha occupato l' informazione. Dall' altra, le inchieste. E i Cinque Stelle che l' hanno buttata in caciara».

Indagati e arrestati per corruzione, del Pd, non l' hanno certo aiutata.
«È stata una settimana difficile; a pagare le inchieste è prima di tutto il Pd e poi io. Ma i romani si aspettano soluzioni su Roma».

Renzi non c' è stato molto in campagna: è una presenza ingombrante?
«Sui manifesti c' è il mio faccione: la gente deve votare Giachetti non Renzi. Sono orgoglioso che uno che ha fatto benissimo il sindaco di Firenze abbia fiducia in me: ma qui si vota per la città».

La vicinanza a Renzi l' aiuterà a cambiare Roma?
«Sarà indispensabile un rapporto con il governo. Mettiamo da parte i patti della pajata e discutiamo di mutui, metropolitane e sicurezza».

Il commissario Tronca sta lavorando bene?
«Sì, anche se è un funzionario dello Stato e non è un politico. Su affittopoli seguirò il suo lavoro. Mi ha stupito, invece, la nomina degli amministratori della società di assicurazione a 40 giorni dal voto. Poteva risparmiarsela».

Il sindaco Cinque Stelle Filippo Nogarin, raggiunto da avviso di garanzia, è pronto a dimettersi.
«Io sono garantista. Ho accettato, con sofferenza, di rompere questa mia cultura per le mie liste. Ma resto garantista per gli altri: non è sufficiente un avviso per obbligare un sindaco a dimettersi».

Alfio Marchini avanza.
«Dopo l' uscita di scena di Bertolaso, è chiaro che Marchini non è libero dai partiti. Dalla sua parte c' è un signore che si chiama Alemanno».

E forse anche un signore che si chiama Massimo D' Alema.
«Non so cosa farà D' Alema, ma è chiaro che un pezzo del Pd non mi appoggia. È il senso della mia candidatura: rompere con una parte del Pd e lasciarmela alle spalle».


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